Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

La Ville Lumière

Stavo di fronte alla tv, quel venerdì sera.
E non chiedermi cosa ho provato quando ho visto le prime immagini. Rabbia, preoccupazione, angoscia, dolore? So solo che guardavo impietrita la gente affollata nello stadio, i tavolini divelti, quelle luci blu.
E poi il Bataclan. Durante un concerto rock… potevo esserci io, poteva esserci un’amica, potevi esserci tu lì dentro, a cantare, saltare, ballare. E’ accaduto allo stadio, al ristorante, al concerto, al bar. Luoghi vivi. Sì, intimi per te e per me.

129 cittadini del mondo hanno perso la vita in questo bellissimo paese chiamato Francia.
La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che è stata elaborata durante la Rivoluzione francese, rappresenta ancor oggi uno dei più alti riconoscimenti della libertà e della dignità umana, quella libertà che consiste nel potere di fare ciò che non nuoce ai diritti altrui. Già lo si pensava nel 1789, a Parigi, e neppure andava di moda!
Ma oggi, a distanza di 226 anni si cerca, nuovamente, di mettere in discussione un concetto così importante.

Tra le vittime degli attentati avvenuti a Parigi, compaiono anche diversi musulmani, assassinati da un gruppo di criminali annebbiati dal fanatismo religioso, lo stesso fanatismo che nel Medio Oriente uccide ragazze musulmane che vogliono andare a scuola, donne accusate di adulterio o che si rifiutano di indossare il velo. Che si muoia in Francia, in Tunisia, in Libano o nel resto del mondo non importa, sempre morte è.

Questa inaudita violenza ci ha portati a guardare con diffidenza al mondo islamico, ancora con più preoccupazione rispetto a prima. A titoli di giornali xenofobi, a interviste discutibili, si affianca la voglia di chiarezza, la necessaria ricerca del nemico da abbattere una volta per tutte, che arriva a prendere le sembianze di un mostro impalpabile. Tutti ormai parlano di terrorismo islamico, mettendo in evidenza il legame tra l’Islam e il terrore. Ma sono stati dei criminali ad uccidere. Non è stata una religione, non è stato un paese, non sono stati gli islamici tutti, così come non sono stati gli italiani tutti a mettere le bombe alla stazione di Bologna o a uccidere Falcone e Borsellino. Sono criminali che hanno nomi e cognomi terreni, e che si elevano a una sorta di dio immaginario, che nulla ha a che vedere con la vera religione.
Gli imam che in questi giorni hanno intonato la Marsigliese a Parigi, sono musulmani nemici dell’Occidente o sono francesi nemici dell’Isis?

Sai, l’Islam proibisce l’uccisione di civili, donne, uomini, bambini che siano. Chiunque uccida se stesso sarà punito per l’eternità nel fuoco dell’inferno. Questa è la religione islamica. Tutto il resto è un’interpretazione errata, folle, è fanatismo omicida.
Il fondamentalista terrorista è contro i principi fondamentali dell’uomo. Contro la democrazia, contro i diritti delle donne, contro l’istruzione, contro tutto ciò in cui io e te crediamo, libertà, fratellanza, uguaglianza. Il nemico da combattere è allora l’organizzazione, è l’idea che semina morte, non la religione usata come scudo, come punto d’unità per l’indiscriminata violenza.
E nonostante tutta la rabbia, il dolore, la preoccupazione che abbiamo provato alla visione di quelle immagini provenienti dalla Francia, non dovremmo dimenticare che il mondo continua anche fuori dal dorato confine Occidentale. Capiremmo così che la verità è ancora più ampia di ciò che ci vogliono far intendere.

Perchè le vittime di questo nuovo odio, e la cosa forse ti stupirà, sono soprattutto musulmane… Che ruolo ha, allora, la religione?

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