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Stati Uniti d’Italia

immagine1risorgimentoCarlo Cattaneo, scienziato, storico ed economista, più volte si interessò all’isola in quella visione di federalismo totale che fu sua, pensieri che ancora oggi sono spunto per le riflessioni sulla società, la politica, l’economia sarda e non solo.

L’isola, in quanto tale non aperta alle grandi invasioni per via di terra, e dunque più conservativa di antichi usi, costumi, dialetti e istituzioni, dovette sembrargli un ottimo argomento di studio per le sue teorie. Cattaneo non concepiva lo studio della Storia come un’indagine teorica, bensì come presupposto necessario per provvedere al miglioramento delle condizioni di vita dei popoli. Per questo motivo prese in esame la situazione della Sardegna, dell’Irlanda e della Lombardia che, essendo ricca, faceva da contrappunto alle altre due povere realtà.

Resta ben chiaro che Cattaneo, essendo federalista e perciò riformista, non poteva che attenersi al gradualismo nel progettare una nuova realtà politica e, dunque, per la nuova Italia, bisognava mantenere e migliorare l’esistente. Per questa ragione, la progredita Lombardia e l’arretrata Sardegna, facenti parte dello stesso organismo, della stessa nazione, dovevano dapprima avere dei miglioramenti interni, nell’ambito degli Stati italiani esistenti. Solo in un secondo momento si sarebbe provveduto all’unione, in senso federale, agli altri Stati italiani. Ma gli eventi politici e sociali che, all’improvviso, portarono al compimento dell’Unità d’Italia “sabauda”, diedero inizio al massimo accentramento, ovvero esattamente il contrario di quanto aveva auspicato Carlo Cattaneo.

Al momento del compimento dell’impresa dei Mille, quando Garibaldi lo volle consigliere a Napoli, cercò di convincerlo che sarebbe stato meglio conservare l’autonomia della Sicilia, della Sardegna e delle provincie meridionali fino alla convocazione di un’Assemblea generale in cui fossero rappresentate tutte le regioni italiane; Assemblea che avrebbe dovuto decidere l’assetto istituzionale del Paese.

Purtroppo Cattaneo rimase isolato e rimane ancora oggi uno dei vinti del Risorgimento; egli non fu compreso neppure quando raccomandava almeno l’autonomia sarda e siciliana: “La mia formula è Stati Uniti, se volete Regni Uniti… i siciliani potrebbero fare un grande beneficio all’Italia dando all’annessione il vero senso della parola, che non è assorbimento: Congresso comune per le cose comuni; e ogni fratello padrone in casa sua. Quando ogni fratello ha la casa sua, le cognate non fanno liti. Fate subito, prima di cadere in balia di un Parlamento generale, che crederà di fare alla Sicilia una carità, occupandosi di essa tre o quattro sedute all’anno. Vedete la Sardegna che dopo 12 anni di vita parlamentare sta peggio della Sicilia?”

Questa era la visione di Carlo Cattaneo, una visione federalista, che si scontrò con la realtà storica che rese più facilmente realizzabile l’unitarismo politico di Mazzini, in quanto pareva l’unica via per superare le tensioni dei reazionari e le resistenze dei moderati.

Per approfondire, si consiglia la lettura:
Patria, Nazione e Stato tra unità e federalismo. Mazzini, Cattaneo e Tuveri.
Scritti di: Cosimo Ceccuti, Leopoldo Ortu, Nicola Gabriele.

 

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