Il Paese è Reale?

Anche la Sardegna è caduta.

 

E malamente, aggiungerei.

Sì, e la cosa fa irritare perché non solo c’è stata la nauseante affermazione di Berlusconi pure in terra sarda, ma perché per una volta che potevamo contare su una personalità di sinistra oltremodo accettabile e affidabile si è deciso che non andava bene.

Non andava bene perché la sua folle idea di voler percorrere una strada diversa dallo sfruttamento indiscriminato dell’ambiente a favore di uno sviluppo e di un’innovazione più sostenibile rappresentava un qualcosa di irrealizzabile e inconcepibile per la massa, attratta dai soliti discorsi qualunquistici del premier.

 

Lo sapevo io, che abito a due passi dal mare, che tutta questa zona gli avrebbe consegnato la vittoria su un vassoio non d’argento, ma d’oro: Soru qua ha perso perché in alcuni paesi ha avuto meno del 30 % di preferenze. Paesi notoriamente di sinistra che hanno affossato il proprio pensiero politico. E non c’è da stupirsi. Ho sentito tanti discorsi di gente arrabbiata perché erano finiti i tempi d’oro delle costruzioni sulla costa, persone arrivare a dire che la “gente onesta” ha il diritto di costruirsi la casa al mare…

 

A me però rimane nella mente lo sfacelo avvenuto in questi anni appena passati, e non riesco a essere ottimista di fronte a queste considerazioni. Non ce la faccio, non ora.

So solo che immensi cubi di cemento, realizzati tipo alveare con lo scopo di creare più appartamenti possibili, hanno irrimediabilmente distrutto un paesaggio incantevole.

Un’intera collina a ridosso sul mare completamente ricoperta di cemento, travi e mattoni.

Troppo faticoso pensar di costruire con un minimo di criterio e farlo nella zona più a valle; ai turisti la nuova disposizione non sarebbe piaciuta, avranno pensato in molti, avrebbero dovuto fare qualche passo in più mentre così, con un po’ di fortuna, da alcune abitazioni potrebbero tentare l’impresa emozionante di tuffarsi in mare direttamente dalla finestra.

 

Ma grazie alla vittoria di Berlusconi non ci saranno più problemi, l’idea di una bella passata di cemento anche sulla spiaggia non credo sia poi così irreale, non sarebbe giusto impiastricciare di sabbia i turisti che prendono il sole, per carità, potrebbero portare meno soldi.

 

E grazie al Premier molti pensano che saremo ricoperti di Euro dalla testa ai piedi, certo, almeno fino a quando i turisti non capiranno che per vedere certi ambienti possono far meno strada andando a Rimini o a Riccione. Io sono del parere che chi sceglie la Sardegna lo fa per il mare pulito, per le spiagge ancora poco frequentate, per i paesaggi incontaminati, per l’archeologia e la tranquillità. E basta. Chi vuole solo il divertimento, non viene qui, e noi dobbiamo proporre un turismo alternativo a quello che offrono le altre regioni d’Italia, dobbiamo preservare il nostro ambiente.

 

Solo il 40 % dei sardi l’ha capito. Purtroppo.

 

Elezioni Sardegna: 1 sezione su 1812

Non so come andrà a finire, ma permettetemi di analizzare il risultato di Baradili che è stato il primo comune a terminare lo spoglio.

Baradili (nome a me sconosciuto fino a pochi minuti fa), che con i suoi 95 abitanti è il comune più piccolo della Sardegna, ha decretato come suo presidente Renato Soru con 43 voti, seguito a larga distanza dalle 22 croci per Ughetto (dato che ci sono, ricordo pure una preferenza per Sollai)…

Un plauso  per la saggezza dei suoi abitanti, mi sembra più che giusto!

 

Elezioni Regionali

 

Che queste elezioni rappresentino qualcosa di più di una semplice votazione regionale, lo dimostra anche il fatto che una zona tutto sommato piccola come questa in cui vivo, sia divenuta in questi giorni una golosa attrazione per i leader dei vari schieramenti.

 

Ieri Renato Soru, oggi Antonio di Pietro e stasera Ugo Cappellacci, in via del tutto eccezionale senza l’accompagnamento dell’onnipresente Silvio Berlusconi che per una serata ha dato, stranamente, piena fiducia al suo pupillo. Costretto a stare in piedi da solo e addirittura a parlare, questo di oggi sarà un banco di prova molto importante per Ugo, a cui mandiamo i nostri migliori auguri per una serata all’insegna della tranquillità e lontana dai pericoli dell’agitazione e dell’ansia.  

Conoscendo il Premier però non è detto che sbuchi da qualche pilastro della sala, nel caso ve lo comunicherò al più presto.


Per quel che mi riguarda, ho assistito al comizio elettorale del Presidente della Regione, chiaramente parlo di Soru, in una sala troppo piccola per ospitare tutti, ma abbastanza raccolta per trasformare il dibattito politico in una riunione più informale.

 

Sono stati toccati i temi a noi più vicini, tra tutti voglio ricordare la base militare con il conseguente aeroporto che il governo vorrebbe far sorgere sulle nostre spalle (a tal proposito il ministro La Russa, pochi giorni fa ospite alla base, ha dichiarato che la comunità vuole questo aeroporto (?) e quindi si farà) ma osteggiato fortemente da Soru che non ci sta a veder gravare le servitù militari sulla Sardegna; si è discusso inoltre di un problema che a noi tocca particolarmente, ossia  le costruzioni sulla costa in una zona a vocazione turistica come questa, e che certamente ha causato non pochi malumori a chi pensava di arricchirsi con la cementificazione.

 

Interessante l’analisi sulla campagna elettorale condotta da Berlusconi, perennemente in Sardegna quasi a voler offuscare il suo stesso candidato che viene sempre lasciato in ombra (seduto, dietro di lui e che parla solo nei minuti finali) e che occupa il tempo a parlare del Milan, a raccontare barzellette impronunciabili e a fare battute quanto meno vergognose.

Le maggiori tv private sarde, tra l’altro, sono in mano al centro destra, così come il maggior quotidiano diffuso nell’isola, ed effettivamente è più facile trovare un’intervista a Soru sui quotidiani (e canali) nazionali che non su quelli regionali.

 

Ha parlato in modo schietto, non ha fatto le sensazionali promesse elettorali che poi svaniscono dopo l’elezione, e d’altronde basta vedere i risultati che ha ottenuto negli ultimi anni per capire che lui ha svecchiato la politica sarda.

La sua politica ci porta a ragionare diversamente, non più una Sardegna che sta dietro agli altri a testa bassa, ma una regione che può dire la sua, che può brillare di luce propria potendo contare sulle sue peculiarità che la rendono unica. E per fare questo è necessario proteggere l’ambiente, salvaguardare il territorio dall’aggressione di un’urbanizzazione scellerata e incontrollata, che ti permette di guadagnare per quei tre mesi estivi e vivere con i sussidi per il resto dell’anno…

La ricchezza della popolazione è una questione importantissima, ma proprio per l’importanza che riveste non può essere effimera e precaria, ma durevole, persistente, da ottenere mediante il rispetto dell’habitat che tanto ci viene invidiato.

 

E’ tanto difficile realizzare questo progetto?

Forse sì, e comunque non sarà affatto facile, ma almeno è un programma adatto a una realtà particolare come quella sarda che deve fare della salvaguardia del suo territorio il punto forte.

 

Che dire… si è capito da che parte sto?

 .

Espatriare? Si può fare…

Se qualcuno, 4 giorni fa, mi avesse detto che Berlusconi e quell’arrogante di Bossi avrebbero stravinto in questo modo, che la sinistra sarebbe rimasta fuori dal parlamento e il Partito Democratico sarebbe rimasto staccato di così tanti punti, non avrei esitato un secondo ad additarlo come un pazzo, completamente fuori di testa.

 

Ma ora chi si può fregiare dell’aggettivo di ingenuo? Io, assieme ad un’altra percentuale di connazionali che hanno sperato fino all’ultimo che fosse tutto un enorme sbaglio e che dalla famosa porta di Bruno Vespa uscisse un Luca Barbareschi a dirci che era tutto un bluff (candidatura per la Sardegna compresa), o quella enorme massa di italiani che hanno dato la loro fiducia all’omino di Arcore?

 

Non lo so… probabilmente è tutta la società ad essere fuorviata, un Paese in cui un partito secessionista ottiene un simile successo e che non vede la presenza della vera sinistra nel suo Parlamento non può essere in salute, anzi, è da ricovero, e purtroppo in questo caso il medico sta messo peggio del paziente.

 

E a me, ad essere curata da questo medico, proprio non va!

 

Non riesco ad accettarlo, punto e basta. Non vedo nulla di buono nella presenza al governo di un numero così importante di leghisti rappresentati da un tizio che a parte Roma Ladrona e Padania non pensa ad altro, non mi va di veder rappresentato il mio bel Paese da un faccione rossastro tutto denti e capelli finti e non mi va che quando incontro qualcuno all’estero creda anche solo per un momento che anche io abbia votato per lui. No, non ci sto.

 

Ma forse Montanelli aveva ragione, quando diceva che Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi al Quirinale e Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità si ottiene col vaccino.

Gli italiani solo così capiranno chi è in realtà questo signore…

 

Sono delusa, amareggiata e anche preoccupata per il nuovo corso che sta prendendo la politica italiana, non riesco a trovarci niente di positivo, vedo tutto buio, ma so anche che sono in buona compagnia. Vediamo che combineranno Berlusconi e tutta la ciurma, nella speranza che ci restituiscano l’Italia ancora tutta intera (in ogni senso). 

 

Mentre aspetto che questa fase politica si interrompa velocemente, auguro a tutti di poterne uscire incolumi, senza troppi danni, e ancora fieri di essere italiani.

Buona fortuna a tutti, ce ne serve, eccome!

 

Sto dall’altra parte, quella che simpaticamente il premier ha definito «coglioni». Credo che tutti i giovani, figli di ricchi o di poveri, debbano avere gli stessi diritti allo studio e uguali possibilità nell’affrontare la vita; credo nella magistratura, nella sua indipendenza, e che tutti possano difendersi qualunque sia il conto in banca, quindi non credo alle trame; credo nella libertà di espressione, cioè giornali e televisioni liberi di criticare il potere; credo che non debbano esserci prevaricazioni né leggi ad personam, per sé, familiari o amici; credo che la pace debba sempre vincere sulla guerra; infine credo che non si debbano imbarcare fascisti e neonazisti per un pugno di voti. Non mi fido di chi ha avuto cinque anni e li ha spesi male. E non ho mai sopportato quelli che fanno promesse e non le mantengono.

Enzo Biagi

Dedicato a Superman

 

Al grido di “Rialzati Italia” oggi alle 8 ero già in piedi… Tutto lasciava presagire una giornata tranquilla e ordinaria come le altre, ma quello che avrebbe cambiato il resto della mattinata si stava caricando lentamente sulla pagine di un sito internet.

 

Ragazzi, con un sentimento misto di imbarazzo, turbamento e ilarità vi dico:

Meno Male che Silvio C’è.

 

Sì… Silvio.. quel Silvio.. Il Silvio… suvvia, avete capito!

 

Messo da parte il vecchio inno di Forza Italia, un certo Vantini ha deciso che fosse il momento di introdurre nella scena politica italiana una musica appositamente composta per il mai dimenticato Berlusca, una ode che dia una scossa a tutto il movimento e che, effettivamente, sta riscuotendo un sacco di consensi tra i sostenitori del Tg4 e di cui ne diventerà, presto, la nuova sigla d’apertura. 

 

Il nuovo cantastorie si appresta, purtroppo, a far entrare nel dimenticatoio il compianto Apicella che relegato nel suo buio stanzino sta studiando la contromossa… si narra che, mosso da un raptus di scrittura compulsiva, abbia deciso di comporre a sua volta un  canto di lode per Obama.

 

E ora, per tutti voi…

 

A Silvio


Si è detto troppo
e anche di più
Si è usata pure la musica contro
Oggi canto anch’io
E dico che
Menomale che Silvio c’è

Non ho interessi politici
E non ho neanche immobili
ho solo la musica
E penso che
Menomale che Silvio c’è
Ci hanno provato
Scrittori e comici
Un gioco perverso
di chi ha già perso
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
La musica suona senza colori
ma i riferimenti sono reali
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogni
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Canto così
Con quella forza
che ha solamente
Chi non conta niente
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
l’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è…

 

A chi interessasse, assieme all’acquisto del cd verrà venduta una bella maglietta azzurra con il ritornello stampato a caratteri cubitali a soli 15 €, la suoneria per il cell fortunatamente è in regalo.

 

Detto tra noi… piano piano, sottovoce..

E’ palese che questa mossa a sorpresa riaprirà tutti i giochi… e dire che aveva la vittoria ad un passo…!

 

Dimenticavo, ecco i link dove potete assaporare al meglio la nuova canzone:

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=17306

www.menomalechesilvioce.it/Homepage.html

 

…Buon ascolto… 

Schede e risultati

Vi avevo detto o no che le elezioni quest’anno stavano scatenando l’interesse di tutti i miei compaesani arricchite da scenette divertenti e al limite della comicità?
Bene, dopo aver compiuto il mio dovere di brava cittadina, sono stata praticamente costretta a seguire lo spoglio delle schede e devo ammettere che non si smette mai di imparare qualcosa.

“Vai a seguire lo spoglio che voglio sapere chi vince..”
“Ah, se fosse stato di sera ci sarei andato ma devo lavorare e non posso”
“Muoviti, è tardi!”.

Accanto a questa simpatica imposizione familiare, si è aggiunto il mio pensiero personale: “Sono pur sempre il futuro del paese” (vedi post precedente) ed essendo tale non posso esimermi dal sapere in anteprima chi avrà il compito di governare il mio avvenire e poi un po’ per la curiosità dell’“evento”, una telefonata qua e una là e decidiamo di andare.

Con tanta buona volontà mi fiondo a scuola dove una marea di gente stava seguendo in trepida attesa tutte le mosse degli scrutatori, e ci mettiamo in fondo alla sala.
Ecco le uniche parole che sono riuscita a captare tra il caos generale: “323 – riscontro – c’è caldo – scheda – c’è vento – chi vince – togliti la maglietta – 310 – fanculo – tanti auguri – non è ancora finito, mi stai portando sfiga – 324 – chiudi la finestra – congratulazioni, assessore – ma se sto perdendo – ahaha era per farci due risate – state zitti – contesto – valida – contesto – passami il libro – domani devo assolutamente comprare i sacchetti per l’aspirapolvere – voto nullo – mi sono persa Centovetrine -“.

Questo era ciò che sentivi in ogni sezione, ma la parte più interessante era vedere le espressioni dei miei concittadini (tra l’arrabbiatura e la felicità estrema), cercare di carpirne i discorsi (in questa occasione sempre molto coloriti) e soprattutto vedere gli sguardi d’intesa, segni di approvazione, pacche sulle spalle e sentire frasi del tipo “Abbiamo vintoooo!!” verso il neo-sindaco da persone che, un secondo prima, l’avevano spudoratamente criticato.

Cosa ho guadagnato da questa serata? Un mal di testa allucinante, un mal di gola che non mi passa nonostante la terza aspirina, ma anche tre ore di divertimento e pettegolezzi.

Cosa c’ho perso? Un pomeriggio di studio (che sarebbe stato più urgente..) e un po’ di autostima perché, mentre ero obbligata a seguire una sola sezione per via della troppa gente, un’amica che se ne stava comodamente seduta in poltrona a casa sua, mi avvisava dei risultati di tutti i seggi tramite sms, grazie a conoscenti molto più informati (e mobili) di me.
Della serie: se fossi rimasta a casa ne avrei saputo molto di più.

Ma dai, sono esperienze pure queste, giusto?

Dopo un mese di campagne elettorali cruente (non si era mai vista una cosa simile prima d’ora), promesse, discorsi infuocati ed eccetera eccetera si è concluso questo periodo entusiasmante e il mio caro paese ritorna a dormire sonni tranquilli, in attesa del prossimo risveglio che avverrà tra 5 anni.

Sogni d’oro a me, ai miei concittadini, a tutta l’amministrazione comunale, oppositori e maggioranza.

Zzzzzzzz ronf!