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Archivio per il tag “Paolo Comida Ozieri”

Antifascisti sardi nella guerra civile spagnola -2-

La vicinanza geografica tra la Sardegna e la Corsica favorì l’emigrazione politica degli antifascisti sardi verso l’isola francese. Molti riuscirono a stabilirsi a Portovecchio, Ajaccio, Bastia, diversi furono arrestati mentre tentavano la traversata; per altri la Corsica rappresentò un passaggio obbligato per raggiungere la Francia o per combattere la guerra civile in Spagna. Buona parte di coloro che decisero di raggiungere la Spagna erano contadini, pastori, artigiani, minatori, molti di essi comunisti, diversi anarchici, altri profondamente legati al pensiero sardista di Emilio Lussu con il movimento “Giustizia e Libertà”. 
Per capire il contributo della Sardegna alla causa spagnola prendiamo come riferimento l’indice demografico. L’isola rappresenta circa il 2,3-2,4% della popolazione italiana. Gli internazionali sardi che decisero di partecipare al conflitto sono calcolati in 140-150, ovvero, prendendo come riferimento il numero di 3354 volontari italiani stimati da Togliatti, il 3,6-4,1% della partecipazione italiana. Anche i 20 caduti sono il 3% dei 600 italiani.
Ricordiamo inoltre che i sardi furono l’8,3% dei caduti del CTV, cioè dell’esercito inviato da Mussolini in aiuto a Franco, e il 4% dei caduti della Milizia fascista.

Ecco le storie note degli antifascisti sardi che pagarono con la vita il proprio appoggio alla causa repubblicana:

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G. Massessi -Villaputzu-

Giovannico Massessi, di Pietro e Boy Giuseppina, nato il 09/09/1909 a Villaputzu (CA).
Arrivò in terra  spagnola nel novembre 1936. Proveniente da St. Etienne, in Francia, inizialmente fece parte della formazione Picelli, poi passò nel battaglione Garibaldi.
Perse la vita nel settembre 1938 sul fronte dell’Ebro.

Paolo Comida, classe 1899, di Ozieri (SS), elettricista e comunista, espatriato clandestinamente dalla Corsica nel 1932, visse anche ad Orano e Algeri. Corrispondente de “Il grido del popolo”, giornale antifascista in lingua italiana pubblicato in Francia, si trovava a Barcellona per assistere alle Olimpiadi proletarie (organizzate in opposizione a quelle “naziste” di Berlino) quando decise di correre al fronte prima ancora che Stalin desse il via libera al Cominter. Cadde sul fronte di Tardienta, in Aragona, così come Zuddas e Franchi, componenti della colonna “Ascaso-Rosselli”, caduti nella battaglia di Monte Pelato. La notizia si apprese da una lettera delle Milicias Antifascistas di Barcellona inviata, senza francobollo, direttamente a Ozieri, all’indirizzo della madre, con la quale si annunciava la morte del combattente sardo: “Con gran dolo ponemos en vuestro conoscimento de que el camerada Paolo Comida Campus ha muerto gloriosamente en el fronte de Aragòn”.

Stessa fine fece Sisinnio Dessi. Nato a Monserrato (CA), l’8/09/1892, fu condannato dal Tribunale Speciale in periodo imprecisato. Segnalato con le milizie repubblicane ad Irùn, rimase ferito in combattimento. Morirà il 6 ottobre 1938 a Champigny, in Francia, per le conseguenze delle ferite riportate in Spagna.

La sola notizia al momento esistente riguardo Erminio Fanni, nato nel 1899 a Cagliari, è la denuncia della sua scomparsa durante la guerra di Spagna fatta da parte di suoi familiari, i quali hanno richiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il relativo atto di morte. Non è escluso che abbia appartenuto a formazioni anarchiche.

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Beniamino Mudadu (2° in piedi da sinistra)

Beniamino Mudadu, classe 1904, contadino di Sorso (SS), lasciò la Corsica per arruolarsi nelle file rosse. Inquadrato nella sezione telefonista della brigata Garibaldi, e già firmatario della lettera intestata “Caro grido del popolo” dell’omonima rivista, morì a Tardienta, sul fronte di Aragona, nel 1936 (altre fonti datano la morte nel 1937 a Guadalajara).

Cornelio Martis, nato il 12/09/1905 a Guspini (CA), faceva parte del movimento “Giustizia e Libertà”. Tenente dell’esercito italiano, fuggì dalla Sardegna in Tunisia su una barca a vela. Raggiunse l’ingegnere Dino Giacobbe in Spagna nell’ottobre del 1937. Arruolato nelle Brigate Internazionali, perse la vita il 21 dicembre dello stesso anno: fu giustiziato da un commissario politico comunista dopo la sfortunata battaglia dell’Ebro, sotto il pretesto di appartenere alla fantomatica quinta colonna (elementi nazionalisti infiltrati).

Contadino, comunista, era Bertorio Sanna, nato il 6/05/1900 a Serrenti (CA). Emigrato in Francia per motivi di lavoro nel 1924, il 16 novembre 1936 si trova in Spagna. Fece parte prima del battaglione Garibaldi, viene poi segnalato nel 2º battaglione della XIVª Brigata e nel 15 settembre 1937 in forze alla brigata Garibaldi. Caporale, si presume sia caduto in combattimento, ma non si hanno notizie specifiche del fronte.

Anche Giuseppe Zuddas era emigrato in Francia per motivi di lavoro, quando scelse di partire alla volta della Spagna. Nato nel 1898 a Monserrato (CA), piccolo coltivatore in Sardegna e muratore in Francia, aderì al Partito Sardo d’Azione diventandone segretario regionale, prendendo contatto con le organizzazioni di Giustizia e Libertà dove sarà molto attivo. Allo scoppio della sollevazione franchista, decise di arruolarsi nella Colonna Italiana, perdendo la vita il 28 agosto 1936 sul Monte Pelato.

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Tommaso Congiu -Escalaplano-

Tommaso Congiu, nato a Escalaplano (NU) nel 1901, comunista, minatore, partì per la Francia nel 1925 e fu uno dei fondatori dell’Upi, settore dell’Est (Unione Popolare Italiana, organizzazione delle correnti politiche in esilio). Arrivato in Spagna nel maggio del 1937, si arruolò  nella 1ª compagnia del 2º battaglione della brigata Garibaldi, diventando delegato politico di sezione. Morì il 9 settembre 1938 sul fronte dell’Ebro.

Giovanni Maria Puggioni, nato a Sorso (SS) il 26/07/1907 era repubblicano, professione manovale. Emigrato assieme alla madre per la Corsica nel 1925, fu segnalato come appartenente a Giustizia e Libertà. Condannato nel 1936 per infrazione a un decreto di espulsione dalla Corsica, raggiunse la Spagna e, arruolato nel battaglione Garibaldi, combattè sul fronte di Madrid. Ferito a Guadalajara, morirà nell’ospedale di Benicasim  il 24 marzo 1937.

Raffaele Puddu, classe 1899, di Gairo (NU) era anarchico, professione operaio. Emigrato in Francia nel 1921, si stabilì a Langleville e qui prese parte a tutte le iniziative del Fronte Popolare. Venne indicato dalla Prefettura di Nuoro come presente all’aggressione subita dal fascista Vincenzo Montini a Langleville; nell’autunno del 1936 si trova in Spagna. Inquadrato nel battaglione Garibaldi, morirà l’11 febbraio sul fronte dello Jarama.

Paolo Santandrea, nato a La Maddalena (SS) il 13/03/1907, impiegato, venne iscritto dalla polizia italiana nel Bollettino delle Ricerche come antifascista. Riuscì ad espatriare clandestinamente in Corsica nel maggio del 1931, per poi arrivare in Algeria e infine in Spagna. Rimpatriato da Barcellona, tornò in Italia ma nel maggio del 1937 riuscì  nuovamente  ad espatriare in Spagna, dove si arruolerà nella brigata Garibaldi. Ferito sul fronte dell’Ebro in data imprecisata, morì il 29 aprile 1938 all’ospedale di Matarò.

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Giovanni Dettori -Orgosolo-

Anarchico, molto attivo già nel dopoguerra, Giovanni Dettori classe 1899 di Orgosolo (NU), si trasferì in Tunisia, dove subì l’amputazione di una mano in seguito ad un attentato compiuto contro il consolato italiano. Rimpatriato, fu condannato a tre anni di confino ma riuscì a emigrare clandestinamente nel 1935, arrivando poi in Spagna nell’agosto del 1936. Probabilmente fece parte della XIIª Brigata Internazionale, perdendo la vita in combattimento il 15 gennaio 1937 a Teruel.

Anche Pompeo Franchi era un anarchico. Nato a Nuoro il 1º febbraio 1905, pittore decoratore, si trasferì in Francia, dove subì una condanna per violenze ai carabinieri. Nel 1925 venne espulso per “propaganda comunista” e il 22 ottobre fu segnalato alle Prefetture italiane come individuo da perquisire in caso di rimpatrio. Riuscì a rifugiarsi a Parigi, presso il fratello Ferdinando, e fu denunciato per renitenza alla leva. Cercò, senza successo, di entrare in Svizzera e nell’ottobre del 1932 venne arrestato a Fontenay-sous-Bois insieme a Bruno Gualandi, Ulisse Merli, Ruggero Cingolani e Emilio Predieri, durante una riunione di attivisti anarchici. Condannato a due mesi di carcere per violazione del bando di espulsione, venne accusato dall’Ovra di preparare un atto terroristico in Italia. Nell’ottobre 1935 fu accusato di preparare un altro attentato a Mussolini, insieme a Eugenia Lina Simonetti, ma anche questa volta la “soffiata” si rivelò falsa. Ai primi di agosto del 1936 valicò i Pirenei per arruolarsi, insieme al fratello Ferdinando, nella Colonna Italiana a maggioranza anarchica, comandata dal repubblicano Mario Angeloni. Il 28 agosto rimase ferito nella battaglia di Monte Pelato, sul fronte di Aragona, e all’inizio di settembre si spense nell’ospedale di Lérida, dopo una dolorosa agonia, in presenza del fratello.

Antonio Sanna, nato il 19/05/1906 a Meana Sardo (NU), minatore, fuggì in Francia in quanto ricercato dalla polizia per il suo impegno politico. Il 28 ottobre 1936 si trovava in Spagna, arruolato nel battaglione Garibaldi. Disperso il 23 novembre a Casa de Campo, sul fronte di Madrid.

Di Quirico Canu, anch’egli minatore, nato a Buddusò (SS) il 30/11/1900, si hanno poche notizie. Sconosciuta è la data di emigrazione. Una nota del generale Pozas nomina Canu caporale della XIIª Brigata Internazionale; ferito al braccio destro a Majadahonda, cadde sul fronte di Argallen nel febbraio del 1938.

Scarne anche le informazioni che riguardano Lucio Melis. Nato a Sassari nel 1902, raggiunse la Spagna  nel luglio del 1937, proveniente dall’Algeria. Perse la vita il 28 agosto dello stesso anno a Farlete.

Secondo la testimonianza del combattente Giovanni Caria, anche Gianmaria Nuvoli (SS) morì nel conflitto. Arruolato nel battaglione Garibaldi, rimase ferito a Guadalajara nel marzo del 1937.

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Per approfondire, si consiglia la lettura:
– “La Spagna nel nostro cuore”, edito a cura dell’AICVAS, Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna.
– “L’ombra lunga dell’esilio: ebraismo e memoria” a cura di Maria Sechi, Giovanna Santoro, Maria Antonietta Santoro.
– Centro Studi Sea.  Ammentu, Bollettino storico, archivistico e consolare del Mediterraneo. N. 1 gennaio – dicembre 2011

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