La voce della verità

eiar

Durante il Secondo conflitto mondiale a far aumentare l’avversione al fascismo, a volte inconsapevole, in una opposizione sempre più aperta, contribuirono i bombardamenti delle città, la scarsità di risorse alimentari, le notizie sconvolgenti che arrivavano dal fronte. In questa situazione la radio di regime non poteva più soddisfare la ricerca di verità degli italiani e l’ascolto di trasmissioni clandestine divenne sempre più diffuso, benchè proibito, in tutto il Paese.

Radio Londra iniziò ad essere trasmessa in lingua italiana dalla BBC a partire dalla crisi di Monaco, nel 1938. Già allora, con il decreto regio del 1938, il fascismo pose delle limitazioni all’ascolto delle radio estere finchè, con lo scoppio della guerra, ascoltare Radio Londra divenne illegale.

La polizia era impegnata costantemente nella ricerca di chi, anche all’interno delle mura domestiche, seguisse le trasmissioni non allineate al regime e più volte il Tribunale Speciale arrivò a giudicare numerose persone, come l’impiegato cagliaritano Giovanni Musu condannato a una pena di cinque anni.

Se a Radio Londra una delle voci più celebri per gli ascoltatori divenne quella del colonnello Stevens, per gli ascoltatori antifascisti dell’EIAR i discorsi più interessanti erano quelli pronunciati da “lo spettro”, una voce misteriosa che per lungo tempo rimase senza nome.
A partire dal settembre 1941, durante la trasmissione “Commenti ai fatti del giorno” di Mario Appelius, famigerato propagandista del regime, le conversazioni dei giornalisti venivano costantemente interrotte dalla “voce della verità”, che  ribatteva alle loro affermazioni e spiegava la vera realtà della guerra.
Era la voce del sardo Luigi Polano, già membro del Partito comunista e poi agente del Komintern, incaricato da Togliatti di gestire l’emittente clandestina del partito e di inserirsi sulla stessa frequenza dell’EIAR, cosa che riuscì a fare. Da dove avvenissero le trasmissioni è ancor oggi un mistero: nè Polano, che rievocava con allegria orgogliosa quell’esperienza, nè Togliatti, che fu l’artefice di questa operazione, hanno mai voluto rivelarlo.

Dirà poi D’Onofrio: “Tra le tanti ipotesi sulla loro dislocazione, non mancarono quelle che Radio Milano Libertà (e Polano) trasmettessero dalle Alpi o da impianti mobili spostantisi da una regione all’altra del Paese”.
Ma il segreto è ancora tale.

Ciò che è noto, è che fino al giorno della liberazione di Roma, avvenuta il 4 giugno 1944, la radio clandestina tenne in allarme l’Eiar e il regime, senza che Mussolini fosse mai riuscito a bloccare o a rintracciare l’origine della trasmissione antifascista.

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