La preistoria parte I: il Paleolitico

immagine4
Reperti Grotta Corbeddu, Oliena

Per lungo tempo gli studiosi hanno limitato la presenza dell’uomo in Sardegna al Neolitico, periodo in cui grazie allo sviluppo della navigazione vennero abitate anche le isole più piccole del Mediterraneo.

Saranno due importanti ritrovamenti a spostare la prima presenza dell’uomo al Paleolitico inferiore: nel 1955 le tracce di focolari con carbone e ossa di animali estinti nella Grotta di Ziu Santoru a Dorgali e, soprattutto, nel 1979 il rinvenimento nel Riu Altana di Perfugas di numerosi strumenti in selce realizzati con la tecnica clactoniana (percussione obliqua) tipica, appunto, del Paleolitico.

Le perplessità riguardanti il Paleolitico sardo furono dovute al fatto che gli studiosi non ritenevano possibile che in tempi così remoti l’uomo fosse riuscito a costruire complessi mezzi di navigazione per poter raggiungere l’isola. Semplicemente non era la giusta chiave di lettura. Centinaia di migliaia di anni fa la piattaforma costiera della Sardegna, della Corsica e delle isole dell’arcipelago toscano era emersa, e il continente era separato dalla Corsica da un canale di poche miglia.
In questo modo raggiunsero l’isola diverse specie di animali, come il Cynotherium Sardous, e probabilmente anche l’uomo. Questo spiegherebbe anche la tecnica clactoniana utilizzata per gli strumenti di Perfugas, tecnica di lavorazione molto simile a quelle rinvenute nella penisola.

Se al momento non sono ancora state rinvenute tracce che possano essere ricondotte al Paleolitico medio, molto importanti sono i ritrovamenti riguardanti il Paleolitico superiore. Nella Grotta Corbeddu di Oliena (così chiamata perchè leggenda popolare la volle abitata dal celebre bandito Salis, noto con l’appellativo Corbeddu) sono stati rinvenuti strumenti in pietra risalenti a 14.000 – 8.000 anni fa, parti di un cranio umano con particolarità tali da far presuporre l’esistenza di un Homo sapiens sardo e ancora una falange umana, che documenta la presenza dell’uomo nella zona a partire almeno da 20.000 anni fa. Sono stati scoperti inoltre alcune ossa di Megaceros Cazioti appuntite, incise o lisce, fatto che fa pensare a una lavorazione da parte dell’uomo.

Ma l’uomo rinvenuto nella Grotta Corbeddu, come sarebbe arrivato nell’isola?
Gli studiosi convergono sul possibile attraversamento, da parte di gruppi di uomini che già conoscevano qualche tecnica di navigazione, del canale tra Corsica e continente durante il suo massimo restringimento avvenuto, appunto, 20.000 anni fa.

[Segue…]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...