Ricerca familiari dei caduti nel confine orientale

La Legge 92 del 30 marzo 2004 ha riconosciuto l’istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e la concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.

I familiari dei caduti (a guerra terminata) nelle zone del confine orientale –sotto elencati– che volessero inoltrare una domanda al Consiglio dei Ministri per il conferimento di un riconoscimento, potranno lasciare un commento su questo blog, indicando nome, cognome e email. Verranno poi ricontattati per ricevere ulteriori informazioni.

CognomeNomeComune di nascitaDecesso o scomparsa
CONTUGIUSEPPESan Vito (CA)28/05/1945
COSSUPASQUALE(NU)01/05/1945
DERIUANTONIOBonorva(SS)02/05/1945
FADDAGIOVANNINughedu San Nicolò(SS)08/08/1946
FAE’GIUSEPPE(SS)03/05/1945
FODDAIGIANMARIAGiave(SS)01/07/1945
FOLLESEBEATRICE(CA)08/05/1945
FRONGIAGIUSEPPINOGonnesa(CA)30/05/1945
GANZARDIETTORE(SS)14/06/1945
GASPAGIOVANNI(SS)05/05/1945
GRAUSOERNESTO(CA)14/05/1945
LINALDEDDUPIETROTempio Pausania(OT)02/05/1945
LOBINAALFREDO(CA)24/07/1945
LOIEGIDIOTerralba(OR)08/05/1945
MANCAAUGUSTOUta(CA)02/05/1945
MANOSFRANCESCORomana(SS)20/05/1945
MASALAPIETRONule(SS)29/04/1946
MONGIUPIETROOsidda(NU)03/05/1945
MULARGIAGIUSEPPEBulzi(SS)01/05/1945
MULASSEBASTIANOLoculi/Bono(NU/SS)03/05/1945
MURAMARIO(SS)08/05/1945
MURGIAGIOVANNISorgono(NU)02/05/1945
NICOLAIGIACOMOSanta Teresa di Gallura(SS)02/05/1945
OLIVAPIETRO SALVATOREAlghero(SS)06/08/1945
ONORATOGIUSEPPELa Maddalena(SS)01/05/1945
ORECCHIONIPASQUALE(SS)03/05/1945
PALASALVATORELa Maddalena(SS)04/05/1945
PELICI (PALICI)CESARELa Maddalena(SS)30/06/1945
PERALTAGIOVANNIThiesi(SS)02/05/1945
PINNAANTONIO(CA)18/05/1945
PISANOGIUSEPPEMogoro(OR)06/05/1945
PORCEDDAALESSIOVillanovafranca(CA)02/05/1945
PORCUGIUSEPPE(CA)23/12/1945
PUSCEDDUANGELOGuspini(VS)31/12/1945
ROYCHENNIOOlbia(SS)31/05/1945
SANTANDREAANTONIO EFISIOAlghero(SS)03/05/1945
SATTACARMINE(OR)01/05/1945
SAXIDAFRANCESCOLuogosanto (res.)(SS)06/08/1945
SECCISALVATORELa Maddalena(SS)02/05/1945
SERRAANDREAThiesi(SS)02/05/1945
SOTGIUFRANCESCOAlghero(SS)03/05/1945
TATTIANTONIOBortigiadas(SS)02/05/1945
TILOCA (TILOGA)LUIGI(SS)08/08/1945
TILOCCAANTONIO MARIAOssi(SS)02/05/1945
TODDEPIETROPirri(CA)01/05/1945
VACCAGIACOMINOSorso(SS)02/10/1945

Si ringrazia: Laura Brussi Montani – Esule da Pola
Volontariato per non dimenticare
Opera Nazionale per i Caduti senza Croce

Partigiani del Sarrabus in Piemonte

Diversi furono i combattenti di Villaputzu, Muravera e San Vito che entrarono nelle formazioni antifasciste del Piemonte. I nominativi riportati nella Banca Dati del Partigianato Piemontese sono:

VILLAPUTZU

Congiu Mario nato il 7 maggio 1917 a Villaputzu.
Residente a Villaputzu, nel 1938 partì per prestare il servizio di leva e dopo aver assolto gli obblighi militari, a causa dello scoppio della guerra, venne arruolato come soldato di cavalleria nel reparto Carri Leggeri 3° GRP Lancieri di Novara. Dopo l’attacco tedesco all’Urss, venne deciso l’invio di un corpo di spedizione italiano in Russia e il Reggimento Lancieri di Novara fu chiamato a farne parte. Congiu partì quindi per la steppa russa e visse il dramma dell’Armir; dopo l’offensiva sovietica, nel corso della ritirata, ebbe un principio di congelamento a un piede: “Devo la vita a una famiglia di contadini russi, che mossi da compassione mi hanno curato e sfamato”, dirà lo stesso Congiu. Rientrato con grandi difficoltà in Italia, dopo l’armistizio dell’8 settembre entrò a far parte della Resistenza con il nome di battaglia “Tris”. Dal 27 giugno 1944 fino alla Liberazione fu uno dei partigiani della 2^ Brigata Garibaldi “Ermanno Angiono” (Pensiero), operante nel Biellese. Vivente, ultracentenario.

Cossu Salvatore nato l’8 dicembre 1918 a Villaputzu.
Residente a Villaputzu, durante il conflitto prestò servizio nell’Aeronautica con il grado di armiere. Dopo l’armistizio di Cassibile, nel maggio 1944 entrò nelle formazioni partigiane. Dapprima fece parte della 3^ Divisione Matteotti e poi della 6^ Divisione alpina “Giustizia e Libertà”, Brigata “Domenico de Palo” (attiva nel Canavese), con il nome di battaglia “Sardo”. Contribuì al movimento di Resistenza fino allo scioglimento delle unità partigiane.

Spiga Giovanni nato l’11 aprile 1920 a Villaputzu.
Di professione autista, risulta residente a Casalmorano (CR) quindi potrebbe essersi trasferito in Piemonte durante il fascismo in cerca di lavoro. Allo scoppio del conflitto venne richiamato alle armi come soldato di fanteria, distretto di Cremona. Dopo l’armistizio aderì, dal dicembre 1943 al dicembre successivo, alla R.S.I., nel Battaglione volontari di Sardegna “Giovanni Maria Angioy”, tuttavia, già dal luglio 1944 risulta far parte della formazione partigiana Matteotti, Divisione “Italo Rossi” 3^ Brigata (nome di battaglia “Geppo”) e vi rimarrà con il grado di partigiano fino alla Liberazione.

MURAVERA

Codonesu Giuseppe nato il 18 agosto 1908 a Muravera.
Residente a Roma, sottufficiale di fanteria. Dopo lo sbandamento dell’esercito, nel gennaio 1945 entrò nelle formazioni partigiane di “Giustizia e Libertà”, 10^ Divisione, rimanendovi fino al giugno del 1945. Conosciuto con il nome di battaglia “Sardo”.

Mattana Saverio nato il 15 agosto 1915 a Muravera.
Residente a Torino, tipografo. Arruolato nell’Arma di Cavalleria con il grado di caporale, dopo l’armistizio entrò a far parte delle formazioni partigiane con i nomi di battaglia “Giamur” e “Janto”. Da marzo ad aprile 1944 fu attivo nella 47^ Brigata Garibaldi per poi passare all’8^ Divisione Autonoma “Vallorco”, 32^ Brigata, dal 30 agosto fino alla fine del conflitto.

Perra Fermo nato l’11 febbraio 1892 a Muravera.
Operaio nel settore industriale, risulta residente a Torino. Durante il conflitto, nell’ottobre del 1944 entrò nella 7^ Brigata S.A.P. (Squadre di azione patriottica) “De Angeli” rimanendovi fino alla Liberazione. Per il suo contributo alla Resistenza conseguì il grado di patriota.

Perra Pierino nato il 30 dicembre 1914 a Muravera.
Residente a Torino, dopo l’armistizio entrò nella 2^ Brigata G.A.P. (Gruppi di azione patriottica) dal dicembre 1944 fino al giugno del 1945, con il nome di battaglia “Piero”. Conseguì la qualifica di patriota.

SAN VITO

Todde Giovanni nato il 25 agosto 1916 a San Vito.
Inpiegato, residente a San Vito. Durante il conflitto venne arruolato nell’esercito come Sergente Maggiore del Genio. A seguito dello sbandamento delle Forze Armate aderì alla R.S.I. “Sezione stralcio” provincia di Torino, dal maggio al dicembre del 1944. Nel marzo dell’anno successivo entrò nelle formazioni di “Giustizia e Libertà”, Divisione C, 4° Settore, con il nome di battaglia “Gianni”. Gli è stata riconosciuta la qualifica di benemerito della lotta di Liberazione.



Fonti principali:

Partigiani sardi caduti in Piemonte -2-

Sacrario Pian de Lot (TO)

Link parte 1: Cognomi dalla A alla L

Si ricorda che, laddove nel nome non siano presenti delle indicazioni specifiche, per le fonti si dovrà fare riferimento alle note presenti a fondo pagina. Nel caso il lettore sia a conoscenza di ulteriori informazioni, nei commenti all’articolo potrà integrare o chiedere di modificare eventuali inesattezze che, sicuramente, non mancheranno.

Cognomi dalla M alla Z

Mascia Querino nato a Senorbì il 7 maggio 1909.
Frequentemente indicato anche con il cognome “Maxia” e il nome “Quirino” o “Guerino”.
Da Senorbì (CA) si trasferì nel 1934 in Piemonte, a Venaria Reale (o Collegno) per esercitare l’attività di sarto. Nel novembre 1943 entrò nelle formazioni partigiane della II Divisione d’Assalto Garibaldi Piemonte, 11^ Brigata Torino, operante nelle Valli di Lanzo, con il nome di battaglia “Cavallino bianco”. Conseguì il grado di comandante di squadra. Il 9 marzo 1944 venne catturato durante un rallestrallamento a Pessinetto (TO), riconosciuto da un capomanipolo (tenente) della Guardia Nazionale Repubblicana già prigioniero dei partigiani garibaldini. Detenuto nel braccio tedesco presso le Carceri Nuove di Torino, venne fucilato il 2 aprile con altri 26 partigiani in località Pian del Lot, presso il Colle della Maddalena, come rappresaglia per l’uccisione del caporale della difesa antiaerea Flak Walter Wohlfahrt, avvenuta a Torino per mano di un commando gappista. Secondo il testimone oculare Giovanni Borca, i prigionieri furono caricati sui camion e portati nel luogo dell’esecuzione. Una volta sul posto, con le mani legate, furono portati nei pressi di una fossa dove, a gruppi di quattro, furono falciati dalle mitragliatrici; molti erano soltanto feriti quando furono ricoperti dalla terra. Borca si salvò perché, insieme ad altri prigionieri, aveva il compito di ricoprire la fossa comune; al suo rientro in carcere gli fu intimato di restare in silenzio sull’accaduto. I corpi furono riesumati il 27 maggio 1945, a guerra finita. Il corpo di Mascia Querino venne traslato presso il Cimitero Generale. Nella fossa si contarono ventisette giovani massacrati, dei quali sette non identificati; studi recenti hanno permesso di dare un nome a tre di questi cadaveri. Il 2 aprile di ogni anno, nei pressi del luogo dell’eccidio, si celebra una cerimonia commemorativa delle vittime della strage.

Melis Salvatore nato a Jerzu il 4 (o 14) marzo 1917.
Operaio nella FIAT Grandi Motori fece parte del 4° Settore S.A.P (Squadre di Azione Patriottica) dal maggio 1944. La vicenda di Salvatore è strettamente legata a quella di Antonio Banfo, suo suocero, una delle figure più in vista del mondo operaio torinese. La mattina del 18 aprile, durante il grande sciopero generale che bloccò le attività nello stabilimento, i fascisti entrarono in fabbrica per bloccare le proteste e impedire che gli operai sfilassero in corteo. Banfo prese la parola e ricordò al comandante fascista le ragioni dello sciopero: spiegò l’orrore di scoprire al mattino compagni di lavoro trucidati e abbandonati per le strade, uccisi con l’accusa di essere partigiani mentre invece si recavano al lavoro e chiese la fine delle rappresaglie. Gli si avvicinò il comandante fascista che, stringendogli la mano, ambiguamente gli disse che lui non avrebbe più visto morti, a patto però che lo sciopero finisse. Quella stessa sera, intorno alle 23, un camion e un’automobile si fermarono davanti alla casa popolare di via Scarlatti 4 bis, in Barriera di Milano, dove abitava la numerosa famiglia Banfo. Una decina di uomini armati fecero irruzione nell’appartamento, presentandosi come partigiani. Nel frattempo Banfo e Melis, che temevano la cattura da parte dei fascisti, passando per il balcone scesero in cantina e si rifugiarono in una latrina di via Monterosa 59, ma vennero ben presto rintracciati. Melis non risultava nella lista dei ricercati ma si rifiutò di lasciare il suocero da solo e, insieme, furono fatti salire sull’autocarro e condotti via. Fatti scendere nell’angolo tra corso Novara e corso Giulio Cesare, furono uccisi con raffiche di mitra nello stesso punto dove solo un paio di giorni prima furono ammazzati altri quattro antifascisti. I sospetti sui colpevoli dell’assassinio caddero sui componenti di una squadra speciale della Federazione comandata da Tullio Dechiffre, sia per le modalità (era solito presentarsi con una falsa tessera di partigiano), per il luogo (lo stesso usato due giorni prima per ‘giustiziare’ quattro antifascisti) e per l’abitudine di effettuare autonomamente, senza nessuna copertura giuridica, questo tipo di incursioni e di esecuzioni notturne.

Mereu Albino nato a Villagrande Strisaili 12 ottobre 1916.
Era residente a Villagrande Strisaili quando venne richiamato e arruolato nella 1^ Compagnia Sanità di Torino. Dopo l’armistizio, nel luglio del 1944, decise di entrare nelle formazioni partigiane, prima nella VII Banda, poi nella Colonna Alessandria e infine nella X Divisione Alpina Langhe “Giustizia e Libertà”, 2^ Brigata Gianni Alessandria, con il grado di comandante di distaccamento. Pochi giorni prima della Liberazione, il 15 aprile 1945, partecipò al tentativo di occupazione di Alba durante la fase pre-insurrezionale preparata con il sostegno del Comando Alleato. Le formazioni “Giustizia e Libertà” ebbero il compito di occupare un’area nella zona meridionale del centro storico della città, dove le forze della RSI presidiavano il posto di blocco in piazza Savona, a difesa del palazzo Barberis su corso Italia. Mereu nel tentativo di assalire il palazzo, provò un’azione ardita nel corso della quale trovò la morte. E’ stato decorato di Medaglia di Bronzo con la seguente motivazione: «Dopo l’armistizio si dedicava alla lotta partigiana ripetutamente distinguendosi per entusiasmo e per ardimento. Comandante di distaccamento combatteva valorosamente per la liberazione di Alba. Precedeva i suoi uomini all’assalto contro un fabbricato organizzato a difesa nell’intento di indurre il difensore alla resa e cadeva nel generoso tentativo». Il suo nome è ricordato nella lapide collocata in corso Bixio ad Alba. Nella stessa città gli è stata intitolata una via, mentre nel paese natale gli è stato dedicato il belvedere all’ingresso del centro urbano.

Milia Valerio nato a Sassari il 29 ottobre 1927.
Studente, residente a Sassari, soldato. Fece parte della Resistenza a partire dal settembre 1944, quando entrò nella Brigata Oreste, Divisione Garibaldi “Pinan Cichero” ottenendo il grado di Commissario di distaccamento. “Valle”, questo il suo nome di battaglia, morì a Dova Superiore, frazione di Cabella Ligure (AL), il 14 marzo 1945, a causa di un incidente. Non sono state trovate altre informazioni.

Mossa Ottavio nato a Villagreca il 3 novembre 1923.
Figlio di Giuseppe e Marietta Pibiri, residente a Nuraminis, professione operaio. Venne ucciso a ventun anni il 4 novembre 1944 (secondo altre fonti il 4 dicembre) durante il rastrellamento avvenuto all’Aquila di Giaveno (TO) da parte dei tedeschi. Tumulato nell’Ossario dei Caduti Partigiani di Forno di Coazze.

Noce Domenico nato a Uri il 26 agosto 1920.
Residente a Uri, non sono presenti dati su una eventuale appartenenza alle forze armate. Entrò a far parte della 43^ Divisione autonoma, 6^ Brigata, subito dopo l’armistizio, già alla fine del settembre 1943. Morì il 9 luglio 1944 nel comune di Giaveno (TO), catturato e fucilato. Purtroppo non sono stati trovati altri dettagli.

Orrù Orazio nato a Orroli il 27 giugno 1919.
Residente a Orroli prima del conflitto, venne arruolato nella 28^ Squadriglia dell’Aeronautica come aviere. Dopo lo sbandamento dell’esercito seguito all’armistizio, fece parte, dal novembre 1944, della 20^ Brigata “Giustizia e Libertà” e, dal 16 aprile 1945 (pochi giorni prima della morte), della 21^ Brigata. Venne ucciso nella provincia di Cuneo il 23 aprile 1945, caduto in un’imboscata. Queste le parole della nipote Daniela Orrù, tratte da un articolo pubblicato su Democrazia Oggi: “Il giovane Orazio quel 25 aprile di settantacinque anni fa non festeggiò insieme agli altri partigiani.
La morte l’aveva preso appena due giorni prima nella campagna di Sant’Albano Stura (CN), per mano della “ronda dei Muti”. Così erano chiamati nella zona un gruppo di squadristi che agiva indisturbato, perpetuando violenze e sopraffazioni, tanto da arrivare ad ammazzare a sangue freddo un ragazzino la mattina del 23 aprile 1945. […]
Non era ancora un partigiano esperto, però l’ardire dei suoi ventisei anni lo indusse insieme ad altri tre compagni a tendere un agguato ai Muti. Fu un massacro; a nulla servì che Orazio si fingesse morto: fu finito dalle camicie nere a colpi di canna di fucile. Le mani pietose di una donna del posto ricomposero la sua salma, che solo trent’anni dopo poté ritornare a Orroli, il suo paese dove tuttora riposa. Qui lo ricorda una strada, che gli fu intitolata molti anni fa, anche se oggi solo i suoi compaesani più anziani ne conoscono il motivo. Io stessa ho potuto ricostruire parte di questa storia solo pochi anni fa“. Molto interessante anche la testimonianza del partigiano Luigi Mondini, riportata nel sito Terrasini Oggi che, senza citare il nome delle vittime, ricorda il tragico giorno: “A fine aprile 1945, a ridosso della Liberazione, un gruppo di circa una ventina di brigatisti neri e fascisti allo sbando, capeggiati dal famigerato tenente Rizzo di Trinità, tentò un piccolo rastrellamento a Montanera. Entrando in paese furono visti da un ragazzo diciannovenne, Antonio Olivero, che stava uscendo da un negozio di tabacchi. In preda alla paura questo giovane attraversò la strada per rifugiarsi nella casa di fronte dove abitava un sarto. Lì, i brigatisti lo uccisero sparandogli dalla finestra senza sapere neppure chi fosse. A quell’epoca a Montanera c’era un gruppetto di partigiani in “allevamento” cioè […] non ancora esperti in tattica della guerriglia. Avrebbero dovuto essere utilizzati nel momento finale della lotta di liberazione. Questi giovani, indignati per quanto era successo, presero da soli l’iniziativa e tesero un’imboscata ai brigatisti neri in località Ceriolo (frazione di Montanera) su una rada che conduce a Fossano, a un chilometro circa dal paese. Inesperti com’erano li affrontarono a viso aperto mentre avrebbero dovuto lasciarli passare e aggredirli alle spalle. Inoltre spararono a casaccio non centrando il bersaglio. Morirono in quattro.”». Una lapide posta lungo la strada che attraversa il paesino di Sant’Albano Stura celebra il sacrificio dei quattro partigiani: “Per l’onore e la libertà d’Italia caddero combattendo l’ultima battaglia”. Viale Bartolomeo, Orru Orazio, Bernardi Giovanni, Badalamente(i) Salvatore. 23 aprile 1945. Partigiani della 21ª BRIGATA CL P. BELLINO”.

Pilia Battista nato a Sadali il 20/12/1919.
Contadino, era residente a Sadali quando venne arruolato come soldato di fanteria. Dai pochi dati presenti in rete, dopo l’8 settembre sembrerebbe aver aderito prima alla Repubblica Sociale, Divisione San Marco, poi, a partire dal luglio 1944, alle formazioni partigiane di “Giustizia e Libertà”, nella 1^ Divisione Brigata “Valle Grana”. Morì il 10 ottobre 1944 nel comune di Valgrana (CN) e venne sepolto a Pradleves (CN). Non sono specificate le cause del decesso. A Sadali è stato intitolato un monumento in suo onore.

Pittau Livio nato a Fluminimaggiore il 1° settembre 1921.
Ragioniere, residente a Torino, studente universitario di Economia e Commercio. Nel maggio del 1944 entrò a far parte delle formazioni di Giustizia e Libertà, divisione C. Durante l’insurrezione del 26 aprile 1945, venne fermato in via Accademia Albertina da elementi della Brigata Nera mentre stava portando a termine una missione. Armato, tentò la fuga per evitare la perquisizione ma venne colpito da una pallottola di fronte all’ospedale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Immeditamente soccorso dal personale sanitario che impedì la fucilazione sul posto, venne ricoverato in gravi condizioni. Nei giorni a seguire il direttore sanitario si oppose alla richiesta dei fascisti di consegnare il ferito. Morì due settimane dopo nonostante le cure. Gli verrà conferita la laurea ad honorem in Economia e Commercio. A Torino è ricordato in una lapide collocata al numero 14 di via Accademia Albertina.

Ponza di San Martino Filippo nato a Cagliari il 12 aprile 1906.
Membro di una nobile famiglia piemontese dalla lunga tradizione militare (il padre Alessandro era Tenente colonello dei Carabinieri Reali), raggiunse il grado di Capitano di fanteria. Dopo l’armistizio aderì alla Repubblica Sociale, nella Legione Subalpina, con il grado di Capomanipolo; probabilmente fu un’adesione di copertura perchè già dal 1° novembre 1943 risulta far parte della I Divisione Giustizia e Libertà con il grado di Ufficiale di collegamento. Interromperà questa militanza nel maggio del 1944 per poi ritornare tra le fila di Giustizia e Libertà, nella Colonna Gianni Alessandria, nel luglio 1944 e con essa confluirà nella X Divisione GL nel febbraio 1945. La sua cascina, a San Giuseppe di Castagnito, diventò la base di riferimento per gli antifascisti locali. Il 26 aprile 1945, nella fase iniziale dell’insurrezione della città di Cuneo, venne fermato al posto di blocco di Borgo Gesso dalle Brigate Nere e consegnato ai tedeschi. In via Roncata 95, luogo in cui è stato fucilato, è posto il cippo che lo ricorda: “Il mattino del 26-4-1945 fu qui trucidato dai nazi-fascisti in fuga il N.H. Filippo Ponza di San Martino, ufficiale ausiliario della X Divisione GL. Fermati un istante, o passeggero, e ascolta il muto ammonimento che discende dal Cielo di Dio, in cui egli respira, forte nel sacrificio che lo ha tolto alla Patria e alla mamma”. Alla sua memoria è stata concessa la Medaglia di bronzo al Valor Militare.

Raggio Luciano nato a Cagliari l’8 luglio 1928.
Arruolato in Marina, residente a Torino, aveva solo 16 anni quando, nel luglio 1944, entrò nella formazione partigiana della 43^ Divisione autonoma “Sergio De Vitis”, Brigata F. Gallo. Il 5 ottobre 1944 Rivalta fu teatro di un’imboscata fascista in cui persero la vita cinque partigiani: tra questi vi era anche il giovane sardo. L’eccidio avvenne in via Allende, angolo via Balma dove fu posta una lapide in ricordo del loro sacrificio: “Partigiani coraggiosi, primi fra i primi per la patria adorata fecero olocausto della loro giovane vita, qui stroncata dal piombo nazifascista in combattimento il 5-10-1944: Piol Agostino, Ferrero Giovanni, Ferrero Luigi, Magnetti Francesco, Raggio Luciano. Il vostro sacrificio supremo, o valorosi, non fu invano. La patria serberà di voi imperitura riconoscenza“.

Rosas Giacobbe nato a Sassari il 13 agosto 1917.
Residente a Noragugume (NU), entrò nelle formazioni partigiane nel dicembre 1943, nel 1° Gruppo Divisioni Alpine. Morì a Mondovì (CN) il 27 aprile 1944. Non è indicata la causa del decesso. Il suo nome è inciso nel monumento a ricordo dei Caduti della Val Casotto, nel comune di Pamparato (CN).

Salis Francesco nato a Jerzu il 4 dicembre 1921.
Sarto e radiotelegrafista, lavorò prima a Firenze e poi, allo scoppio della guerra, si trasferì in Piemonte, a Verzuolo, dove trovò lavoro in una fabbrica tessile. Dopo l’armistizio decise di dare il suo contributo alla lotta partigiana e aderì al distaccamento “Giuseppe Bottazzi” (che sarebbe poi diventato la 181ª Brigata della 11ª Divisione Garibaldi), con il nome di battaglia “Ulisse”. Nella notte tra il 5 e il 6 marzo 1945, nel territorio di Valmala (CN), scattò il rastrellamento da parte della 4^ Divisione alpina “Monterosa” dell’esercito della Repubblica Sociale. Una pattuglia di repubblichini, dopo aver percorso i boschi ricoperti di neve, giunse nei pressi del Santuario dedicato alla Madonna della Misericordia, sede del distaccamento partigiano, e sparò i primi colpi di artiglieria. I partigiani cercarono di fuggire ma, appena usciti, furono colpiti dal fuoco nemico. Il primo a morire nei pressi del pilone votivo fu Francesco Salis, ucciso con una raffica in pieno volto. Insieme a lui morirono altri otto partigiani, l’intero comando della brigata garibaldina: Ernesto Casavecchia, Giorgio Minerbi, Pierino Panero, Andrea Ponzi, Tommaso Racca, Alessandro Rozzi, Ivan Pavlovic Volhov e Biagio Trucco. Nei pressi del Santuario è presente una lapide a ricordare l’eccidio, mentre il comune natale di Francesco Salis, Jerzu, recentemente gli ha intitolato una piazza.

Selis Vincenzo nato a Dosmunovas il 6 febbraio 1889.
In alcune fonti viene indicato come civile, in altre come staffetta partigiana attiva nel Raggruppamento “Giorgio Davito” a partire dal 10 aprile 1944. Quel che è certo è che rimase vittima del grande rastrellamento avvenuto in Valchiusella tra il 13 e il 15 ottobre 1944. La colonna tedesca si spostò a Vico Canavese portando con sè cinque prigionieri che vennero fucilati al cimitero: Mario Garis e Gioachino Strazza (della brigata Mazzini di GL), Giuseppe Salmoirago (matteottino), Augusto Pinet e Vincenzo Selis, catturato a Brosso dove si era recato per incontrare il figlio Bruno Selis, partigiano delle formazioni Matteotti. L’operazione fu ordinata da Kesselring, che aveva ritirato alcune divisioni dalla Linea Gotica per concentrarsi su determinate zone dove la Resistenza era più forte: tra queste c’era il Canavese.

Serra Eulalio nato a Goni il 18 novembre 1916.
Le informazioni sul suo conto sono molto scarse. Risulta aver fatto parte della formazione partigiana “Brigata Moro” dal luglio 1944 al maggio 1945. Non viene indicata neanche la causa del decesso.

Sotgia Lelio nato a Bosa il 12 agosto 1925.
Residente a Milano, figlio di Iolanda Piana e Alfredo. Fece parte della 2^ Divisione Garibaldi Redi, Brigata “Rocco” Volante Azzurra. Caduto a Meina (NO) il 4 settembre 1944 durante un assalto a un presidio tedesco. Il suo sacrificio è ricordato nella lastra dedicata “Ai Caduti per la Libertà” in piazza dei Mercanti a Milano e a Novara.

Urru Salvatore nato a Belvì il 1° gennaio 1918 (o 21 novembre 1918 secondo altre fonti).
Figlio di Gemiliano e Francesca Gioi, venne richiamato alle armi come geniere ferroviario e tale rimase fino all’armistizio. A partire dal maggio 1944 si unì alla Divisione Matteotti “Giorgio Davito”, che operava nel Canavese e nelle Valli di Lanzo. Al termine del conflitto, nel raggruppamento “Davito” si conteranno 214 morti: tra questi anche Salvatore Urru che venne fucilato dai nazifascisti nella piazza di Ivrea il 17 novembre del 1944. [Alcune informazioni sono state tratte dalla pagina Facebook Barbagia-Mandrolisai].

Zurru Luigi nato ad Arbus il 25 aprile 1917.
Luigi (Gino) Zurru fin da bambino risiedeva a Iglesias. Arruolato dal 1936 in Aeronautica come volontario, era un sergente maggiore quando si paracadutò nell’agosto del 1944 nella zona di Tonengo, frazione del Comune di Mazzè. Qui venne soccorso e nascosto da Angelo Boero, giovane partigiano della 4^ Divisione Garibaldi, che lo ospitò a casa dei suoi genitori. Tra i due nacque un’amicizia fraterna che li avrebbe accompagnati fino alla morte. Da settembre di quell’anno anche Zurru, con il nome di battaglia “Pachito”, entrò nella Resistenza, nella formazione partigiana di cui faceva parte Angelo. La sera del 5 gennaio del 1945, i due amici, nonostante la neve copiosa, da Tonengo passando da Mazzè si recarono a Villareggia per incontrare le loro fidanzate. Sulla via del ritorno, intorno alla mezzanotte, furono intercettati e arrestati dai militi fascisti del RAP, i repubblichini del Reparto Anti-Partigiani. Vennero portati nel piazzale della Chiesa dove, dopo interrogatori e torture, furono fucilati. Sarà il padre di Angelo, Pietro Boero, a trasportare sul suo calesse i corpi martoriati del figlio e del suo amico “Pachito”. Ai funerali partecipò l’intera popolazione; i due partigiani furono sepolti insieme in un’unica fossa nel cimitero di Tonengo. Nel 1946 la salma di Luigi Zurru venne traslata in Sardegna per volontà della sorella Teresa che aveva ricevuto comunicazione dal sindaco di Mazzè. Sul muro dove Zurru e Boero sono stati fucilati è stata apposta una lapide che ricorda il loro sacrificio. [Ricerca effettuata da Marco Sini, tratta dalla pagina Facebook A.N.P.I. Iglesias].



Fonti principali:

Partigiani sardi caduti in Piemonte -1-

Ossario di Forno di Coazze (TO)

In questo elenco sono presenti i nomi dei partigiani sardi (o di origine sarda) caduti in Piemonte. Probabilmente non compaiono tutti i combattenti che persero la vita durante la Resistenza, ma soltanto quelli i cui nomi sono risultati dalle fonti online e cartacee consultate. La ricerca ha preso avvio dall’analisi dei nominativi inseriti nella banca dati del Partigianato Piemontese e, attraverso l’incrocio con altri dati, si è arrivati a ricostruire la biografia, più o meno dettagliata, delle varie vittime. In ogni scheda sono riportate le varie fonti di riferimento (le parole sottolineate riporteranno al link della pagina); laddove, nel nome, non siano presenti delle indicazioni specifiche, si dovrà fare riferimento alle note presenti a fondo pagina.

Le breve schede comprendono, di norma, i dati biografici essenziali e, ove possibile, la storia del partigiano e la causa della morte. Nel caso il lettore fosse a conoscenza di ulteriori dettagli, nei commenti alla pagina potrà integrare o chiedere di modificare eventuali inesattezze che, sicuramente, non mancheranno. Sarebbe molto interessante poter ampliare almeno le biografie più scarne, sarebbe un buon modo per ricordare le gesta di questi uomini che, nonostante il sacrificio, sono stati ingiustamente dimenticati.

Cognomi dalla A alla L

Barroccu Antonio nato a Ozieri il 22 gennaio 1915 (o il 23 novembre).
Di professione capomastro, giunse a Torino nel febbraio 1944 con un permesso di lavoro valido sei mesi ed entrò fin da subito nella formazione partigiana del 1° Settore S.A.P. (Squadre di azione patriottica). La mattina del 13 agosto 1944, verso le 8.30, Barroccu attentò alla vita di un ufficiale tedesco che restò illeso. Una pattuglia tedesca in servizio presso l’Albergo Nazionale, sede della Sipo/SD, lo inseguì e lo catturò in piazza Emanuele Filiberto (l’attuale piazza della Repubblica). I militari tornarono quindi verso la propria sede insieme al prigioniero; erano quasi giunti al Comando quando, improvvisamente, Barroccu tentò la fuga. Rimase ucciso in via XX settembre, all’altezza degli uffici della Società Italiana del Gas, ferito a morte dai colpi di arma da fuoco. Nella sparatoria, venne ferito alla schiena anche un passante, il sacerdote cinquantasettenne don Giorgio Formica. Il sacrificio di Barroccu viene ricordato nella lapide posta in via XX settembre a Torino e in una lastra commemorativa nel suo comune natale.

Caffiero Luigi nato a Cagliari il 1° febbraio 1922.
Studente, allievo ufficiale dell’Aeronautica, residente a Cagliari, durante il conflitto prestava servizio all’aeroporto di Caselle Torinese come aviere scelto marconista. Dopo lo sbandamento dell’esercito dovuto all’armistizio dell’8 settembre, trovò ospitalità presso una famiglia di Malanghero di San Maurizio (TO) e si iscrisse nelle formazioni partigiane nei primi giorni di gennaio del 1944. Dapprima fece parte della II divisione Garibaldi, poi delle formazioni Autonome militari e infine dell’VIII Divisione “Vall’Orco” sempre con il grado di vice comandante di brigata e con il nome di battaglia “Gino”. Venne catturato durante un rastrellamento a opera dei parà del Battaglione “Nembo” il 20 gennaio 1945, nella frazione di Malanghero. Luigi Caffiero, trovato armato, venne poi fucilato a Caselle Torinese il 31 gennaio 1945 (alcune fonti indicano la data del 1° febbraio) con altri 4 partigiani: Antonio Garbolino, Andrea Mensa, Adolfo Praiotto e Mario Tamietti. Vennero uccisi per rappresaglia, dopo l’uccisione del parà De Paoli avvenuta il 30 gennaio. Un’edicola commemorativa è oggi presente nel luogo in cui avvenne l’esecuzione, la piazza è intitolata ad Andrea Mensa.
Decorato di Medaglia d’argento con questa motivazione: “Combattente valoroso, catturato dal nemico, respinse lusinghe e minacce dirette a fargli rinnegare la propria fede. Condannato, dopo sevizie, alla fucilazione, mosse verso il plotone di esecuzione incitando i compagni a fiero contegno“. Caselle Torinese, 31 gennaio 1945.

Careddu Mario nato a Luras il 29 giugno 1921 (o il 9 giugno).
Nato da una famiglia di sugherai, lasciò la Sardegna per trasferirsi in Piemonte, ad Asti. Qui, all’inizio di aprile del 1944, entrò a far parte della IX Divisione d’Assalto Garibaldi “Alarico Imerito”, distaccamento Caracco, con il nome di battaglia “Diana”. Rimase ucciso il 28 agosto 1944 a San Marzano Oliveto, in Valle Belbo, durante i violenti scontri che si svolsero nella zona. Alla sua memoria sono state intitolate vie a Canelli, Asti e Luras.
Anche il fratello maggiore Pierino, imprenditore a Canelli (AT) nel campo della produzione di tappi in sughero, fece parte delle formazioni garibaldine, contribuendo alla lotta partigiana sino alla Liberazione.

Chiari Antonio nato a Sassari il 21 luglio 1905.
Residente a Narzole (CN), capitano dell’esercito nel 5° Reggimento Genio Zappatori, si trovava in servizio in Croazia prima dell’8 settembre. Dopo l’armistizio, con grande difficoltà raggiunse l’Italia ed entrò nella formazione partigiana della 103^ Brigata Amendola, con il grado di Vice Comandante di Brigata, nome di battaglia “Neri”. Tra le sue imprese si ricorda l’operazione di sabotaggio del ponte sullo Stura (provincia di Cuneo), eseguita insieme ad Antonio Cavina (che da militare era stato arruolato in un battaglione guastatori paracadutisti) e al sergente Giovanni Manzo (comandante di distaccamento). La rischiosissima operazione sul ponte era stata portata a termine tra il 21 e il 22 ottobre 1944: calandosi con delle funi, i partigiani erano riusciti a minare e a far saltare un’arcata del ponte, interrompendo i collegamenti fascisti e tedeschi tra Bra e Cherasco. Il 10 gennaio 1945, a causa della delazione di un finto compagno partigiano (in realtà repubblichino), il capitano Antonio Chiari, il tenente Franco Castriota e Antonio Cavina furono fatti prigionieri dai fascisti. Antonio Cavina tornò in libertà grazie a uno scambio concordato di ribelli e militari tedeschi prigionieri dei partigiani. Chiari e Castriota furono fucilati dai militi del tenente colonnello Palomba. Il nome di Chiari compare in diversi monumenti commemorativi di Cherasco. Decorato di Medaglia d’argento.

Contini Antonio nato a Ottana il 25 dicembre 1921.
Residente a Ottana, fu probabilmente uno dei tanti militari sardi che dopo lo sbandamento dell’esercito si trovavano in Val Sangone. Non accolse gli inviti all’arruolamento della RSI ed entrò a far parte, alla fine del febbraio 1944, della formazione partigiana 43^ Divisione Autonoma “Sergio De Vitis”, Brigata “Lillo Moncada”. Morì il 12 maggio 1944, probabilmente durante il rastrellamento condotto da forze tedesche e fasciste nella valle (operazione Habicht). Anche il suo compagno di lotta Francesco Cuccu venne ucciso lo stesso giorno; sepolti in una fossa comune, vennero poi riesumati e traslati nel Sacrario Forno di Coazze che custodisce i resti di 98 caduti della Guerra di Liberazione della Val Sangone.

Cubedu Salvatore (o Cubeddu) nato a Sassari il 7 aprile 1928.
Pochissime le informazioni sul suo conto. Residente a Margarita (CN), fece parte della 1^ Divisione Langhe dal maggio 1944. Risulta disperso il 3 marzo 1945 nel comune di Clavesana (CN).

Cuccu Francesco nato a Dorgali il 2 gennaio 1920.
Di professione capraio, nel gennaio 1941 rispose alla chiamata alle armi venendo assegnato a un reparto di stanza in Piemonte (probabilmente la 1^ Compagnia Sussistenza, composta da molti militari sardi), con il grado di soldato semplice. Alla firma dell’armistizio dell’8 settembre si trovava in Val Sangone e qui entrò, alla fine del febbraio 1944, nella 43^ Divisione Autonoma “Sergio De Vitis”, Brigata “Lillo Moncada”, la stessa del conterraneo Antonio Contini. Il 10 maggio 1944 la Val Sangone fu investita dall’operazione Habicht. Nata per ritorsione all’azione di Cumiana, l’operazione Habicht, al comando del colonnello Ludwig Buch, si svolse in tre fasi (attacco militare, inibizione della popolazione, esecuzioni di massa) e si chiuse con oltre cento partigiani uccisi, diverse borgate devastate, un numero imprecisato di deportati e tre stragi di massa (a Pinasca, a Sant’Antonino e a Forno di Coazze). Francesco Cuccu venne ucciso il 12 maggio 1944, probabilmente per fucilazione. Il cadavere venne trascinato e appeso a un palo della luce a Giaveno. Nello stesso giorno venne ucciso anche Antonio Contini, compagno nella formazione dei fratelli Nicoletta. I corpi, sepolti in fossa comune, furono traslati nel Sacrario di Forno di Coazze. Nel 2008, per iniziativa di Giovanni Sulis (anche lui partigiano della Brigata Moncada, fortunosamente scampato all’eccidio), il comune di Dorgali ha collocato una lapide che lo ricorda nella piazzetta del municipio.

Deidda Nino nato a Calangianus il 27 dicembre 1921.
Anche in questo caso le informazioni sono molto scarse. Residente a Calangianus (SS), a partire dal giugno 1944 entrò a far parte della 9^ Divisione Garibaldi “Alarico Imerito”, distaccamento Caracco, con il nome di battaglia Meda II. Venne ucciso durante un combattimento il 10 settembre 1944 a Canelli (AT).

Dejana Giuseppe nato a Gairo il 27 aprile 1918.
Residente a Gairo, figlio di Dionigio e Caterina Scato. Dai primi giorni del febbraio 1944 fece parte della 50^ Brigata “Edis Valle” della XII Divisione Garibaldi “Nedo”, con il nome di battaglia “Mario”. Venne ucciso insieme ad altri due compagni della stessa formazione partigiana, Roberto Burzio e Armando Orlando, dopo la cattura avvenuta il 6 gennaio 1945 nei pressi di Crevacuore (BI). I tre partigiani, ex militi fascisti, furono accusati di diserzione dal Tribunale Speciale fascista e condannati a morte mediante fucilazione alla schiena. L’esecuzione avvenne il 5 febbraio 1945 nel cimitero di Billiemme, a Vercelli.

Dejana Pietro (o Deiana) nato a Ozieri il 12 dicembre 1920.
Residente a Ozieri, non ci sono informazioni riguardo l’appartenenza alle Forze Armate. Entrò nelle formazioni partigiane alla fine del giugno 1944, nella Divisione Val Chisone. Morì in combattimento nel comune di Perosa Argentina il 18 luglio 1944. La data di morte corrisponde al periodo in cui gli alti bacini di Susa e del Chisone furono attaccati da tedeschi e fascisti. Gli Alleati stavano infatti per sbarcare in Provenza e le statali che attraversavano le due valli dovevano servire da vie di comunicazione rapide per raggiungere la Francia. Malgrado l’accanita resistenza, nel giro di dieci giorni i partigiani furono costretti a riparare in Francia, nelle valli confinanti o a trovare rifugio nelle case di parenti ed amici.

Fancellu Antonio nato a Tissi il 23/06/1906.
Appuntato dei Carabinieri residente a San Carlo Canavese (TO), dopo l’armistizio entrò nella IV Divisione Garibaldi nel giugno del 1944, con il nome di battaglia “Bianco”. Sorpreso da un reparto della Monterosa (RSI) a Corio Canavese (in località Molino dell’Avvocato), venne ucciso il 10 aprile 1945 con scariche di mitra.

Lepori Antonio nato a Aggius il 9 maggio 1912.
Carabiniere, figlio di Giovanni e Maria Biancareddu, era residente a Torino. Nell’agosto del 1944 entrò nella VII Divisione Garibaldi con il nome di battaglia “Sergio”. Il 3 gennaio 1945 ebbe inizio un grande rastrellamento voluto dal capo della provincia di Vercelli, Michele Morsero, per distruggere le forze partigiane dislocate tra la Valsesia, il Biellese e la Valle d’Aosta. Nel Biellese l’azione iniziò dalla Serra; in questa prima giornata morirono quattro partigiani: Amerigo Donadio (nome di battaglia “Luciana”), Nelson Durando (“Cici”), Antonio Lepori e Pietro Pastesano (“Mancini”), tutti della VII Divisione Garibaldi. Il quinto, Evelino Chiarletti, fu fatto prigioniero e fucilato a Mongrando. Antonio Lepori venne ucciso in località Piogera (AL) da soldati tedeschi con raffiche di mitra, mentre cercava di raggiungere una formazione partigiana in una missione di collegamento. Il suo sacrificio viene ricordato nel monumento “Mongrando ai suoi caduti” (cimitero di Mongrando S. Lorenzo), nel cippo sulla strada per Donato (BI) e con una via a lui intitolata ad Aggius (OT).

Link parte 2: Cognomi dalla M alla Z.



Fonti principali:

Partigiani sardi in Piemonte

1° Gruppo Divisioni Alpine

Tra i partigiani che fecero parte del movimento di Liberazione piemontese ci fu un nutrito gruppo di combattenti provenienti dalla Sardegna.

I partigiani sardi, nella gran parte dei casi, erano militari che dopo l’armistizio dell’8 settembre si trovarono lontano dalla propria regione, inquadrati nelle varie forze armate dislocate nel Nord della penisola; in numero minore erano i combattenti immigrati (o figli di immigrati) giunti in Piemonte durante il fascismo in cerca di lavoro.

Dopo la firma dell’armistizio, abbandonate a se stesse e con ordini contradditori, le truppe italiane, di fronte all’occupazione tedesca e alla minaccia di arresti e deportazioni, sbandarono e non riuscirono a opporre una tenace resistenza, provocando la dissoluzione dell’esercito. I soldati in fuga che abitavano nel Centro-Nord riuscirono a far ritorno alle loro case, mentre più problematica fu la situazione di coloro che provenivano dal Meridione e che non potevano scendere a Sud della linea lungo cui si scontravano gli Alleati e l’esercito tedesco. Disperata la situazione dei sardi: non c’era nessuna possibilità di attraversare il mare per ritornare nell’isola. Chi riuscì a evitare la cattura e la deportazione come IMI nei campi di raccolta in Germania, cercò di nascondersi nelle campagne piemontesi, magari sperando di trovare ospitalità presso le famiglie del luogo in cambio di un prezioso aiuto nei campi. Per gli altri che cercavano un riparo, due erano le soluzioni per sopravvivere: prendere contatti con la rete antifascista del territorio o prendere servizio (per scelta o per necessità) nel nuovo esercito fascista rispondendo ai bandi della Repubblica sociale. Moltissimi saranno i sardi che sceglieranno la prima opzione, entrando a far parte delle formazioni partigiane locali.

Il numero dei combattenti sardi in Piemonte (secondo i dati della Commissione Piemontese) si attesta intorno alle 400/450 unità. Il numero è variabile in quanto i dati sono influenzati dal contributo che questi uomini diedero alla lotta di Liberazione. Nell’elenco sottostante sono riportati i nomi di coloro che ottennero la qualifica di partigiano, patriota e benemerito mentre sono esclusi quei combattenti che hanno partecipato alla guerra di Liberazione per un periodo ritenuto non sufficiente a ottenere il riconoscimento e coloro che non hanno contribuito attivamente alla lotta.

La classificazione dei comuni nelle rispettive province potrebbe non corrispondere a quella attuale. Si ricorda che dal 1927 la Regione era suddivisa in 3 province (Cagliari, Nuoro e Sassari); a queste si è aggiunta Oristano solo nel 1974.


Partigiani della provincia di Cagliari e Oristano:

COGNOMENOMECOMUNE DI NASCITAINFORMAZIONI SUI CADUTI
AMENOGIULIOSantu Lussurgiu 
ARAMUPAOLOSestu 
ARBAFRANCOCagliari 
ARGIOLASFRANCESCODecimoputzu 
ARUEDMONDOCagliari 
ARUNINOIglesias 
ASTEMARIOCarloforte 
ASTEGGIANOPAOLOCagliari 
BACHISMARIASiliqua 
BALLEROMARIA ANGELACagliari 
BOCHISGIOVANNICagliari  
BOILIBERATOSamatzai 
BOISALVATOREBallao 
BUASSIALDOCagliari  
BUFFACARLOCagliari 
CABBENATEODORODonori 
CABONIANGELOVillasor 
CABRASGIUSEPPECalasetta 
CADEDDUFORTUNATOBuggerru 
CAFFIEROLUIGICagliariFucilato il 31/01/1945 a Caselle Torinese 
CAMEDDAANTONIOCagliari 
CAMEDDAMARIOCagliari  
CAMPISI ERASCANICOLACarbonia 
CANCEDDUCESAREArbus 
CANELLESETTORESanluri  
CANIBUSEMILIOCagliari 
CANIBUSGIACOMOOristano 
CANIBUSPIETROCagliari  
CANIBUSSTEFANOCagliari  
CANSELLAGIOVANNICuglieri 
CAPELLOMARCOCagliari 
CAPPAIEFISIOSelargius  
CARBONIGINOGiba 
CARIAARMANDOCagliari 
CARICCIASALVATORESolarussa 
CASANOVAANTONIOBosa
CASTIEUGENIOSenis 
CASUPAOLINOSan Nicolò Gerrei 
CASULAFRANCOCagliari 
CASULAQUIRICONorbello  
CAVALLERAGIUSEPPECarloforte
CECEREGUIDOCagliari
CHERCHIGINOCarbonia
COCCOGIOVANNIIglesias
COCCOGIOVANNICagliari
COCCOIEDMONDOCagliari
CODONESUGIUSEPPEMuravera
COGHECLEMENTENorbello
COGOTTIANTONIOGiba
COLLINAGIUSEPPEIglesias
COLLUANGELOIglesias
CONGIULUIGICagliari
CONGIUMARIOVillaputzu
CONGIUPASQUALESilius
CORDAMARIOCagliari
COROMARIOCagliari
CORONAANTONIOCagliari-Quartucciu
CORRIASEFISIOGesico
COSSOFRANCESCOAbbasanta
COSSUSALVATOREVillaputzu
COSSU’WALTERCagliari
COSTIEFISIOGuasila
DAGASSO DOMENICOCagliari
D’AGOSTINOPAOLOCagliari
DE ASTISROMUALDOCagliari
DERIUFRANCESCOMandas
DESSI’GIOVANNIRiola Sardo
DETTORILUIGISamassi
ERRIN PASQUALESan Basilio
FAEDDAPIETROMonastir
FANTIANTONIOCagliari-Pirri
FENUCAMILLOSan Vero Milis
FENUSEBASTIANOSan Vero Milis
FERRARAANTONIOIglesias
FERRARASALVATOREIglesias
FLORISFRANCESCOQuartu Sant’Elena
FLORISSAVINOTuili
FOSCOLIANOCAMILLOCagliari
FRAUANTONIO
FRAUGIUSEPPECagliari
GALLOCCHIOEUGENIOSantadi
GAMBULAALFREDOVillacidro
GARANLUIGISanluri
IBBAEFISIOSorradile
LINGHERISAVINONisci? (CA)
LIPARIVITTORIOCagliari
LOCCHIGIUSEPPERiola Sardo
MADAUPIETRINOTresnuraghes
MADEDDUEFISIOTeulada
MANCAGIULIOTramatza
MANISGIUSEPPEOristano
MARCONILUIGIAbbasanta
MARZASTITOSenorbì
MASAPAOLINOSan Nicolò Gerrei
MASALAMARIOVillasor
MASCIAQUERINOSenorbìFucilato per rappresaglia il 02/04/1944 a Colle della Maddalena (CN)
MATTANASAVERIOMuravera
MEDDACLEMENTECapoterra
MEDDASANTINOSamatzai
MELISONORIOIglesias
MELLISVITTORIOCapoterra
MELONIDIEGOCagliari
MERENGIUSEPPEIglesias
MIGOLUIGIGonnesa
MONNIANTONIOBurcei
MONTAGNINICESAREIglesias
MOSSAOTTAVIOVillagrecaCaduto il 04/12/1944 a Colle dell’Aquila (TO) in combattimento
MULASANDREACagliari
MUSIOCARLOCagliari
MUSIUGIUSEPPECabras
NONNISPASQUALEGonnosfanadiga
NUVOLEPAOLOCagliari
OBILIGIULIANOCagliari
OBINUCARLOPaulilatino
ONIDAANTONIOGhilarza
ONNISSALVATORECagliari
ORLANDORODOLFOCagliari
PAGLIETTIGIOVANNICagliari
PALLADINOMARIOCagliari
PANIERMINIOIglesias
PANNONEBENVENUTOCagliari
PASSEROANTONIOMontresta
PERALDOLINACagliari
PERRAFERMOMuravera
PERRAPIERINOMuravera
PETTIGIANI DOMENICOSamatzai
PIANOADALGISASiliqua
PIBIRIANGELOIglesias
PICCHIGIUSEPPECagliari
PILLISALVATORECagliari
PILLONEERMENEGILDOVillanovaforru
PINNAANTONIOScano di Montiferro
PINNASALVATOREArdauli
PINTORANTONIOCagliari
PIRASANTONIOCagliari
PIRASANTONIOPula
PIRASGIUSEPPESantu Lussurgiu
PIRASPASQUALINOVilla San Pietro
PIRODDIERMINIOCagliari
PISANUGIUSEPPETeulada
PISCHEDDAANDREAUlà Tirso
PISCHEDDALORENZOGonnosnò
PISUGIOVANNISettimo San Pietro
PITTAUANTONIODomusnovas
PITTAULIVIOFluminimaggioreCaduto il 26/04/1945
PLANIZZARAIMONDOCagliari
PODDAERMENEGILDOSardara
PODDIGHEGIOVANNIScano di Montiferro
PONZA DI SAN MARTINOFILIPPOCagliariCaduto il 26/04/1945 a Cuneo
PORCU’EGIDIOVillamar
POZZIPIEROLunamatrona
PUDDUGIUSEPPEPula
PULZULANTONIOGhilarza
QUERELONTEETTORECagliari
RAGGIOANTONIOCagliari
RAGGIOLUCIANOCagliariCaduto il 05/10/1944 a Rivalta di Torino (TO)
RATTIRINO
RIGOLUIGIGonnesa
RIVANOPIETROCarloforte
ROMBISALVATORECalasetta
RUINFRANCESCOIglesias
SAIUBRUNOGuspini
SALVETTIMAFFEOFluminimaggiore
SANNAALESSANDROSamatzai
SANNAANGELOSerrenti
SANNAGIOVANNISamugheo
SANNAGIUSEPPEOristano
SARAISFRANCESCONuraminis
SARIZZORAIMONDOQuartu Sant’Elena
SARRITZULUCIANOQuartu Sant’Elena
SCALASGIOVANNISanta Giusta
SCANOBRUNOSan Gavino Monreale
SCINTOPIETROIglesias
SECCIERCOLESelegas
SELISVINCENZODomusnovasFucilato a Vico Canavese (TO) il 15/10/1944
SERPIBENIAMINOCagliari
SERRAEULALIOGoniCaduto
SITZIAAIRALDOGonnosfanadiga
SOLINASGIUSEPPECagliari
SORIGAEGIDIOGuspini
SOTGIULUIGIBarbania? (CA)
SPADAGIUSEPPEVillana? (CA)
SPIGAGIOVANNIVillaputzu
SPINAMARIOAssemini
TATTIEUGENIORuinas
TODDEGIOVANNISan Vito
TRUDOANTONIOCagliari
URRACIFERMIGLIOAles
VACCAANTONIOCagliari
VACCAPIERINOCagliari
VALLESAERALDOGuspini
VANZETTIADRIANOCagliari
VIGODANTECalasetta
ZARALUCIANOPimentel
ZURRULUIGIArbusCaduto il 06/01/1945 a Villareggia (TO)

Partigiani della provincia di Nuoro:

ACHENZAMATTEOLodè
BUAGIOVANNIOvodda
CARALUIGISiniscola
CAREDDUSALVATOREBolotana
CARTADANIELEAustis
CATTEGIUSEPPEDorgali
CAUGIUSEPPEBorore
CAUDAGIOVANNILanusei
CONTINIANTONIOOttanaFucilato il 12/05/1944 a Coazze, nella frazione Forno (TO)
CRUDAGIUSEPPENuoro
CUBONIGIANNILanusei
CUCCUFRANCESCODorgaliFucilato il 12/05/1944 a Coazze, nella frazione Forno (TO)
CUCCURU’GIOVANNISilanus
DE PAUANTONIOEsterzili
DEIDDAMAURIZIOUlassai
DEJANAGIUSEPPEGairoFucilato il 05/02/1945 a Vercelli
DEPAUALBERTOUlassai
DERIU’ANTONIOOrani
DERIU’DIEGOSuni
DESOGUSORAZIOTortolì
DESSANAILUIGINuoro
DETTORIMARCOSagama
DOAVINCENZOArzana
DORE’GIANMARIASindia
ESCULAPIOUGOIrgoli
FAISSALVATORESindia
FOISGIUSEPPEOliena
FRAUANGELOBortigali
FRESISEBASTIANOMontresta
LAIGIOVANNIOsini
LEDDOVINCENZOAtzara
LORRAIGIUSEPPEGairo
LOTTOFRANCESCOLanusei
MALATESTAGIOVANNIDorgali
MALOCCURAFFAELEFonni
MANCAGIOVAN BATTISTADorgali
MANNAIRAFFAELEBortigali
MASSAIUGIOVANNI MARIACrume? (NU)
MELISSALVATOREJerzuFucilato il 18/04/1945 a Torino
MEREUAGOSTINANGELOBaunei
MEREUALBINOVillagrande StrisailiCaduto in combattimento il 15/04/1945 ad Alba (CN)
MULASBRUNOLanusei
MUREDDUSALVATOREOrani
MURRUSALVATOREOrani
MURRUSINISIOGergei
NIEDDUDINOLanusei
ORRU’ORAZIOOrroliCaduto in un’imboscata il 23/04/1945 a Montanera (CN)
PADERIANTONIOLoceri
PAISSALVATORESindia
PASSONEALFONSOBosa
PEDDINANTONIOVillagrande Strisaili
PILIABATTISTASadaliCaduto il 10/10/1944 a Valgrana (CN)
PILU’FRANCESCOBorore
PIRARBAANGELOArzana
PIRARBAEMILIOArzana
PISANUMAUROOrgosolo
PISTISLUIGIArzana
PORRU’GIUSEPPESeulo
PRANTEDDULIBERATOAritzo
ROSASEMANUELEEscalaplano
SABAANTONIOBorore
SALISFRANCESCOJerzuCaduto in combattimento il 06/03/1945 a Valmana (CN)
SALISGIOVANNIOsini
SANNAPIETROAustis
SARDUANGELINOMontresta
SELISFRANCESCOPosada
SOLINASANTONIOOliena
SOROFRANCESCOMacomer
SOTGIALELIOBosaCaduto il 04/09/1944 a Meina (NO)
SPANOANGELOSan Teodoro
STAFFAGIUSEPPEMamoiada
TOCCORIMICHELETonara
URRUSALVATOREBelvìFucilato il 17/11/1944 a Ivrea (TO)
USAIFEDERICOTertenia
VACCALUIGIGadoni
ZEDDAANTONIOIsili

Partigiani della provincia di Sassari:

ADDISPAOLOAggius
ADDISSALVATOREBuddusò
AMUCANOANTONIOOlbia
AREDDUGIOVANNIMores
ARRUSALVATORESassari
ARUMARIOOschiri
BALDINOBARTOLOMEOOssi
BARROCCUANTONIOOzieriCaduto il 13/08/1944
BATTUELLOPIETROVini? (SS)
BECCU’GIUSEPPEBuddusò
BENNATILUIGISassari
BIANCOSANTINOOlbia
BONINOANGELOCalangianus
BORGHESININOAggius
BRANCALEOPOLDOPorto Torres
BRUZZONETOMMASOAlghero
CADONINICOLAIttiri
CALVIAGIUSEPPEAlghero
CANORAIMONDOBuddusò
CARBONISALVATOREAlghero
CAREDDUMARIOLurasCaduto il 28/08/1944 a San Marzano Oliveto (AT)
CAREDDUPIERINOLuras
CARISIALDEMAROSassari
CAROZZIDIEGOSassari
CARTAANTONIOVillanova Monteleone
CARTAFILOMENAMores
CARTAGIOVANNIVillanova Monteleone
CARTALELIOMores
CASELLONIGIACOMOOlbia (San Pantaleo)
CASTIGLIABRUNOSiligo
CASUCELESTINOSassari
CHELUCCIGAVINOOzieri
CHESSAMARIOPattada
CHIARIANTONIOSassariFucilato dai nazifascisti l’11/01/1945 a Cherasco (CN)
CODIASADELAIDESassari
COGHELUIGIFlorinas
CONGIATUPIETR.LUIGI SETTIMIOPorto Torres
CONGIATURENATOSassari
CONTINIANTONIOBurgos
CONTINISALVATOREOssi
CONTINISALVATORESorso
CORREDDULEONARDOVillanova Monteleone
COSSAGIUSEPPINAPadria
COSSUANTONIOBultei
COSTANZOANTONIOSassari
COTURRIMARIOSassari
CUBEDDUEMILIOSassari
CUBEDUSALVATORESassariDisperso il 03/03/1945 a Clavesana (CN)
CUCCUANGELOBenetutti
CUCCUANTONIOBono
CUCCUREDDUFELICECheremule
DE ANGELISATTILIOSassari
DE ANGELISVINCENZOLa Maddalena
DEIANAPIETROOlbia
DEIDDANICOLINOCalangianus
DEIDDANINOCalangianusCaduto in combattimento il 10/09/1944 a Canelli (AT)
DEJANAPIETROOzieriCaduto in combattimento il 18/07/1944 a Perosa Argentina (TO)
DEL RIOVINCENZOSassari
DELOGUGIOVANNIGiave
DERUDASSALVATOREOssi
DESSIGIUSEPPEAlghero
DESSOLISBIAGIOTempio Pausania
DETTORIGIOVANNIPattada
D’ORSILUIGISassari
DUDDAGIACOMOAlà dei Sardi
ELIASGIUSEPPEOsilo
FANCELLUANTONIOTissiCaduto il 10/04/1945 a Corio (TO)
FENULORENZOVillanova Monteleone
FODDAIANGELOSassari
FOISDOMENICOVillanova Monteleone
FRESUSALVATOREBerchidda
GIORDOMAURIZIOPorto Torres
GIUASEBASTIANOBerchidda
GOFFIANTONIOAlghero
ISONISALVATOREMonti
LACONILEONARDOFlorinas
LEDDAVINCENZOBenetutti
LEPORIANTONIOAggiusCaduto in combattimento il 03/01/1945 a Piogera (AL)
LIVESIDANTEAlghero
LORETTUANTONIOVillanova Monteleone
LORIGASALVATORELuras
MACCIOCUEMILIOSassari
MADEDDUBERNARDINOThiesi
MADEDDUSEBASTIANOThiesi
MAGNANELLIGUIDOAlghero
MANCAAGOSTINOArzachena
MANCAGIOVANNIIttireddu
MANDRASPIETROPattada
MANNUGAVINOUsini
MARINIANTONIOCalangianus
MARTELLIGIUSEPPEPloaghe
MASSARAIMONDOTempio Pausania
ME’ GIOMARIAPloaghe
MENZIOCLEMENTETempio Pausania
MERLOLUIGISassari
MILIAVALERIOSassariCaduto, causa incidente, il 14/03/1945 a Cabella Ligure, nella frazione Dova Superiore (AL)
MORAALFREDOLa Maddalena
MORITTUANTONIOAlghero
MOROELIASassari
MOSSAPIETROCalangianus
MUGAVINOOzieri
MULAAGOSTINOLa Maddalena
MURAALDOSassari
MURAFRANCESCOAlghero
NIEDDUGIOVANNIBorutta
NOCEDOMENICOUriCatturato e fucilato il 09/07/1944 a Giaveno (TO)
OGGIANOGIOVANNISassari
OLIVASANTONIOBono
PALARENZOLuras
PANISALVATORESassari
PASAANGELOTempio Pausania
PASELLAGIOVANNICalangianus
PASQUALIGOTITOSassari
PERINUANTONIOVillanova Monteleone
PERINUNICOLABerchidda
PERUZZOGIOVANNIPloaghe
PESGIOVANNILuogosanto
PIANASERGIOSassari
PILICHIFRANCESCOThiesi
PINTUSGIOVANNISassari
PINTUSGIUSEPPEBorutta
PIRASANGELOAlghero
PIRASSALVATORESassari
PIREDDUANTONIONughedu San Nicolò
PISCHEDDANICOLO’Bono
PISEDDUANTONIOSassari
PITALISPIETROMartis
PITTALISGIOVANNICargeghe
PORQUEDDUOTTAVIOLa Maddalena
POTZUGAVINOArzachena
POZZOPIEROSassari
PRAMOSICARLOSassari
PRUNEDDUANTONIOLa Maddalena
PUNZURUDDUGIGINOOzieri
PUTZURAFFAELEOschiri
REGAGLIAGIOVANNIPattada
RODRIGUEZNIVEOSassari
ROSASGIACOBBESassariCaduto il 27/04/1944 a Mondovì (CN)
RUBATTOANTONIOSassari
RUINANTONIOTissi
RUSSELIAELIGIOPorto Torres
SANNALINOSassari
SANTONIGIOV. ANTONIOAggius – Badesi
SARDODIEGOAlghero
SATTAGIOVANNIAnela
SCAMPUDDUGIUSEPPENuchis
SCANOANDREASanta Teresa di Gallura
SCANUBARBAROBerchidda
SCANUNICOLINOBerchidda
SCARANTINOGIOVANNISorso
SCHIRRAAGOSTINOBonorva
SECCHIGUIDOSassari
SECHIANTONIOSassari
SERPEGIUSEPPELa Maddalena
SERRAMARIOTempio Pausania
SININICOLALuogosanto
SODDU’SEBASTIANONulvi
SORBAPASQUALELa Maddalena
SPANOANGELOSassari
SPANOANTONIOSorso
SPANOGIOVANNITempio Pausania
SPANOGIOVANNI MARIOAggius
SPANOGUIDOAlghero
SPEZZIGAPIETROSennori
SULISPIETROLuras
TALAEMANUELECossoine
TARASGIUSEPPEBuddusò
TOLISGIUSEPPEChiaramonti
TURISGEROLAMOOzieri
USAIGIUSEPPEMores
UZZANOGIUSEPPESassari
VALFRE’ DI BONZOMARIELLASassari
VIVANETRAFFAELESassari
ZINCHIRIGIOVANNIVillanova Monteleone
ZIRULIAANTONIOPorto Torres


Fonti principali:

Le imprese dei Partigiani sardi

Tre Passi Avanti

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25 aprile 1945

25-aprile

La Sardegna non ha conosciuto la guerra di Liberazione sul proprio territorio, ma sono tantissimi i sardi che parteciparono alla Resistenza in ogni parte d’Europa: in Italia innanzitutto, in Francia, nei Balcani. Del resto, anche la Sardegna aveva conosciuto l’antifascismo e la repressione: 208 sardi erano stati giudicati di fronte al Tribunale speciale e 260 erano stati assegnati al confino. 120, infine, furono i sardi accorsi, dal 1936, in difesa della Spagna repubblicana.

Tralasciamo in questa pagina la figura di Gramsci, di Lussu e Fancello, i rappresentanti più emblematici dell’antifascismo sardo, per dedicarci a quelle meno note.

Molto intensa è la partecipazione dei sardi nelle formazioni partigiane che operano a Roma, e molti di loro cadranno nella lotta: lo studente Mario Demartis (nato a Sassari nel 1920), tenente pilota, catturato dai tedeschi a Grosseto l’8 settembre, evade, raggiunge Roma ed entra nella banda “Hazon-Napoli”: arrestato e…

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Elenco sardi nelle foibe (S-Z)

Foiba Basovizza

Link delle vittime sarde nell’eccidio delle foibe:

Si ricorda che, laddove nel nome non siano presenti delle indicazioni specifiche, per le fonti si dovrà fare riferimento alle note presenti a fondo pagina. Nel caso il lettore sia a conoscenza di ulteriori informazioni, nei commenti all’articolo potrà integrare o chiedere di modificare eventuali inesattezze che, sicuramente, non mancheranno.

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Cognomi dalla S alla Z

Saba Bachisio, nato il 18 gennaio 1916. Agente di Polizia nella Questura di Spalato, risulta scomparso il 30 settembre 1943.

Saba Giovanni, nato a Bultei (SS) il 23 giugno 1905. Appuntato dei Carabinieri -gruppo Ragusa- risulta disperso (o deceduto) nell’isola di Meleda (Dalmazia) il 23 settembre 1943.

Saba Salvatore, nato a Serdiana (CA) il 22 luglio 1921. Partigiano.
Le notizie sono frammentarie e incerte, ma dai pochi dati a disposizione si può ritenere che fosse un combattente rimasto vittima di un conflitto interno alle formazioni partigiane. L’Anpi di Udine fa riferimento a un episodio avvenuto il 7 febbraio 1945: una formazione GAP salì alle malghe di Topli Uork (Porzûs) sopra Canebola e catturò con l’inganno gli uomini della 1^ Brigata Osoppo (20 partigiani), che furono passati per le armi. Tra gli uccisi viene indicato anche un certo Saba Salvatore “Cagliari”.
Il suo nome non rientra tra i caduti della R.S.I. o tra le deportazioni nella Venezia Giulia (i due omonimi presenti erano soldati dislocati in altre zone d’Italia) in quanto l’episodio a lui legato è da ricondurre alla lotta partigiana e non all’opera di jugoslavi.

Sanna Emilio, nato a Bono (SS) il 14 marzo 1915 (o 1905), maresciallo dei Carabinieri a Spalato, Stazione del Castel Vitturi. Ucciso a Spalato (Castel Vecchio) il 30 settembre 1943.

Sassu Bernardo, scomparso nel maggio del 1945.
L’unica fonte che riporta il suo nome in riferimento all’eccidio delle foibe è L’Unione Sarda.

Satta Carmine, nato a Oristano il 17 luglio 1897, residente a Duino Aurisina (TR). Vicebrigadiere (o sergente) dell’esercito, venne catturato a San Canzian d’Isonzo, nella frazione di Pieris (GO) il 1° maggio 1945. Risulta deportato il 20 maggio 1945, fu imprigionato nel carcere di Monfalcone (GO). Disperso.

Sau Antonio Mario, nato a Villa Decani (PL) il 1° giugno 1904, residente a Trieste. Agente di Polizia nella Questura di Trieste, venne catturato il 1° Maggio 1945 dai partigiani jugoslavi e deportato a Erpelle (oggi in Slovenia). Ufficialmente disperso.

Scala Luigi, nato a Fiume, disperso nel 1943. La sua scomparsa è segnalata anche nel giornale “La voce di Fiume“.
Non è stata trovata nessun’altra informazione.

Scarpa Bruno, nato a Chioggia il 2 ottobre 1923, residente a Venezia. Artigliere dell’Esercito, catturato a Pola e deportato il 14 maggio (o aprile) 1945. Disperso.

– ? – Scarpa… Riporta L’Unione Sarda: “artigliere, ucciso nel maggio del 1945, a Pola”.
La mancanza di informazioni più dettagliate non consente di sapere con certezza il nome della vittima. Il ruolo svolto nell’esercito, la data e il luogo dell’evento sembrerebbero poter coincidere con Scarpa Bruno. Tuttavia, prendendo come riferimento l’attività militare, l’altro nome presente negli elenchi è quello di Scarpa Mario, nato a Trieste il 16 giugno 1923. Artigliere di controaerea e controcarro, risulta deceduto il 29 novembre 1944 all’ospedale di Cherso, in Croazia. – Informazioni da verificare –

Secci Salvatore, nato a La Maddalena il 23 novembre 1925. Sottocapo al Comando Marina di Pola, deportato nel maggio del 1945 da Sebenico (Dalmazia). Scomparso.

Secci Silvio, nato nel 1900. Carabiniere a Spalato, ucciso (o disperso) nel settembre del 1943 (probabilmente il 30).

Sechi Pietro, civile (lavoratore nel porto di Trieste). Arrestato a Trieste, venne deportato il 4 maggio 1945 da Barcola (TR). Disperso.

Selmi Luciano, nato il 22 giugno 1923 a Livorno. Aviere all’aeroporto di Pirano (Portorose), risulta sia stato catturato il 2 maggio 1945 a Petrovia di Umago (Istria). Un ex brigadiere dei Carabinieri dichiarò che il 1° maggio 1945, Selmi e altri commilitoni di Livorno vennero portati da Vertenegno a Momiano, vicino Buie (Istria), dalle truppe slave. Disperso.

Serra Andrea, nato a Thiesi (SS) l’11 luglio 1904, residente a Trieste. Vicebrigadiere della Guardia di Finanza. In servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Serra Giovanni. L’unico elenco che riporta il suo nome è L’Unione Sarda (ove è registrato come “Guardia Civica a Trieste, scomparso nel maggio del 1945”).

Serra Giuseppe, nato a Tempio Pausania (SS) il 30 luglio 1909. Militare CC.NN Battaglione Lucca, caduto (o disperso) il 15 dicembre 1944 durante la prigionia in Montenegro.

Sessini Tullio. L’unico elenco che riporta il suo nome è L’Unione Sarda (ove è registrato come “militare, scomparso il 4 ottobre 1945”). Non presente in nessun’altra lista, neppure nella Banca Dati dei Caduti e Dispersi 2ª guerra Mondiale.

Sias Antonio, agente della Guardia di Finanza, 5^ Leg. Udine. Deportato da Gorizia il 3 (o 2) maggio 1945.

Siddu Giuseppe, nato a Cabras il 7 luglio 1904, residente a Trieste. Vicebrigadiere della Guardia di Finanza. In servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Solinas Giovanni, nato a Usini (SS) il 3 giugno 1890 (una fonte riporta come luogo di nascita “Visinada”). Militare della 58^ o 59^ Legione, ma indicato anche come messo comunale del Municipio di Comeno, venne prelevato dai partigiani titini nel settembre 1943. Probabilmente fucilato e infoibato a Comeno.

Sorresu Efisio, nato a Cagliari il 19 agosto 1926. Bersagliere dell’8° Reggimento 1° Battaglione Mussolini, venne catturato a Gorizia e morì in prigionia nel castello di Skofia Loka (Slovenia) il 30 luglio 1945 per stenti. Secondo le testimonianze di alcuni superstiti rese al fratello Livio, Efisio Sorresu venne torturato e poi gettato nella vicina foiba.

Sotgiu Francesco, nato ad Alghero il 16 agosto 1896. Maresciallo della Guardia di Finanza 6^ Leg., in servizio a Fiume, fu catturato dai partigiani titini il 3 maggio 1945 insieme con altri commilitoni. Dopo qualche settimana venne deportato in Jugoslavia. Disperso.

Spada Enrico, operaio militare, scomparso il 4 maggio 1945 a Gorizia.
Non è stata trovata nessun’altra informazione.

Spano Giuseppe, nato a Trapani il 30 ottobre 1921, residente a Paceco (TR). Caporale del Reggimento Bersaglieri “L. Manara” 1° Battaglione Mussolini, fucilato il 14 luglio 1945 nel lager di Borovnica (probabilmente per aver sottratto del burro).

Tatti Antonio, nato a Bortigiadas (SS) il 20 novembre 1888, residente a Gorizia. Civile, portiere in un edificio a Gorizia, faceva ronde notturne per prevenire le incursioni dei titini. Arrestato a Gorizia il 2 maggio 1945, venne imprigionato a Borovnica (Slovenia). Disperso.

Tiana Giovanni Battista, nato il 9 aprile 1896 a Buggerru (CA). Maresciallo dell’Esercito (ma indicato anche come carabiniere), venne ucciso a Fiume il 21 ottobre 1944 a causa di un attentato da parte di partigiani jugoslavi.

Tilocca (o Tiloca) Antonio Maria, nato il 10 novembre 1912 a Ossi (SS). Agente della Guardia di Finanza 4° Battaglione mobilitato, risulta disperso a Castua (FM) dal 2 maggio 1945.

Tilocca (o Tiloca) Luigi, nato a Villanova Montenapoleone (SS) il 20 ottobre 1920, residente a Trieste. Agente della Guardia di Finanza 6^ Leg., deportato il 2 maggio 1945 e deceduto in prigionia a Skofja Loka (per stenti) il 1°agosto del 1945.

Tinti Luciano. Nell’Unione Sarda risulta “deportato in località sconosciuta”, altre fonti indicano “rimpatriato”.
Non sono state trovate altre informazioni.

Tocco Faro, squadrista. Deportato da Capodistria (PL) il 4 maggio 1945; scomparso.

Todde Pietro, nato a Cagliari il 25 aprile 1899. Maresciallo della Milizia Difesa Territoriale 1° Reggimento, viene arrestato e incarcerato a Monfalcone (GO) il 2 maggio 1945. Il 3 dicembre 1945 risulta imprigionato a Medvida (Dalmazia). Disperso.

Tunis Ermanno, civile. Scomparso nel maggio del 1945 in Istria.
Non sono state trovate altre informazioni.

Tunis Ovidio, figlio di Ermanno, nato a Fasana (PL) nel 1928. Soldato comandato presso i tedeschi, venne arrestato dai partigiani slavi. Disperso.

Vacca Giacomino, nato a Sorso (SS) il 18 ottobre 1900, residente a Trieste. Appuntato della Guardia di Finanza 6^ Leg., catturato il 2 maggio 1945 nella caserma di via Udine, venne deportato nel campo di Borovnica. Successivamente ricoverato nell’ospedale di Skofia Leka, si suppone sia morto di tifo (o tubercolosi) il 2 ottobre 1945.

Volpe Armando, nato il 28 novembre 1919 a Castel di Sangro (AQ). Militare dell’8^ Reggimento Bersaglieri, venne deportato il 26 maggio 1945 nel campo di Borovnica. Deceduto il 22 luglio 1945, probabilmente per stenti.

Volpe Luciano, nato il 2 gennaio 1906 a Regalbuto (EN), residente a Gorizia. Appuntato della Guardia di Finanza 5^ Leg. scomparso (o deceduto) a Drenchia (UD) il 1° aprile (o maggio) 1945.

Zucca Vittorio, di Capodistria (Pola), agricoltore, fucilato il 7 agosto del 1948.
Non sono state trovate altre informazioni.

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Fonti principali:

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Elenco sardi nelle foibe (N-R)

Recupero vittime foibe

Link delle vittime sarde nell’eccidio delle foibe:

Si ricorda che, laddove nel nome non siano presenti delle indicazioni specifiche, per le fonti si dovrà fare riferimento alle note presenti a fondo pagina. Nel caso il lettore sia a conoscenza di ulteriori informazioni, nei commenti all’articolo potrà integrare o chiedere di modificare eventuali inesattezze che, sicuramente, non mancheranno.

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Cognomi dalla N alla R

Nicolai Giacomo, nato il 2 novembre 1893 a Santa Teresa di Gallura (SS). Maresciallo dell’Esercito, Battaglione Volontari Sardegna, caduto (o disperso) il 2 maggio 1945 a Pola.
Il suo nome non compare nell’elenco dell’Unione Sarda.

Orecchioni Pasquale, nato a Sassari il 14 agosto 1908, residente a Gorizia. Brigadiere della Guardia di Finanza 5^ Leg. Udine, deportato il 3 maggio 1945 da Salcano (GO). Disperso.
Il suo nome non compare nell’elenco dell’Unione Sarda.

Pais Pietro, nato il 15 novembre 1905 a Burgos (SS). Finanziere del IV Battaglione mobilitato, risulta deceduto di stenti il 20 aprile 1945 a Mitrovica (Serbia), in seguito alla dura prigionia.
Il suo nome non compare nell’elenco dell’Unione Sarda.

Pais Salvatore, nato il 3 agosto 1902 a Ossi (SS). Agente della Guardia di Finanza 6^ Leg. Tolmino, scomparve il 30 settembre 1943 a Drenchia (UD).
[A Drenchia, al termine della Seconda Guerra Mondiale, vennero esumati i resti di 52 salme. E’ al locale presidio della Guardia di Finanza di questo Comune di 700 abitanti, ancora oggi italiano, che dovrebbero appartenere questi resti. Tra queste Guardie di Finanza dichiarate disperse, vi era anche Pais Salvatore.]

Pala Giuseppe, nato a Serdiana (CA) il 3 febbraio 1902. Sottobrigadiere della Guardia di Finanza 6^ Legione, risulta disperso a Trieste dal 2 maggio 1945, prelevato dalla caserma di Campo Marzio. Il suo nome non compare nell’elenco dei finanzieri di Campo Marzio pubblicato dalla G.D.F, ma nello stesso documento si fa riferimento al fatto che, rispetto agli 87 finanzieri censiti, altri erano affluiti nella caserma in seguito al caos scaturito dall’occupazione jugoslava. Un numero non ben precisato di guardie non venne dunque registrato e, molto probabilmente, Pala Giuseppe era tra questi. Furono i familiari a fornire la notizia della sua presenza nella caserma triestina.

Pala Salvatore, nato il 24 novembre 1891 a La Maddalena (SS), residente a Dignano. Operaio, addetto allo scarico merci nel porto di Pola. Scomparso il 4 maggio 1945 a Dignano d’Istria (PL).

Paris Orlando, nato a Orsera (PL) e ivi residente. Militare della Milizia Difesa Territoriale 2° Reggimento Orsera (ma viene anche indicato come civile), scomparso l’8 maggio 1945 da Rovigno d’Istria (PL).

Pelici Cesare, nato l’8 novembre 1922 a La Maddalena. Sergente dell’8° Reggimento Bersaglieri 1° Battaglione, venne prelevato a Santa Lucia d’Isonzo il 30 aprile 1945 e deportato nel campo di Borovnica (Lubiana) il 30 giugno 1945.
Il suo nome non compare nell’elenco dell’Unione Sarda.

Peralta Giovanni, nato a Thiesi (SS) il 7 giugno 1916, residente a Trieste. Sottobrigadiere della Guardia di Finanza in servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.
Il suo nome non compare nell’elenco dell’Unione Sarda.

Pilo Antonio, nato il 24 marzo 1915 a Sassari. (Ex?) Guardia di Finanza 6^Leg., scomparso il 31 gennaio 1945. *

* Nell’elenco dell’Unione Sarda è stato inserito il nome Pilo Antonio per due volte ma, molto probabilmente, si tratta di una ripetizione. In nessun’altra lista sono presenti due nomi, che inoltre coincidono con la professione di finanziere.

Pilo Michele, nato a Ploaghe (SS) il 9 giugno 1907, residente a Codroipo (UD). Appuntato della Guardia di Finanza 5^ Leg., caduto il 25 novembre 1944 a Pozzo di Codroipo (UD).

Pinna Antonio, nato a Cagliari il 17 gennaio 1926, residente a Pirano (PL). Milite della Milizia Difesa Territoriale 1° Reggimento Trieste, venne prelevato a Trieste il 18 maggio 1945 da forze partigiane jugoslave, deportato nel campo di Borovnica. Disperso.
Fratello di Benito e Folco Pinna.

Pinna Benito, nato a Cagliari il 25 maggio 1925, residente a Pirano (PL). Milite della Milizia Difesa Territoriale 2° Reggimento Istria, venne prelevato a Capodistria (PL) il 3 aprile 1945. Scomparso.
Fratello di Antonio e Folco Pinna.

Pinna Folco, nato a Cagliari il 1° gennaio 1915. Milite della Milizia Difesa Territoriale 2° Reggimento Istria, 1° Battaglione, scomparso tra Pirano e Castel Lupogliano (Istria) il 27 aprile 1945.
Fratello di Antonio e Benito Pinna.

Pintore Giovan Battista, sottobrigadiere della Guardia di Finanza 5^ Leg. Udine. Deportato da Gorizia il 3 maggio 1945. Disperso.
Il suo nome non compare nell’elenco dell’Unione Sarda.

– ? – Pintus Giovanni, nato a Siniscola (NU) il 21 aprile 1921. Sergente maggiore dell’Esercito 14° Battaglione costiero, deceduto il 7 giugno 1944 a Gorizia.
Nome non presente nell’elenco dell’Unione Sarda. Per mancanza di ulteriori informazioni non si può attribuire con certezza la morte per mano jugoslava.

Piras Emanuele, nato a Iglesias il 24 settembre 1892, residente ad Albona (PL). Viene indicato come minatore ma anche come maresciallo della Milizia Difesa Territoriale 2° Reggimento. Catturato in Arsia (PL) il 30 settembre 1944, il suo corpo è stato recuperato nella foiba di Carnizza presso Arsia.

Piras Gianni, nato probabilmente a Roma, squadrista. Arrestato il 31 agosto 1945 a Trieste e imprigionato nel campo di Borovnica (Lubiana). Disperso.

Pisano Giuseppe, nato a Mogoro il 20 aprile 1923. Sottotenente dell’8° Reggimento Bersaglieri 1^ Battaglione Mussolini. Dopo la resa volontaria del Battaglione avvenuta il 5 (o 6) maggio 1945, verrà trucidato con altri graduati a Tolmino (probabilmente per impiccagione).

Pisu Antonio, agente della Guardia di Finanza. Da documentazione ufficiosa, risulta essere stato in servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste e, quindi, dovrebbe essere stato catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Pisu Giorgio, finanziere. Fu arrestato a Trieste il 1° maggio 1945 e successivamente ricoverato all’Ospedale di Lubiana. Scomparso. Non si hanno altre informazioni.

Porcedda Alessio, nato a Villanovafranca (CA) il 17 luglio 1905, residente a Trieste. Appuntato della Guardia di Finanza 6^ Legione, risulta disperso a Trieste dal 2 maggio 1945, prelevato dalla caserma di Campo Marzio. Il suo nome non compare nell’elenco dei finanzieri di Campo Marzio pubblicato dalla G.D.F, tuttavia nello stesso documento si fa riferimento al fatto che, rispetto agli 87 finanzieri censiti, altri erano affluiti nella caserma in seguito al caos scaturito dall’occupazione jugoslava. Un numero non ben precisato di guardie non venne dunque registrato e, molto probabilmente, Porcedda Alessio era tra questi.

Porcu Giuseppe, nato a Cagliari l’8 febbraio 1903. Tenente colonnello del Comando Superiore della Milizia Difesa Territoriale 3° Reggimento Fiume. Arrestato a Trieste nel maggio del 1945, venne trasferito nelle carceri di Lubiana, matricola 1724. Scomparso il 23 dicembre 1945, probabilmente fucilato. Una fonte indica la possibilità che sia stato infoibato a Gorizia.

Puddu Giovanni, vicebrigadiere della Polizia, Questura di Trieste.
Le informazioni sulla vittima risultano contrastanti. Sul sito amatoriale dei caduti della Polizia viene riportato: “Fu catturato il 2 Maggio dai partigiani jugoslavi a Trieste e deportato. Ufficialmente disperso, anche se quasi certamente venne ucciso nella stessa Trieste. In quest’ultimo caso molto probabilmente il suo corpo venne gettato nella foiba dell’Abisso Plutone di Basovizza (TS), nella quale centinaia di italiani prigionieri degli jugoslavi furono scaraventati durante i Quaranta Giorni dell’occupazione jugoslava del capoluogo giuliano”.
Nell’Albo Caduti e dispersi della RSI sono presenti questi dati: nato a Donori il 30 ottobre 1917, deportato in una prigione slava e poi britannica. Deceduto il 3 gennaio 1946 a Napoli, nel Sanatorio Principe di Piemonte per Tbc (tubercolosi).

Pusceddu Angelo, nato il 13 agosto 1887 a Guspini (CA), residente a Laurana (FM). Ex maresciallo della Guardia di Finanza, venne arrestato a Fiume nel maggio del 1945 da truppe slave e tradotto a Cirquenizza. Dichiarato disperso il 3 maggio 1945 (morte presunta il 31 dicembre 1945).**

** Nell’elenco dell’Unione Sarda è stato inserito il nome Pusceddu Angelo per due volte ma, probabilmente, si tratta di una ripetizione. In nessun’altra lista sono presenti i due nominativi.

Rais Edmondo. L’unico elenco che indica il suo nome è L’Unione Sarda (ove è registrato come “scomparso nel 1943”). Non presente in nessun’altra lista, neppure nella Banca Dati dei Caduti e Dispersi 2ª guerra Mondiale.

Roych (Roich) Ennio, nato il 7 (o 8) marzo 1899 a Olbia, veterinario. Combattente del Primo conflitto mondiale, nel settembre del 1943 lasciò il suo studio a Berchidda e partì volontario in guerra. Venne arruolato come vice comandante nell’8° Reggimento Bersaglieri (Reggimento volontari bersaglieri L. Manara, Battaglione Mussolini) e dispiegato sul fronte orientale dove, nel maggio del 1945, fu costretto ad arrendersi alle truppe titine insieme al suo battaglione con la promessa di avere salva la vita. Imprigionato a Caporetto, venne dichiarato disperso (probabilmente ucciso a Sottosella presso Volcach). Gli è stata dedicata una piazza a Olbia. ***

***Nell’elenco dell’Unione Sarda è stato inserito anche il nome di Roich Renato ma, con tutta probabilità, si tratta di una ripetizione. Nessuna fonte riporta questo nominativo e secondo l’Albo dei caduti e dispersi della RSI, Renato sarebbe il secondo nome di Roych (Roich) Ennio.

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Fonti principali:

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Elenco sardi nelle foibe (G-M)

Foiba di Vines

Link delle vittime sarde nelle foibe:

Si ricorda che, laddove nel nome non siano presenti delle indicazioni specifiche, per le fonti si dovrà fare riferimento alle note presenti a fondo pagina. Nel caso il lettore sia a conoscenza di ulteriori informazioni, nei commenti all’articolo potrà integrare o chiedere di modificare eventuali inesattezze che, sicuramente, non mancheranno.

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Cognomi dalla G alla M

Gai Guerino (o Guerrino), nato nel 1908, civile. Arrestato a Gorizia e deportato il 9 maggio 1945.

Gaspa Giovanni, nato a Sassari il 22 gennaio 1904, maresciallo dei Carabinieri nella zona di Trieste. Arrestato a Monfalcone il 5 maggio 1945, il 20 maggio risulta essere ancora in carcere. Deportato ad Aidussina (Slovenia). Scomparso.

Nell’elenco dell’Unione Sarda è stato inserito anche il nome di Gaspa Michele ma, molto probabilmente, si tratta di una ripetizione. Michele sarebbe il secondo nome di Gaspa Giovanni.

Ghi Andrea, nato a Sassari nel 1915, insegnante elementare (forse di educazione fisica). Arrestato a Gorizia il 1° maggio 1945, viene deportato per ignota destinazione (le date dell’arresto sono discordanti, si parla anche del 1 gennaio 1945 o del 5 gennaio 1944).

Grauso Ernesto, nato a Cagliari il 28 marzo 1879, residente a Gorizia, civile (operaio alle ferrovie, pensionato). Indicato anche come squadrista, venne arrestato a Gorizia il 14 maggio 1945 e deportato per ignota destinazione.

Gutierrez Stefano, nato a Sassari il 23 agosto 1916, residente a Gorizia. Viene indicato come studente ma anche come militare dell’esercito. Venne deportato il 9 febbraio 1945 da Ranziano (GO) e costretto ai lavori forzati. Disperso.
Nome non presente nell’elenco dell’Unione Sarda.

Lai Orazio, nato a Teulada (CA) il 23 gennaio 1921, militare della Guardia di Finanza in forza al IV Battaglione mobilitato di stanza a Spalato. Prelevato a Traù (Croazia) da partigiani titini dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Nell’elenco dell’Unione Sarda risulta deceduto nel 1944 (morte attribuita a una particolare condizione della detenzione).

Lampis Giovanni, nato a Sanluri (CA) il 1 giugno 1917. Militare della Guardia di Finanza (o civile?), risulta scomparso da Borgo Erizzo (Zara), il 30 settembre 1943.

Lampis Raimondo, residente a Pinguente (Pola), deportato in località sconosciuta il 9 maggio 1945. Scomparso.

Linaldeddu Pietro, nato a Tempio Pausania (SS) il 19 settembre 1924. Sottotenente del 2° Reggimento Milizia Difesa Territoriale “Istria”, fu tradotto a Villa Decani, località Diex, e fucilato il 2 maggio 1945.

Lissia Giuseppe, maresciallo 1° Reggimento Milizia Difesa Territoriale (o civile?). Arrestato e deportato nel maggio del 1945, risulta deceduto il 18 febbraio 1948 nel carcere di Maribor in Slovenia (dati contrastanti).

Lobina Alfredo, nato a Cagliari il 30 settembre 1908 (originario di Sadali), residente a Fiume. Militare della Guardia di Finanza a Fiume 11° Battaglione. Sul destino del finanziere le fonti sono discordanti: potrebbe essere stato catturato il 3 maggio 1945 e successivamente deportato in treno a Lubiana; durante il trasporto, il mezzo sarebbe deragliato a Buccari (Fiume), provocandone la morte accidentale. Secondo L’Unione Sarda potrebbe essere deceduto in un campo di concentramento sloveno. In ambedue i casi, il decesso viene registrato il 24 luglio 1945.

Loi Egidio, nato a Terralba (CA) il 17 novembre 1921. Carabiniere o milite del 2° Reggimento Milizia Difesa Territoriale “Istria”, dallo schedario della C.R.I. risulta “arrestato a Dignano l’8 maggio 1945”, poi disperso. Secondo L’Unione Sarda, scomparve come prigioniero il 21 maggio 1945 nell’affondamento della motobarca-cisterna “Lina Campanella”.

Loria Claudio, nato a Gorizia il 3 giugno 1922, geniere della 32^ Compagnia. Arrestato a Gorizia l’8 giugno 1945, viene tradotto nelle carceri per poi essere internato a Vipacco il 12 maggio. Disperso.

Maccioni Salvatore, marò della Base Est di Brioni della Decima Mas. Il 3 maggio 1945, risulta essere a Pola, nella caserma Bafile, quando i militari accettarono la resa e consegnarono la città ai partigiani titini (seguì la prigionia dei soldati italiani). Scomparso (o ucciso) nel maggio dello stesso anno.

Manca Augusto, nato a Uta (CA) l’11 maggio 1916. Finanziere, era in servizio ad Abbazia (Fiume), scomparso il 2 maggio 1945.

Manno Barnaba, nato l’11 febbraio 1908 a Mistretta (ME). Vicebrigadiere della Polizia di Stato a Fiume (servizio Prefettura, Organico 3/6/44 in AMSF), arrestato il 14 maggio 1945 dai partigiani jugoslavi. Viene indicato come prigioniero a Grobnico, probabilmente fucilato il 14 (o 16) giugno 1945 (dati contrastanti).

Mannoni Ambrogio, agente di custodia (Arsenale Pola), risulta scomparso (probabilmente deportato) da Pola il 1° giugno 1945.

Manos Francesco, nato a Romana (SS) il 3 ottobre 1909, residente a Monfalcone (GO). Vicebrigadiere della Guardia di Finanza in servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Marra Francesco, nato a Marano (NA) il 1 aprile 1909, residente a Gorizia. Appuntato della Guardia di Finanza, venne arrestato a Gorizia il 2 (o 3) maggio 1945, prelevato dalla caserma di via Favetti (dall’albergo Angelo d’oro) e, probabilmente, deportato in Jugoslavia. Scomparso.

– ? – Marteddu Sergio, nato a Trieste il 22 gennaio 1926. Marinaio, ucciso il 27 aprile 1945.
L’unica fonte che riporta il suo nome in riferimento all’eccidio delle foibe è L’Unione Sarda. Compare nella Rivista Militare della Jugoslavia centro-settentrionale, ma la sua morte è associata a un’operazione bellica della Brigata Mameli (sfondamento verso Novska e Brezovac).

Marzeddu Costantino, nato il 12 febbraio 1906 a Pozzomaggiore (SS). Appuntato della Guardia di Finanza, scomparve a Rovigno (Pola) il 20 aprile (o gennaio) 1944.

Masala Pietro, nato il 4 giugno 1917 a Nule (SS). Brigadiere della Guardia di Finanza a Gorizia, venne prelevato il 2 maggio 1945. Detenuto nel campo di Vipacco, morì in prigionia il 29 aprile 1946.

Mastinu Giovanni, nato a Tresnuraghes, il 25 febbraio 1922, tenente colonnello del battaglione bersaglieri Mameli, di stanza ai confini orientali tra il 1943 ed il 1945. L’intero contingente, circa cinquecento uomini, il 6 maggio 1945 si consegnò con la promessa di liberazione, anche se Mastinu e altri graduati erano contrari e temevano che la parola non sarebbe stata rispettata. Mentre la colonna era in viaggio verso un campo della Slovenia, un gruppo di soldati tentò la fuga per sfuggire alle percosse e alla prigionia. Presi dai partigiani di Tito furono fucilati il 13 (o 15) maggio e i loro corpi, tra cui quello di Giovanni Mastinu, gettati in una foiba (probabilmente nella fossa di Ustje).

Melis Giovanni, nato il 9 gennaio 1906 a Tortolì (NU), residente a Trieste. Carabiniere, risulta scomparso a Gargaro (GO) dal 1° agosto 1944.

Melosu Ignazio, nato il 7 gennaio 1913 a Laconi (NU). Agente di pubblica sicurezza nella questura di Fiume. Il 7 ottobre 1943 riuscì a inviare un telegramma ai familiari, residenti in Sardegna, informandoli di essere ancora in vita. E’ l’ultima notizia certa che si ha di lui. Nel 1946, la famiglia ricevette una lettera inviata da una cittadina croata, conoscente il militare, la quale li informava di avere appreso da un partigiano jugoslavo che Melosu era stato catturato dalla resistenza croata nel 1944 e deportato a Belgrado (liberata il 20 ottobre di quell’anno). Il nome dell’agente Melosu viene citato in una interpellanza parlamentare del 18 febbraio 1999 da parte dell’onorevole Menia, inserito tra gli agenti di Polizia fucilati nel campo di Grobnico, dalle truppe jugoslave, nel giugno 1945.

Moi Rinaldo, nato il 25 dicembre 1924 a Vigevano (PV). Geniere della Brigata “Artieri Stradali”, scomparve a Pola il 9 maggio 1945. *

Moj Rinaldo, nato a Genova il 4 luglio 1892, residente a Pola. Militare dell’Esercito Nazionale Repubblicano, risulta scomparso a Pola il 3 giugno 1945. *

* Nell’Unione Sarda risultano due nominativi Moi/Moi Rinaldo, ma negli altri elenchi viene registrato un Moi oppure un Moj. Potrebbe trattarsi di una errata ripetizione, anche se c’è da segnalare che data e luogo di nascita non coincidono.

Mongiu Pietro, nato a Osidda (NU) il 16 luglio 1915. Agente della Guardia di Finanza, venne assassinato per rapina insieme a Salvatore Lembo-Luscari il mattino del 3 maggio 1945 in via Udine n. 37, da partigiani slavocomunisti in divisa di vigili del fuoco con stella rossa sul berretto.

Morittu Giovanni Battista, già carabiniere e milite della Milizia Difesa Territoriale 4° Reggimento Gorizia, deportato da Gorizia il 2 maggio 1945. Scomparso.

Motzo Edoardo, di anni 41. Agente di Pubblica Sicurezza nella Questura di Spalato, venne ucciso in settembre a Spalato (data imprecisata) dai partigiani jugoslavi che erano entrati in città pochi giorni prima.

Mulargia Antonio Pietro, nato a Bulzi (SS) il 1° aprile 1918. Sottocapo della Decima Mas, risulta catturato a Pola nel maggio 1945. Secondo il Comune di nascita “si presume che il Mulargia sia disperso in guerra, le sue ultime notizie risalgono al 1945. Secondo quanto riferito da un prigioniero, fu catturato dagli slavi il 2 maggio 1945 e sbarcato a Sebenico il 6 giugno dello stesso anno”. Disperso assieme al fratello Leonardo Antonio.

Mulargia Giuseppe, sottocapo furiere della Decima Mas a Pola, Base Est dei CB (mini sommergibili). Catturato alla fine della guerra e deportato a Cattaro, risulta ucciso nei pressi di Zara il 28 maggio 1945.

Mulargia Leonardo Antonio, nato a Bulzi (SS) il 1° luglio 1924. Marò della Decima Mas alla Base Est. Risulta catturato a Pola nel maggio 1945. Secondo il Comune di nascita “si presume che il Mulargia sia disperso in guerra, le sue ultime notizie risalgono al 1945. Secondo quanto riferito da un prigioniero, fu catturato dagli slavi il 2 maggio 1945 e sbarcato a Sebenico il 6 giugno dello stesso anno”. Disperso assieme al fratello Antonio Pietro.

Mulas Sebastiano, appuntato della Guardia di Finanza 5^ Leg. Udine, venne arrestato a Gorizia il 3 maggio 1945. L’8 Giugno risultava prigioniero a Vipacco. Scomparso.

Mura Mario, nato l’11 dicembre 1909 a Sassari, residente a Fiume. Già carabiniere e milite della Milizia Difesa Territoriale 3° Reggimento, viene ucciso a Drenova (Fiume) da jugoslavi, l’8 maggio 1945.
Nome non presente nell’elenco dell’Unione Sarda.

Mura Pietro, nato a Macomer (NU) il 20 marzo 1897, residente ad Albona (PL). Ex carabiniere e Ispettore guardie giurate della Società Anonima Carbonifera di Arsia (Pola), venne infoibato a Vines nel comune di Albona (Pola) nell’ottobre del 1943. La salma fu recuperata alla fine del 1943.

Murgia Giovanni, nato il 16 ottobre 1900 a Sorgono (NU), residente a Trieste. Vicebrigadiere della Guardia di Finanza. In servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

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Fonti principali:

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Elenco sardi nelle foibe (A-F)

La tragedia delle foibe è una pagina di storia nazionale lasciata, per decenni, volutamente nell’oblio. A oggi, mancano liste e registri che potrebbero fornire un elenco ufficiale delle vittime, mancano dati che potrebbero far chiarezza sui luoghi di prigionia o di sepoltura dei dispersi. Le maggiori ricerche sono state svolte solo a partire dagli anni Novanta e, anche per questo motivo, gli elenchi attuali sono scarni, contradditori, imprecisi e soprattutto sono caratterizzati da due sinonimi ricorrenti: scomparso o disperso.

In questo articolo, e negli altri che seguiranno, si è cercato di riportare alla luce i nomi delle vittime sarde (o di origine sarda) incrociando quanti più dati possibili. Non compaiono, per ovvi motivi, tutti i sardi vittime dell’eccidio, ma soltanto quelli i cui nomi e i cui dati biografici sono risultati dalle ricerche online. Si è partiti da un elenco pubblicato dall’Unione Sarda (aggiornato nel 2002) che si è cercato di integrare con altre liste più o meno recenti. Laddove, nel nome, non siano presenti delle indicazioni specifiche, per le fonti si dovrà fare riferimento alle note presenti a fondo pagina.

Le brevi schede comprendono, di norma, oltre i dati biografici essenziali, quelli sulla residenza e sul mestiere o la professione. Nel caso il lettore sia a conoscenza di ulteriori dettagli, nei commenti alla pagina potrà integrare o chiedere di modificare eventuali inesattezze che, sicuramente, non mancheranno.

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Cognomi dalla A alla F

Addis Ugo Indo, nato il 22 maggio 1893 a La Spezia, impiegato postale a Trieste. Viene indicato come caporal maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana o come squadrista della Brigata Nera Autonoma “Tullio Cividino” di Trieste. Venne prelevato dalla sua abitazione e deportato a Lubiana il 6 gennaio 1946; disperso.

Angius Efisio, nato il 20 maggio 1918 a Serri (CA), residente a Tarvisio (UD). Finanziere, scomparso il 26 ottobre 1944 a Plezzo (Slovenia).

Arceri Andrea, nato il 4 agosto 1909 a Marsala. Capitano del 1° Reggimento Milizia della Difesa Territoriale Trieste, ucciso il 31 maggio 1945 a Trieste (senza tomba).

Atzori Francesco, nato a Borore (NU) il 14 ottobre 1897. Maresciallo della Polizia di Stato alla Questura di Fiume. Venne arrestato insieme ai suoi colleghi dagli uomini dell’OZNA, il servizio segreto jugoslavo. Fucilato nel campo di Grobnico (Croazia) il 16 giugno 1945.

Baroli Giulio, nato a Tempio Pausania (SS) il 14 luglio 1900. Appuntato della Guardia di Finanza 6^Leg. Tolmino, scomparve il 30 settembre 1943 a Drenchia (UD).
[A Drenchia, al termine della Seconda Guerra Mondiale, vennero esumati i resti di 52 salme. E’ al locale presidio della Guardia di Finanza di questo Comune di 700 abitanti, ancora oggi italiano, che dovrebbero appartenere questi resti. Tra queste Guardie di Finanza dichiarate disperse, vi era anche Baroli Giulio.]
Nome non presente nell’elenco dell’Unione Sarda.

Biggio Giuseppe, di origine sarda, marò della Decima MAS, ucciso a Pola il 3 maggio 1945, dopo l’occupazione slava.

Boi Olindo, nato a Ballao (CA) il 30 aprile 1916, vice brigadiere della Guardia di Finanza. In servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Cabras Bruno (indicato Cabas), nato a Udine il 13 maggio 1926, residente a Gorizia. Milite del 4° Reggimento Milizia della Difesa Territoriale Gorizia, infoibato a Poggio Poggetto (GO) il 26 giugno 1944.

Campus Costantino, nato a Sorso (SS) l’8 settembre 1913, finanziere. Venne arrestato il 2 maggio 1945 a Trieste e deportato. Disperso.

Carboni Elvino, nato il 15 settembre 1899 in Croazia, residente ad Albona, barbiere. Fucilato (e/o gettato in mare a Santa Marina di Albona) il 5 ottobre 1943.

Caredda Eraldo, nato nel 1925 a Sassari, bersagliere. Venne fucilato nel lager di Borovnica (Slovenia) nel settembre del 1945.

Carta Giovanni Dario, di origine sarda, nacque a Fiume il 13 aprile 1925. Ufficiale della Guarda Nazionale Repubblicana, nel maggio del 1945 si trasferì a Trieste e si arruolò nella Polizia civile alle dipendenze del Governo Militare Alleato, dopo lo scioglimento delle formazioni militari della RSI. Il 24 marzo 1946, mentre era in servizio a un posto di blocco tra il Territorio Libero di Trieste e la zona B occupata dagli Slavi, fu catturato da truppe non regolamentari jugoslave con l’inganno e ucciso. Il suo corpo venne restituito soltanto alla fine del 1949 al Governo Militare Alleato di Trieste dietro pressanti insistenze. I suoi assassini vennero individuati e condannati.

Chessa Lorenzo, nato a Banari (SS), brigadiere della Polizia di Stato a Gorizia, arrestato da truppe non regolamentari jugoslave a Monfalcone (Go) il 3 maggio 1945. Disperso (probabilmente gettato nelle foibe del Carso).

Chessa Luigi, nato a Orune (NU) nel 1902, civile (gruista) residente a Monfalcone (GO). Scomparso nel settembre del 1943 a Fleana (Slovenia).

Chironi Antonio Francesco, nato a Nuoro il 17 luglio 1924, vice brigadiere della Guardia di Finanza. In servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Coghe Giuseppe Melchiorre, nato a Ghilarza il 5 gennaio 1911, vice brigadiere della Guardia di Finanza. In servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, venne catturato il 2 maggio 1945 da truppe titine (O.Z.N.A ?) e deportato verso ignota destinazione. Giustiziato probabilmente i giorni successivi alla cattura.

Conti Giovannino, della Polizia di Stato a Fiume, venne arrestato insieme ai suoi colleghi. Fucilato a Grobnico (Croazia) il 16 giugno 1945.

Conti Lidio, nato a Tigliole (?) il 21 febbraio 1923 (?). Finanziere, scomparve nel settembre del 1943 (o nel 1945). (Dati contrastanti).

Contu Antonio, finanziere, ucciso nel giugno del 1945. (Dati contrastanti).

Contu Giuseppe, nato a San Vito (CA) il 3 gennaio 1900, appuntato della Guardia di Finanza in Istria. Arrestato a Orsera (Pola) il 28 maggio 1945 e deportato verso ignota destinazione. Scomparso.

Corona Cosimo, geniere, arrestato a Pola il 13 maggio 1945, deportato in località sconosciuta.

Corrias Efisio, nato a Decimomannu (CA) il 23 febbraio 1906. In servizio presso il Distaccamento della Regia Guardia di Finanza di Buttrio, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 continuò l’attività di vigilanza in un magazzino di viveri e foraggi a Udine, opponendosi ai tentativi di razzie da parte di tedeschi e sloveni. Antifascista, nella notte tra il 25 e 26 settembre 1945, si unì, assieme ad altri 8 finanzieri (tra i quali il sardo Vincenzo Flore) ad una formazione partigiana slovena. Raggiunta Canebola (frazione di Faedis) attraverso le montagne, il gruppo, informato dal Comando Superiore Partigiano di una possibile fucilazione, capì di essere caduto in un’imboscata tesa da elementi avversi all’Italia. I finanzieri vennero poi divisi in tre gruppi e condotti rispettivamente a Brusnapece, a Lasiz e a Iasbane dove, nella notte tra il 26 e il 27 aprile, vennero fucilati e sotterrati. Individuate le località di sepoltura, nel luglio del 1945 si procedette all’esumazione delle salme. I corpi dei due finanzieri sardi, Corrias e Flore, vennero rinvenuti a Lasiz. Alla memoria di ciascuno dei 9 finanzieri è stata concessa, con D.P.R. in data 26 settembre 2012, la Medaglia di Bronzo al Merito Civile.

Cossu Giovanni, di Fontana del Conte (Fiume), residente a Villa del Nevoso (Fiume), impiegato. Ucciso dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

Cossu Pasquale, nato a Nuoro il 3 marzo 1926, milite del 1° Reggimento Milizia della Difesa Territoriale Trieste. Arrestato il 5 maggio 1945 a Sistiana (frazione di Duino); scomparso.

Costa Francesco, nato a Trapani il 22 dicembre 1924. Marinaio della Decima MAS a Pola, venne ucciso il 9 giugno 1944 nell’isola di Lussino.

Costa Giovanni, nato a Bassano del Grappa l’1 agosto 1903, guardia ausiliaria della Polizia Repubblicana. Il 4 giugno 1945 si presentò alla caserma di via del Bosco per consegnare le armi, ma venne catturato dai soldati dell’esercito jugoslavo e deportato in un campo di prigionia. Il 6 gennaio 1946 risulta detenuto nelle carceri di Lubiana, con il numero di matricola 1703. Scomparso.

Costa Giovanni, nato a Bassano del Grappa il 20 giugno 1923. Guardia di Pubblica Sicurezza a Trieste, venne deportato il 4 maggio 1945. Risulta prigioniero a San Pietro Carso il 15 maggio 1945. Scomparso.

Cotza (o Cozza) Alberto, comandante, catturato a Pola venne deportato sulla motonave cisterna “Lina Campanella” nel maggio 1945. Scomparso.
[Episodio in parte trascurato dalla ricerca storiografica: alcune centinaia di persone prelevate dalle carceri di Pola, furono condotte sulla motonave “Lina Campanella”, nel porto della città. La nave salpò il 21 maggio e poco dopo la partenza, alle 11.30 del mattino, speronò una mina al largo della penisola istriana. I partigiani jugoslavi si misero in salvo salendo a bordo delle scialuppe di salvataggio e di un rimorchiatore, impedendo ai prigionieri di fare altrettanto. Circa 160 morirono nell’affondamento, i pochi superstiti vennero catturati e deportati all’interno della Jugoslavia. Pochi di loro tornarono].

Demontis Salvatore, brigadiere della Guardia di Finanza, in servizio nella provincia di Fiume nel maggio del 1945. Scomparso.

Deplano Giovanni, nato a Seui (NU) il 21 (o 28) maggio 1919. Militare della Guardia di Finanza, scomparve dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Disperso (probabilmente gettato nella foiba di Vines, ad Albona).

Deriu Antonio, nato a Bonorva (SS) il 9 maggio 1913, finanziere a Fiume. Dallo schedario della C.R.I. risultava “catturato a Fiume nel maggio del 1945 e internato a Cerquenizza”, mentre il Comune di nascita lo registrava come “disperso in data 8 settembre 1943 per eventi bellici”.

Dessì Eugenia, di origine sarda, nata a Ronchi dei Legionari (GO) il 29 agosto 1922, impiegata. Venne arrestata a Gorizia il 3 maggio 1945 e deportata tra il 7 e l’8 maggio dello stesso anno; scomparsa.

– Dessì Ignazio, nato nel 1918, carabiniere. Deportato da Gorizia il 2 maggio 1945; scomparso.

Detotto (o De Totto) Antonio Giuseppe, nato a Ozieri (SS) il 3 marzo 1900, maresciallo maggiore, comandante delle guardie carcerarie a Pola. Dallo schedario della C.R.I. di Trieste risulta arrestato a Pola il 6 maggio 1945.

Diana Alberto, nato a Montiano (GR) il 20 febbraio 1900, carabiniere a Fiume. Deportato nel maggio del 1945, probabilmente detenuto nel campo di Grobnico nel giugno dello stesso anno. Scomparso.

Fadda Giovanni, nato il 26 agosto 1904 a Nughedu San Nicolò. Appuntato della Guardia di Finanza a Trieste, fu arrestato nel maggio del 1945 a Trieste. Scomparso.

Faè Giuseppe, nato il 19 agosto 1908 a Sassari, appuntato della Guardia di Finanza a Gorizia. Venne arrestato a Gorizia nel maggio del 1945, il 18 maggio dello stesso anno risulta prigioniero a Vipacco (GO). Scomparso.

Faedda Giovanni, nato a Ghilarza il 3 settembre 1889, maresciallo capo dei Carabinieri a Spalato. Ucciso (o disperso) il 30 settembre 1943.

Falchi Salvatore, brigadiere della Pubblica Sicurezza a Monfalcone (GO). Morì il 31 dicembre 1943 a causa di ferite di arma da fuoco a seguito di un agguato.
[Informazioni aggiornate grazie al gentile contributo dalla nipote Caterina F. ]

Farina Angelo, nato il 19 febbraio 1884 a Palermo, residente a Gorizia. Maresciallo di fanteria a riposo. Prelevato il 3 maggio 1945 da Gorizia, viene tradotto a Idria. Il 25 o il 27 maggio viene trasferito a Lubiana e il 3 ottobre 1946 risulta ancora prigioniero nella città slovena. Disperso.

Farina Ruggero, nato a Fiume il 28 luglio 1925, impiegato. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si arruolò nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale per la difesa della città. Fu fatto prigioniero a Mattuglie il 23 settembre 1943, nel corso di un combattimento contro partigiani slavi, e ucciso il 24 settembre dello stesso anno.

Fiore Agostino, nato ad Acri (CS) il 14 febbraio 1919, carabiniere. Arrestato a Gorizia il 5 maggio 1945. Scomparso.

Fiore Bruno, nato a Canosa di Puglia (BA) il 13 gennaio 1928, residente a Milano. Allievo ufficiale (Marò) della Decima MAS. Scomparso il 25 maggio 1945 nei pressi di Dubrovnik.

Fois Lucio, di origine sarda ma nato a Caporetto (Go) il 25 dicembre 1929, residente a Gorizia. Milite del 4° Reggimento Milizia della Difesa Territoriale Isonzo, venne catturato il 26 giugno 1944 sul Ponte di Piuma a Gorizia. Infoibato nella fossa di Poggio Poggetto (GO).

Flore Vincenzo, nato a Busachi (OR) il 23 luglio 1904. In servizio presso il Distaccamento della Regia Guardia di Finanza di Buttrio, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 continuò l’attività di vigilanza in un magazzino di viveri e foraggi a Udine, opponendosi ai tentativi di razzie da parte di tedeschi e sloveni. Antifascista, nella notte tra il 25 e 26 settembre 1945, si unì, assieme ad altri 8 finanzieri (tra i quali il sardo Efisio Corrias) ad una formazione partigiana slovena. Raggiunta Canebola (frazione di Faedis) attraverso le montagne, il gruppo, informato dal Comando Superiore Partigiano di una possibile fucilazione, capì di essere caduto in un’imboscata tesa da elementi avversi all’Italia. I finanzieri vennero poi divisi in tre gruppi e condotti rispettivamente a Brusnapece, a Lasiz e a Iasbane dove, nella notte tra il 26 e il 27 aprile, vennero fucilati e sotterrati. Individuate le località di sepoltura, nel luglio del 1945 si procedette all’esumazione delle salme. I corpi dei due finanzieri sardi, Corrias e Flore, vennero rinvenuti a Lasiz. Alla memoria di ciascuno dei 9 finanzieri è stata concessa, con D.P.R. in data 26 settembre 2012, la Medaglia di Bronzo al Merito Civile.

Frongia Giuseppe, nato a Gonnesa (CA) il 18 marzo 1900. Guardia scelta della Polizia di Stato a Fiume, fu detenuto nel campo di Grobnico (Croazia) dal 4 maggio 1945 e fucilato (sempre a Grobnico) il 14 giugno 1945 (altre fonti riportano la data del 16 giugno).
Alcuni elenchi di vittime riportano i nomi dei suoi tre figli e della moglie, uccisi il 30 novembre 1943 a Fiume. Peyrone Erminia (nata il 12 febbraio 1904 a Parma, casalinga), Frongia Arturo (nato il 17 maggio 1931 a Cuneo), Frongia Elisa (nata il 6 aprile 1935 a Savona), Frongia Giovan Battista (nato il 28 agosto 1938 a Savona). Non si hanno ulteriori dettagli.

Frongia Sebastiano, maresciallo della Guardia di Finanza a Fiume, prelevato dall’ospedale di Abbazia (Fiume) il 24 maggio 1945. Scomparso.

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Fonti principali: