Carnevale

Coriandoli coloratissimi che volano dappertutto e di cui non riesci a liberartene neanche a pagarli, le stelle filanti che vengono soffiate dai bambini più piccoli e si attaccano alle scarpe, un mucchio di gente rigorosamente mascherata che ti saluta e ti abbraccia e tu, naturalmente non riconosci, essere coinvolta accidentalmente al centro di una battaglia di schiuma tra ragazzini urlanti, ed uscirne con i capelli (appena asciugati al limite della perfezione) completamente impiastricciati, fare una fila interminabile e, quando tocca a te, scoprire che hanno appena terminato le frittelle.  Tutto questo, per avere, anche quest’anno, un ulteriore conferma che rafforza le tue considerazioni più certe: il Carnevale è proprio una festa di M****.

 

Ho aperto la parentesi carnevalesca solo per Voi, per dovere di cronaca siamo a febbraio e dovevo pur accennare a questa festa che ci fa ritornare tutti piccini piccini (…), se fossi stata egoista, non ne avrei proprio parlato, questa festa non mi va giù…

Mi sono promessa che l’anno prossimo prenderò in considerazione l’eventualità di un travestimento in maschera, voglio sperimentare da dove si tiri fuori tutta questa gioia derivante dal mettersi addosso un pezzo di stoffa colorata, travestirti da qualcosa che nessuno capirà mai, aspettare per 4 ore che la sfilata inizi, lanciare mucchi di coriandoli in aria senza una motivazione apparente, salutare gente che non si conosce, e morire dal freddo.

Ne riparleremo (fortunatamente tra 12 mesi).

 


 

Un po’ di musica

TamuritaCosa c’è di meglio, in pieno inverno (che da me è sinonimo di monotonia pura), di una bella giornata dedicata alla musica dal vivo?

 

È quello che è successo ieri in paese, una vera maratona musicale che ha visto la partecipazione di vari gruppi, tra i quali i Tamurita, gli Almamediterranea (sì, si scrive tutto attaccato…), i Tuned, Quelli tra palco e realtà, i C.s.i., i 5TONsHZ (dovreste sentire la voce incredibile della cantante) e tanti altri.

Il concerto, realizzato a scopo benefico per aiutare una bimba con un grave problema di salute, è stato dunque, oltre che un divertentissimo avvenimento, anche un’occasione per aiutare una famiglia in forte difficoltà… insomma, si è riusciti ad unire l’utile al dilettevole.

 

La serata, iniziata alle 17 e finita tardissimo, è stata innanzitutto una bella opportunità per sentire della bella musica, dar spazio alle band della zona, risentire (e rivedere!) con piacere Sergio dei Tamurita e avere una bella conferma riguardo gli Almamediterranea, la BandaBardò versione regionale (chissà se mi permetterebbero questo accostamento…).

 

Aggiungo inoltre, mi sembra giusto annotarlo, che stavolta la serata non prevedeva la presenza di balli di gruppo, liscio e quant’altro, né solitari fisarmonicisti buttati sul palco, né cabarettisti, questo per farvi capire che si trattava di una serata ben diversa dalle solite, con musica di tutt’altro genere e dunque con un pubblico più giovane. Insomma, come si usa dire da queste parti, vista la rarità di serate musicali di questo tipo, un chiodo nel muro potevamo pure appenderlo!

 

Il filo conduttore del concerto era quasi sempre lo stesso, rock rock e rock (ma anche hip-hop e folk) con canzoni reinterpretate e in vari casi inedite, gli Almamediterranea che hanno fatto ballare (e cantare) la piazza con Beppeanna e Sardabanda (non vorrei aver sbagliato il titolo…) e il gran finale con i Tamurita e la loro musica contagiosa (dovrebbero iniziare una tournee a breve in tutta l’Italia, perciò se doveste sentire il loro nome nelle vostre città, vi consiglio di andare a sentirli, ne vale la pena).

 

Per quel che mi riguarda, mi sono divertita un casino, io adoro la musica e lì in mezzo mi trovavo proprio bene. Peccato solo che per un motivo o per l’altro mancavano diverse persone (una, tramite cell, però era come se ci fosse)… Ma come si fa a non uscire proprio in questa occasione? Mah, se tutte le domeniche fossero così, per me sarebbe veramente fantastico!

Certo, un po’ stancante stare lì in piedi dalle 17 fino all’una, mangiare qualcosa al volo e rischiare una polmonite visto il vento e il freddo, ma tutto questo è niente di fronte a della bella musica.

 

Spero che la stessa allegria, la stessa gioia che si provava ieri in piazza grazie alla musica, arrivi presto anche nel cuore della piccola e della sua famiglia, che ogni applauso e ogni parola a lei dedicata possa esserle di conforto in questo momento buio.

La musica può avere anche questo potere? Io credo di sì…

Buon 2008

May God bless and keep you always,

May your wishes all come true,

May you always do for others

And let others do for you.

May you build a ladder to the stars

And climb on every rung,

May you stay forever young,

Forever young, forever young,

May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,

May you grow up to be true,

May you always know the truth

And see the lights surrounding you.

May you always be courageous,

Stand upright and be strong,

May you stay forever young,

Forever young, forever young,

May you stay forever young.

May your hands always be busy,

May your feet always be swift,

May you have a strong foundation

When the winds of changes shift.

May your heart always be joyful,

May your song always be sung,

May you stay forever young,

Forever young, forever young,

May you stay forever young.

 

 

 

Possa Dio benedirti e proteggerti sempre

possano tutti i tuoi desideri diventare realtà

possa tu sempre fare qualcosa per gli altri

e lasciare che gli altri facciano qualcosa per te

possa tu costruire una scala verso le stelle

e salirne ogni gradino

possa tu restare per sempre giovane

per sempre giovane per sempre giovane

possa tu restare per sempre giovane

Possa tu crescere per essere giusto

possa tu crescere per essere sincero

possa tu conoscere sempre la verità

e vedere le luci che ti circondano

possa tu essere sempre coraggioso

stare eretto e forte

e possa tu restare per sempre giovane

per sempre giovane per sempre giovane

possa tu restare per sempre giovane

Possano le tue mani essere sempre occupate

possa il tuo piede essere sempre svelto

possa tu avere delle forti fondamenta

quando i venti del cambiamento soffiano

possa il tuo cuore essere sempre gioioso

possa la tua canzone essere sempre cantata

possa tu restare per sempre giovane

per sempre giovane per sempre giovane

possa tu restare per sempre giovane .

 

 

Mi sono permessa di rubare queste splendide parole scritte da Bob Dylan (e voglio inoltre precisare che la traduzione serve esclusivamente a me, so benissimo che tutti i miei Lettori conoscono alla perfezione l’inglese…) per augurarvi un Felice Anno Nuovo pieno di grandi soddisfazioni…

 

 

 

 

 

 

Un bacione a tutti

Scene dei… crimini

Serata molto divertente quella di ieri, una festa organizzata in poco tempo e che ha visto la partecipazione di alcuni gruppi della mia zona.

Come solitamente accade da queste parti, quando viene organizzata qualcosa all’ultimo momento, la gente che vi partecipa è molto poca, quasi a voler collegare l’improvvisazione dell’evento come qualcosa di necessariamente scadente e noioso.

La serata non è stata niente di tutto questo, e si è data la possibilità a diversi ragazzi di far sentire la loro musica (e il loro livello di comicità grazie a siparietti molto… originali!) a un paese con una mentalità un po’ troppo ristretta in questo campo; allo stesso tempo è stata data a noi una serata in più per uscire e per sentire della musica che non fosse necessariamente legata ai balli latino americani e alla musica sarda.

 

A chiudere i festeggiamenti, domenica ci penseranno i Pap’n Skar (ditemi che ho scritto giusto...!), che ho scoperto essere quelli che hanno fatto saltare i nervi a mezza Italia ogni volta che passava in tv uno spot Tim e di cui, sinceramente, in paese potevamo fare a meno.

Ma che faranno mai questi 2 ragazzi?

Per il loro genere di musica non credo sia necessario un gruppo che li supporti (non ne ho la più pallida idea), ma poi, avranno intenzione di cantare tutta la sera “Stasera la luna ci porterà fortuna”? Spero di no, anche perché dalle previsioni pare che domani sia un’altra giornata nuvolosa, e del loro talismano portafortuna potrebbe non esserci traccia.

 

Qualche anno fa, rimanendo sullo stesso genere, avevo visto l’esibizione di Neja (questo l’ho scritto bene!)…

Spettacolo tristissimo.

L’organizzazione aveva lasciato le sedie di fronte al palco e, come è giusto che sia, erano state occupate soprattutto da anziani… Riuscite ad immaginarvi la scena con la cantante circondata dai ballerini che cercava di far alzare le mani al pubblico e li invitava a muoversi un po’?

Naturalmente le signore erano immobili nelle loro sedie e faticavano anche ad applaudire.

In quel momento mi sono vergognata per lei.

 

Sempre in tema di serate, questa settimana ho assistito all’esibizione di Sergio Sgrilli, il comico di Zelig, che mi ha fatto morire dalle risate.

Bravissimo, con il suo accento toscano, non è riuscito subito a conquistare il pubblico per via di alcune battute (per me invece divertentissime) che, forse, non sono piaciute a tutti… o sarà stato semplicemente per via del freddo? Mah, probabilmente non lo sapremo mai!

Alla fine comunque è riuscito a prendere in mano lo spettacolo e a dare il meglio di sé affrontando un argomento a noi molto vicino e chiudendo con una bella parolaccia in sardo che, visto il contesto, ci stava tutta. E bravo Sgrilli!

 

A presto!!

 

Giorni di festa

Non ho più avuto un momento libero per aggiornare il blog, ma vi assicuro che la mancanza di tempo non è dovuta a una mia iscrizione al fan club di Gigi, a una lettura approfondita dei tarocchi da parte del Mago Joseph o a un ascolto irrefrenabile delle canzoni di Mariottide. Niente di tutto questo!

 

E’ solo che nel mio paese siamo nel pieno di festeggiamenti religiosi con tutto ciò che ne consegue, luna park, feste, uscite, fuochi d’artificio, bancarelle e tutto ciò che serve per rianimare un paese in piena catalessi. Così non potevo certo non partecipare a questo “risveglio” di massa, anche a costo di sacrificare gli aggiornamenti del mio blog e le letture dei vostri…

 

Ma come non resistere al fascino della bandierine colorate di fronte alla tua camera, che mosse dal vento fanno un casino allucinante in piena notte, o ai botti sparati in strada che ogni volta ti fanno saltare dalla paura, al mal di piedi dovuto ai tacchi alti, alle urla dei bimbi festanti che per l’occasione non vanno neanche a scuola e te li trovi dappertutto più pestiferi che mai?

E no, nessuno può opporsi a questa allegria che ogni anno, alla seconda domenica di ottobre, invade il mio caro paese e si allungherà per il resto del mese. Un’ultima boccata d’aria che segna ufficialmente la fine dell’estate e al termine ci farà piombare in un lungo letargo che finirà solo col avvicinarsi del Natale. Bisogna gustare ogni momento, insomma.

 

La festa è iniziata venerdì sera. Un folto gruppo di persone sedute di fronte al palco che ascoltano una commedia sarda divertentissima, interrotta continuamente dalle risate del pubblico.

Doveva essere così… molto probabilmente era questa l’immagine che si era formata nelle menti dei componenti del Comitato e nei pensieri della gente…!

La verità è che ci siamo ritrovati di fronte a una tragedia che ripercorreva qualcosa di Eleonora D’Arborea. La vita? No. I pensieri? No. Le azioni? Neanche. Non ho la minima idea di cosa volessero rappresentare.

Dopo una prima parte dove cercavo seriamente di ascoltare il dramma (e di capirci qualcosa), per una sciocchezza causata da un fraintendimento con Sara, abbiamo iniziato a ridere e non abbiamo smesso fino alla fine, riuscendo persino a distrarre un signore della fila vicino, che ha iniziato a ridacchiare dopo aver sentito una mia battuta (cosa che poi si ripeterà 2 giorni dopo in chiesa, stavolta con una signora).

Fatto sta che questa rappresentazione teatrale è stata un vero fiasco, con pochissime persone ad ascoltare solo perché in questo modo avevano un posto per sedersi.

 

Sabato era la volta della classica gara poetica dialettale, dove tre poeti/cantanti (is cantadores) trattano un argomento richiesto dal pubblico e lo improvvisano. Qualche anno fa con il mio gruppetto avevamo tentato di proporre un tema ma c’è stato subito impedito… perché, che male c’è a proporre “L’isola dei Famosi”? Fallimento a parte, noi che di sardo stretto ne capiamo ben poco, sappiamo bene che il sabato è il giorno dedicato all’altra piazza, ossia al luna park con la musica assordante, le risate, i pettegolezzi, le chiacchiere e gli incontri.

 

La domenica è invece il giorno più impegnativo, la messa solenne con la musica delle launeddas, con “sa sraba” (botti rumorosissimi esplosi dal sagrato della chiesa), processione con tanto di cavalieri, gruppi folk e tanta gente… Pranzi che non finiscono più, la folla in giro dal pomeriggio, fuochi d’artificio e per finire la serata in piazza, divertentissima (e stavolta davvero) grazie al gruppo teatrale de Lapola, che ci ha fatto morire dal ridere dall’inizio alla fine grazie ai personaggi di Katy Manca, Sant’Andrea Frius, On. Splendido, Romeo e  Giulietta etc. etc. Bravi davvero, e non hanno niente da invidiare ai comici più affermati di Zelig (d’altronde anche Geppi Cucciari era partita proprio da qui).

 

Oggi ci aspetta un’altra serata poi qualche giorno di pausa, poi un’altra festa nei dintorni e poi di nuovo qua… insomma, un periodo festaiolo.

Come ogni anno sono stati 4 giorni molto divertenti, tra annunci importanti con relativi segreti da mantenere, figli presunti, risate a non finire, qualche malumore, case magiche, foto a suggellare i diversi momenti…

Insomma, a atrus annus!

Do Re Mi

E’ con sommo piacere che Vi annuncio che in questi giorni ho ripreso in mano la chitarra classica e non solo per darle una pulitina come potrebbero credere i malpensanti.

Ebbene sì, questo avvenimento che potrebbe sembrare irrisorio per molti è invece un episodio molto importante per la sottoscritta e, come tale, non potevo non renderne partecipi i Miei Lettori che sono rimasti a casa, lontani dalle mete turistiche mondane.

 

  • Sei brava?” – Non proprio, o almeno dovremo prima approfondire la scala di misurazione in cui il termine brava può essere accettato.-
  • Conosci tutti gli accordi?” – Sì, se lasciamo perdere quelli di difficoltà media e alta. Ma scusate, non fate troppo i pignoli e non soffermatevi sulle piccolezze, please!-
  • “Sapresti suonare gli spartiti di un canzoniere?” –Ma certo, se il canzoniere lo conosco già a memoria e gli accordi sono stati riveduti e corretti-

 Ma allora perché c…. rompi?” 

Mah, per il semplice motivo che suonare è prima di tutto una passione, con il corso ci ho speso dei soldi che devono essere giustificati, devo far conoscere al mondo intero che questa blogger è persino una… musicist no, cantant no… ex aspirante apprendista musicale!

 

Inizierò il post facendo un breve excursus sulla mia carriera da chitarrista, caratterizzate da dure lezioni, ore e ore di apprendimento nella più severa disciplina senza mai aver tempo per 2 chiacchiere o due risate con i compagni di corso, oggi anch’essi grandi chitarristi a livello rionale.

Tutto iniziò nel lontano 2000 quando decisi, assieme a due care amiche, di intraprendere il difficoltoso cammino verso l’arte più nobile, la musica, e piene di tanti buoni propositi ci iscrivemmo al corso.

I nostri migliori intenti però svanirono già dopo la seconda lezione, quando ci obbligarono a studiare “Marina” che poi, tra le altre cose, divenne il nostro cavallo di battaglia e sarà oggetto di risate e battute che continuano tuttora .

 

Fu questo, il periodo più proficuo della mia carriera musicale; accantoniamo per cortesia il mio primo vero debutto canoro all’età di 8/9 anni con la canzone  “Marco se n’è andato e non ritorna più” di fronte alla mia classe. Da quel momento in poi odierò la Pausini in ogni sua manifestazione e forma, tortellini inclusi.

 

La vita è piena di difficoltà, e questo si sa, e un grosso ostacolo si frappose tra me e lo studio della chitarra: il barrè. Lo ammetto, l’ho sempre detto.. Le difficoltà non fanno per me! Dopo aver abilmente raggirato il problema con un semplice cambio di accordi, il definitivo colpo del K.O. arrivò al momento di accordare la chitarra da sola, senza l’aiuto del maestro. Dopo estenuanti tentativi, coadiuvati da aggeggini vari, dovetti accettare la realtà dei fatti.. Suonare la chitarra scordata non è il massimo e, in attesa di momenti di apprendimento più fruttuosi, la appoggiai in un angolo della mia camera.

Dopo 5 anni era ancora lì, con espressione triste e solitaria e non chiedeva altro alle mie mani se non… una leggera spolverata. Ma qui si vede l’artista che c’è in me e con un atto estremo di coraggio (grazie anche alla rottura di un’unghia che mi ha costretto ad abbandonare la french manicure che adoro) ho ripreso il plettro in mano e sulle note di “Leggero” di Ligabue ho iniziato a canticchiare (e sì, il corso prevedeva anche lezioni di canto)…

 

…Leggero

nel vestito migliore

nella testa un po’ di sole

ed in bocca una canzone…

“La finestra” ?

Ho comprato il cd dei Negramaro nello stesso giorno in cui ho comprato un libro per un nuovo esame. Il cd l’ho quasi imparato a memoria, il libro è stato aperto una sola volta (e anche per sbaglio).

 

Con questo cd ORIGINALE in mano mi sento proprio una brava cittadina che aiuta la discografia italiana, permetterò ad altri giovani di pubblicare i propri cd, dico stop alla pirateria, l’audio è migliore e bla bla bla (non si sa mai che qualcuno della SIAE passi di qui).

 

E con il LIBRO (e non fotocopie) continuo ad assicurare alla cultura.. (beh, questa del libro non la ricordo molto bene..).

 

Io devo ascoltare un paio (alla sarda = alcune)  di volte le canzoni per poter esprimere un giudizio sul cd: al primo ascolto solitamente il voto è negativo, alla seconda è decisamente migliorato e man mano che vado avanti  ne vengo conquistata sempre di più fino a che, inizio a stufarmi e mi perde un po’ di valore.

In questo preciso istante, per esempio, non posso fare che lodarlo e riempirlo di complimenti. Sì, sono quasi le 21.00 e posso dirvi che “La Finestra” è un piccolo capolavoro. I testi parlano quasi tutti di Ammmore ma le musiche sono molto originali. C’è una traccia nascosta poi, che non so definire né bella né brutta, semplicemente stravagante…!

 

Per un libro è molto diverso: mi basta leggere la prima pagina per capire i vari modi in cui si possa materializzare la noia, e uno di questi è proprio quello di concretizzarsi tra le pagine di un libro di storia dell’ottocento da studiare in piena estate. Premesso che adoro la storia contemporanea, ma Cavour, Garibaldi, Robespierre e Marx a luglio perdono il loro fascino e, l’attrattiva che avrebbero in altre circostanze, su di me svanisce con l’aumentar del caldo.

 

Ora, tornando al cd, qualcuno mi può dire perché, mettendo il disco nel computer i nomi delle tracce sono quelle del vecchio album 000577 ? Cos’è, un nuovo modo di fare pubblicità, questo? Io lo trovo veramente seccante e mi sa di riciclo. Non è che la SIAE vuol fare la furba?

 

Mi fanno pagare un cd sui 18 euro e l’hanno masterizzato pure male? E poi si lamentano che la discografia italiana non vende più, almeno facessero bene il loro lavoro… Oppure, che senso ha aver cambiato il nome alle tracce?

Era da un po’ che non ne compravo un cd appena uscito, costano troppo, addirittura in certi negozi superano i 22 euro… Ed è un peccato, perché con questi prezzi alti non si fa che penalizzare i “pochi” appassionati che continuano a comprare gli originali.

Una delle mie canzoni preferite, che in realtà si chiama “Tu ricordati di me” , nel mio cd compare con il nome “Notturno”  … mistero!


Esami di Stato

Oggi sono iniziati gli esami di maturità per tanti ragazzi e i servizi dedicati a questo argomento ormai non si contano più.

Si va dall’intervista allo psicologo fino ad arrivare ai suggerimenti del dietologo, dai consigli per superare l’ansia a quelli per dormire meglio, dai segreti su come copiare senza farsi beccare dal prof, fino ai pareri dei vari opinionisti sparsi per i programmi tv, che ti confidano che il segreto per superare al meglio gli esami è studiare (beh, grazie) e rimani per un attimo sorpresa quando scopri che i prezzemolini della tv hanno conseguito il diploma: incredibile!

Così ogni anno, alla fine di giugno, vengono rispolverati vecchi servizi, i classici ragazzi che vengono intervistati alla fine della prova (uno che consegna il compito alle 11.30 scommetto che ha scritto veloce solo per essere intervistato), le indiscrezioni sui temi e le solite domande e avvertimenti che occupano buona parte dei telegiornali. Io che l’esame ormai l’ho superato già da un po’, in questo periodo non posso che ripensare alla mia maturità che, se per molti risveglia brutti ricordi, per me ha rappresentato un periodo molto bello, che va oltre i soliti stereotipi dello studio intenso, della notte prima degli esami passata insonne e bla bla bla.

Come un flashback ricordo che per me, che sono l’ansia fatta persona, è stato un periodo tranquillissimo, divertente, in cui ho studiato pochissimo perché proprio non ne avevo voglia e me ne andavo al mare. Fui costretta a impiegare parte del mio tempo ad aiutare nello studio un’amica alquanto ansiosa e intimorita, mentre per me anche questi pochi giorni che ci separavano dall’esame erano già vacanza . Mi sono divertita un casino, le prove andarono bene, ricordo di un giorno in cui si era scatenata una corsa per accaparrarsi gli ultimi banchi (chissà perché!) e come al solito arrivai ultima, con i primi posti che aspettavano solo me. Quando stavo già per prendere il posto mestamente, ecco che mi sento chiamare.. Era un mio caro (?) compagno che mi aveva conservato un posto indietro e continuava a sorridermi. Capì, in quel momento, che sarei stata sommersa da domande di ogni genere che aspettavano risposte, ma allo stesso tempo fui pure aiutata da questa persona da cui non mi sarei mai aspettata un simile atteggiamento. Andò tutto alla grande, molto meglio che nelle mie previsioni con complimenti finali da parte della commissione per il saggio breve e le congratulazioni da parte di una prof con cui non c’era mai stato un buon rapporto. Un giorno da incorniciare e che ricorderò per sempre.

La maturità rappresenta il passaggio dalla sicurezza della scuola, della tua famiglia all’incertezza del futuro, dell’università o del lavoro, ma solo dopo averla conseguita ti accorgi che cosa simboleggia.
Si chiude una porta, un bel periodo nonostante gli alti e bassi che sono stati sempre presenti, si apre un portone gigantesco la cui strada è difficile, piena di problemi, dubbi, perplessità e tante volte avresti voglia di ritornare in quel mondo così ben organizzato, con il tempo e il programma scandito che è stato rappresentato dalla scuola.
Tutto questo per dire che l’esame di Stato è qualcosa che ti aiuta a crescere, ti fa pensare, ti mette di fronte ai primi problemi veri della vita, rappresenta quasi uno spartiacque mentre tutti lo collegano a un semplice pezzo di carta o a qualche formula da studiare tendendo sempre a banalizzarlo. Per quel che mi riguarda, oggi come oggi ritornerei volentieri tra quei banchi, tra quei compagni, però con una mentalità diversa e nella consapevolezza di godermi tutti quegli attimi, tutte quelle emozioni che solo l’ambiente scolastico ti sa dare.. Però a una condizione: educazione fisica non la facevo prima e non la farò neanche dopo, sia chiaro (neanche per fare numero quando manca una pallavolista), siete avvisati, non contate su di me!!!

Le ultime parole famose…

Oggi lascio la parola a quelli che, forse, avrebbero fatto prima a star zitti…

  • “La fama di Picasso sfiorirà rapidamente” Thomas Craven, critico d’arte 1934
  • Non esiste un compositore più incapace di Giuseppe Verdi.Gazzette musicale de Paris, 1853
  • “-Romeo e Giulietta, Shakespeare-, un dramma, in sé, dei peggiori che io abbia mai sentito“. Samuel Pepys, critico 1662
  • In futuro un computer potrà forse pesare solo 1,5 tonnellate.La rivista Usa “Popular Mechanics”, 1949
  • Penso che nel mondo ci sia mercato forse per quattro o cinque computer.Thomas Watson, presidente della Ibm, 1943
  • Sei fortunato che non sei un mio studente. Non prenderesti un buon voto per un tale progetto [Linux]. Andrew S. Tanenbaum a Linus Torvalds
  • I videogiochi non influenzano i bambini. Se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole e ascoltando musica elettronica ripetitiva“. Marcus Brigstocke, comico inglese
  • Questo cosiddetto “telefono” ha troppi difetti per poterlo considerare seriamente come mezzo di comunicazione“. Comunicazione interna della Western Union, 1876
  • “Entro sei mesi la gente si stancherà di stare a guardare quella scatola di legno chiamata Tv.Darryl F. Zanuck, presidente della 20th Century Fox, 1946.
  • Oggi è praticamente impossibile trovare terre ancora sconosciute“. Comitato dei Consiglieri di Isabella di Spagna, 1492
  • I miei figli non hanno alcuna ambizione politica.Joseph Kennedy, padre di John e Bob, 1936
  • La borsa ha ormai raggiunto una notevole stabilità economica“. Fisher docente USA di economia, il 17 ottobre 1929
  • Lasciamo perdere: con un film così non si incassa neppure un cent.” Direttore della Metro Goldwin Mayer, a proposito di “Via col vento”, 1936
  • La band è OK. Ma liberatevi di quel cantante con i labbroni“. Produttore di programmi per la BBC, dopo una audizione dei Rolling Stones, 1963
  • Non li vogliamo. La loro musica non funziona e le band che usano chitarre sono fuori moda.Un portavoce della Decca Records, riferendosi ai Beatles, 1962
  • “Lei ha un dente scheggiato, il suo pomo d’Adamo sporge troppo e parla troppo lentamente. E chiuda la porta quando esce!”. Il direttore della Universal, al provino di Clint Eastwood, 1959
  • Ho viaggiato perché volevo fare esperienza, ma sono ormai tre anni che sono all’Inter e penso proprio che non me ne andrò più“. Christian Vieri
  • “Ho un contratto di due anni col club bianconero, non avrei problemi ad andare in B. Ero orgoglioso di essere juventino prima, lo sono anche adesso“. Fabio Cannavaro alla vigilia dei mondiali 2006
  • “Il calcio ci ha insegnato ad aspettarci di tutto, ma rimontare 3 gol a questo Milan, sarebbe fantacalcio…“. Piccinini nella finale di Champions 2005
  • “I nostri avversari della semifinale riceveranno da noi ciò che sanno fare meglio: una pizza! Auf Wiedersehen, ItalianiBild, giornale tedesco, prima di Italia-Germania 2006
  • “Noi abbiamo impiegato 80 anni a battere l’Italia. E adesso tocca a voi aspettare 80 anni per batterci. L’ultima volta è stato nel ’78 in Argentina e allora dovete avere pazienza fino al 2030 o 2040.” Platini, da La Gazzetta dello Sport, vigilia della finale dei Mondiali 2006 tra Francia e Italia

Estiqaatsi

L’estate del 2007 è alle porte e, nonostante il tempaccio di questi giorni, dovrebbe finalmente arrivare il caldo (per sapere esattamente il numero di nuvole che passeranno tra mezz’ora sulle nostre teste, siete pregati di seguire Studio Aperto integralmente) e potrò arrostirmi in spiaggia fino a settembre. Ma qual è la canzone che ci tormenterà per tutta l’estate, che ci farà rinnegare la nostra passione per la musica, che detesteremo fino a spegnere la radio, che ci porterà a riscoprire la lirica?

Ci mancano un po’ a tutti i ritornelli di “Chiuauaaa”, “3 Parole Sole Cuore Amore” e “la Canzone del Capitano”. Quanti di voi ancora sentono questi capolavori musicali? Su, ammettetelo, siate coraggiosi.. E dai..!!!

Bene, dimenticatele. Tra qualche giorno o al massimo una settimana saremo bombardati da canzonette create ad arte, come a voler dire che d’estate diventiamo più deficienti del solito e ci meritiamo queste robette. Tra le opzioni io ci metto:

  • “1 kg di Zucchero” (e non ho il bisogno di dirvi il nome dell‘autore. Canzone insopportabile il tanto giusto);
  • “Bruci la Città” di Irene Grandi (sono allergica a questa cantante e questa brutta allergia si estende anche alla sua musica.. Peggio del polline);
  • “La compagnia” di Vasco, (e questa mi piace, che ci posso fare..);
  • “Raffaella è mia” di Tiziano Ferro (devo riascoltarla, non posso giudicare). Il video è molto carino;
  • “Tuka Kulos” della Lecciso…

Sì, avete letto bene.. Non c’è bisogno di stropicciare e spalancare gli occhi.. Pure la Lecciso (sì, nessuna omonimia, lei in persona) ha deciso di propinarci il suo brano, convinta che sarà il sucCesso dell’estate.. Estiqaatsi (il Grande Capo..!) dico io.

Ho avuto l’onore di sentire in anteprima il brano grazie alla trasmissione di Fiorello e Baldini e devo confessarvi che stavo morendo dalle risate, più per i commenti che per la canzone; far passare pezzi del brano improvvisamente, mentre intervistavano gli ospiti, era veramente divertente.

Ma guardali, si sono tutti riversati su google a cercare la canzone della Lecciso! “Muovetevi, ritornate nel mio post, non ho ancora finito!! ……..”

….. ….. ….. “Oh bravi, rieccovi”.
Dunque.. Tuka kulos è una canzone porta fortuna (così ha detto), un brano terapeutico; appena una fan (ha pure dei fans? Non ci posso credere) le ha proposto il pezzo, la Lecciso pare sia tornata di buonumore e, da brava donna che è, ha deciso di farne regalo a noi… Gentilissima, non trovate?
Era da un po’ che non la si vedeva in giro, doveva pur sparare qualche cosa e ora siamo veramente nei guai. Ma questa non ha nient’altro da fare? Non ha una famiglia, dei bimbi pestiferi che la facciano correre da una parte all’altra come fanno tutte le mamme del mondo? Non ha un lavoro? Ma pensa tu, me la devo ritrovare pure in veste di cantante con l’intenzione di rovinarmi l’estate. Almeno voglio che questi mesi siano rovinati da qualcuno che lo fa per professione, non dalla prima venuta, non credete?

Tra la musica che già viene passata nelle radio si annida il virus che ci colpirà in questi mesi, i consigli sono sempre gli stessi: stare lontani dai luoghi di contagio, coprirsi bene le orecchie per eventuali cori improvvisati, evitare bruschi passaggi da musica decorosa a canzonette indecenti. Ai primi sintomi di canticchio convulsivo, recarsi immediatamente al concerto del cantante preferito (e in questo, confido nei vostri gusti musicali). Ricordatevi: sarà dura, ma passerà pure questa!