Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Un Anno sull’Altipiano

E’ che quando mi fisso su qualcosa, per diverso tempo finisco col focalizzare i miei pensieri su quello specifico argomento, cerco di approfondirlo, di capirlo, e perchè no, quando possibile di immedesimarmi in esso.
Ed è accaduto anche stavolta.
Non che la cosa mi dispiaccia o mi arrechi un benchè minimo fastidio, sia chiaro, ma quando questo pensiero è così forte dal dover dire: “Potrei addirittura farne un articolo sul mio blog”, beh, sappiate che probabilmente non ho raggiunto, ma bensì superato, quel sottile confine tra la pazzia e il non ho nien’altro da fare che va parecchio di moda oggi.

Per assecondare la follia, nel mio comodino è comparso il libro di Emilio Lussu, Un Anno sull’Altipiano, ricercato avidamente nella biblioteca impolverata di paese. L’ho letto tre volte di seguito, lo adoro, e ora rientra pienamente di diritto tra i libri che devo assolutamente comprare.

Ma facciamo un passo indietro, e capiamo chi è l’autore.
Per i pochi che non lo conoscessero, Emilio Lussu nasce ad Armungia (CA) nel 1890 da una famiglia benestante. Completati gli studi di Giurisprudenza a Cagliari, si schiera con gli interventisti affinchè l’Italia entri in guerra contro gli imperi centrali. Prende parte al Primo Conflitto Mondiale come ufficiale della Brigata Sassari, rendendosi conto dell’assurda carneficina che è la guerra e della disciplina militare pretesa da generali impreparati e spietati.  Dopo la guerra è tra i fondatori del Partito Sardo d’Azione, per il quale viene eletto deputato. Arrestato nel 1926 per aver ucciso un fascista durante un’aggressione, sebbene assolto per legittima difesa, viene deportato a Lipari, da dove evade pochi anni dopo fuggendo a Parigi. Fonda il movimento “Giustizia e Libertà”, protagonista della Resistenza, pubblica i suoi libri, tra cui Un Anno sull’Altipiano, e nel 1943 rientra clandestinamente in Italia, dove è tra i dirigenti della Resistenza e del suo partito. Dopo la liberazione viene eletto più volte come ministro, è deputato dell’Assemblea Costituente, e diventa senatore del Partito Socialista Italiano. Muore a Roma il 5 marzo 1975.

La sua opera più famosa, Un Anno sull’Altipiano, è uno dei libri più interessanti sulla Grande Guerra.
L’anno è quello che va da giugno 1916 a luglio 1917, un anno di continui assalti a trincee inespugnabili, di battaglie inutili e morti assurde; l’altipiano è quello di Asiago.
Lussu, che pure era stato un acceso interventista e si era battuto con grande coraggio durante tutta la guerra, assume un atteggiamento fortemente critico nei confronti dei comandi militari dell’epoca. Nel libro è ben evidenziato l’atteggiamento dei generali impreparati e presuntuosi, incapaci di rendersi conto dei propri sbagli, disposti a sacrificare migliaia di vite umane pur di conquistare pochi palmi di terreno. Sempre più spesso i generali finiscono col essere considerati come dei veri nemici dai combattenti, che addirittura pensano ad un ammutinamento generale.
Il racconto è narrato in prima persona, ed Emilio Lussu, più che raccontare, è come se vivesse la guerra sotto i nostri occhi. Così, appena iniziamo a scorrere le prime righe, Un Anno sull’Altipiano ha la forza di riportarci in quei terribili anni, farci vivere la terribile esperienza della trincea, degli assalti che lasciano sulla “terra di nessuno” i cadaveri dei nostri amici, fa conoscere l’umanità dei soldati semplici, i racconti dei combattenti e le loro personalità così differenti. Perchè se nel libro prevale l’angoscia e l’insensatezza della guerra, non mancano spazi dedicati alla vita più tranquilla, col pensiero rivolto alle famiglie lontane, le letture per far passare i momenti d’attesa, o ancora il lato comico di alcune situazioni che non solo strappano il sorriso ma addirittura esplodono in una fragorosa risata.

Sono passati cento anni dalla Grande Guerra, e se davvero per capire il presente e orientarci nel futuro è necessario conoscere il passato, cosa a cui io credo fermamente, non si può non approffittare di questa occasione per approfondire un pezzo di storia così tragico e così vicino a noi.
D’altronde non saremmo lontani dalla realtà, se pensassimo ai nostri nonni o bisnonni come protagonisti di questo libro…

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