Area mineraria di Baccu Locci

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Situato nella zona interna del Salto di Quirra nel territorio di Villaputzu, a poca distanza dalla bella spiaggia di Murtas, il villaggio di Baccu Locci si estende lungo le sponde dell’omonimo torrente, in un contesto naturalistico di straordinaria bellezza.

I primi insediamenti umani scoperti nella zona risalgono all’età nuragica; lungo la strada che porta all’area geomineraria sono presenti la tomba dei giganti di “Bruncu Pedrarba”, corridoio sepolcrale megalitico, e i resti del nuraghe Mannu.

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Tomba dei giganti

Lo sfruttamento a fini produttivi iniziò nell’Ottocento, quando si provò l’estrazione della galena e della blenda, estrazione che non risultò conveniente per la presenza di minerali minori che rendevano difficile il processo di separazione.

Alla fine del secolo la situazione cambiò con l’arrivo dei francesi, che acquisirono i diritti della miniera.
All’inizio fu l’ingegnere francese Emile Jacob a gestire la cava, dedicandosi all’estrazione di rame, antimonio, argento, arsenico e ferro.

Nel 1919 la cava fu affidata in subconcessione alla “Compagnia Miniere del Laurium” che arrivò a impiegare una cinquantina di lavoratori. Dal 1933 seguì un periodo di inattività (dovuta alla scarsa redditività della miniera), che durò fino al 1938, quando la società Rumianca acquisì il complesso per la presenza di arsenopirite, molto richiesto per l’impiego nell’industria chimica.

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Laveria

Fu in questi anni che l’area mineraria crebbe notevolmente: vennero ammodernizzati gli impianti, costruita la laveria per la lavorazione dei minerali, la diga per la produzione di energia elettrica, il sistema di teleferiche usate per trasferire il materiale estratto dai cantieri alla laveria (necessarie per superare il dislivello di 200 metri). Tutto intorno vennero realizzati uffici, dormitori, officina. In questi anni l’attività mineraria di Baccu Locci raggiunse il maggior numero di lavoratori impiegati, circa seicento.

I grandi investimenti nell’area non furono però utilizzati per tutelare la salute dei lavoratori. Le condizioni di vita degli operai restarono difficilissime.
Mancava un sistema di ventilazione forzata, le perforatrici a umido, e tutti quegli accorgimenti che avrebbero permesso di evitare l’inalazione dei veleni da parte dei minatori.

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Macchinari per l’attività estrattiva

A partire dalla metà degli anni ’50 iniziò, anche per la miniera di Baccu Locci, la fase di decadenza che terminò nel 1965 con la cessazione definitiva dell’attività estrattiva.

Oggi il sito di Baccu Locci è diventato un importante esempio di archeologia mineraria e industriale.
Lungo i tornanti che salgono fino ai 500 metri di quota, tra boschi di leccio e di olivastri, tra incantevoli laghetti e aree pic-nic, è possibile visitare una trentina di edifici storici e rari impianti industriali.
Il primo edificio che si incontra nell’area è la grande laveria, recentemente ristrutturata; a seguito della risistemazione non è più presente, al suo fianco, il traliccio in legno della teleferica.
Tutto intorno sono visibili altri caseggiati, ovvero ciò che resta degli uffici, dormitori, magazzini e dell’officina, dove oggi sono sistemati vari macchinari dell’epoca.

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Sbarramento artificiale

Dalla laveria è ben visibile il piccolo bacino artificiale, la diga Riu Mummusa, che non essendo ancora stata interessata dalle azioni di bonifica (effettuate recentemente nell’area), continua a registrare alte concentrazioni di Arsenico e Zinco.

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Galleria San Riccardo

A poca distanza dalla diga è possibile notare alcuni ingressi minerari, tra i quali spicca la galleria San Riccardo, il cantiere più produttivo della cava.

Risalendo lungo i tornanti si arriva al villaggio di Baccu Locci a 370 metri s.l.m., dove sono visibili le vecchie case del borgo, disseminate lungo i versanti del torrente.

Tutta l’area del Salto di Quirra ha una notevole importanza dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e storico, che vale la pena preservare dall’incuria del tempo: un luogo che custodisce lo scorrere dei secoli, ripercorrendo le tracce che vanno dal nostro passato più recente alla nostra storia millenaria.


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Per approfondire l’argomento:

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