Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Alluvione in Sardegna

Tutta la fascia orientale della Sardegna ha una caratteristica che la distingue dal resto dell’isola: piove pochi giorni all’anno, ma quando succede, in una manciata di ore si possono raggiungere facilmente i 100 o 200 mm e arrivare, in determinati casi, a superare abbondantemente i 300 e i 400 mm. Le basse pressioni in transito sul nord Africa apportano piogge molto abbondanti e se seguono certe dinamiche, sono potenzialmente dannose. A complicare le cose c’è poi l’orografia: lo Scirocco fa impattare le nubi cariche d’acqua con le montagne scatenando nubifragi violenti e spesso localizzati. Nel frattempo, se il vento che soffia impetuoso da sud-est ingrossa il mare,  lo sfociare dei fiumi viene ostacolato e le acque vengono respinte nella valle.

Ora. Che il Presidente della Regione vada a dire in tutti i programmi televisivi, che quello accaduto il 18 novembre è un avvenimento che in Sardegna può succedere ogni mille anni, ci fa come minimo storcere il naso, perchè così dicendo vuol far scaricare tutte le responsabilità a un evento meteo che poi, così raro, non è.

Vediamo qualche numero, prendendo in considerazione solo i picchi massimi rilevati nell’isola.

Alluvione ottobre 1951. La madre di tutte le alluvioni, così come viene ancora definita. Cantoniera Pira de Onni: 1354 mm (in 4 giorni consecutivi); Flumendosa I salto: 1322 mm (in 4 giorni); Jerzu: 1040 mm (in 4 giorni); … Paesi del Sarrabus isolati per giorni, con i rifornimenti arrivati tramite elicotteri, storica visita del Presidente Einaudi ripresa dai documentari Luce.

Alluvione novembre 1993.  Muravera e Sarrabus costiero: 440 mm

Alluvione novembre 1999. Uta: 345 mm

Alluvione dicembre 2004.  Villagrande Strisaili: 590 mm (in 6 ore)

Alluvione ottobre 2008. Capoterra: 400 mm (in 3 ore)

Alluvione 18 novembre 2013. Villagrande Strisaili: 545; Villanova Strisaili 522.

Insomma, la matematica non è un’opinione, e tralasciando tutte le numerose alluvioni precedenti agli anni ’90 per la mia mancanza di dati, gli eventi alluvionali più violenti sono riscontrabili a cadenza non decennale ma addirittura quinquiennale. Ma in nessuno dei casi precedenti si è arrivati a contare 17 morti.

Quindi, Presidente, la colpa di ciò che è accaduto è solo della pioggia? Non sarà mica dei condoni fatti dai precedenti governi, che hanno trasformato scantinati in appartamenti abitati da tanti cittadini, e terreni alluvionali privi di valore, trasformati magicamente in terreni fabbricabili? E dell’allerta di criticità elevata neppure presa in considerazione, ne vogliamo parlare?

Perchè se nel momento dell’emergenza, non possiamo di certo spostare case condonate e strade -e quindi parlare di abusi territoriali è alquanto inutile- perlomeno sarebbe necessario avvisare l’intera popolazione di ciò che sta per succedere, chiudere scuole, uffici pubblici, strade a rischio, non tanto per limitare i danni, quanto per salvare vite umane. Non crede?

Se la popolazione è avvisata del pericolo imminente (e quello che stava per succedere, osservando un semplicissimo modello meteo, era spaventoso e prevedibile), si preoccuperà di abbandonare momentaneamente le abitazioni a rischio, non circolerà nelle strade e nei ponti pericolosi (che dovrebbero essere chiusi), non andrà a prendere i bimbi dalle scuole (anch’esse chiuse). So benissimo che con i sè ed i ma non si fa la storia, ma la nostra rabbia deriva dal fatto che gran parte di quelle 17 vite potevano essere salvate, se solo ci fosse stato qualche accorgimento in più.

Anche lo stesso avviso di allerta che viene dato è troppo generico. Gran parte di noi solo in questa occasione ha capito che ci sono diverse scale di pericolo, ma ogni volta che c’è un’allerta meteo, questa viene data senza particolari distinzioni. Perchè non spiegare in modo chiaro cosa dobbiamo aspettarci? Invece, sia che siano previsti 50 mm o 300 mm, il comunicato è sempre uguale, e di fronte alla mancanza di avvisi più concreti, la gran parte dei cittadini non adotta i giusti comportamenti. Cosa possiamo fare, allora? La risposta è semplice, dobbiamo far da noi. E’ vero che dovremo avere il diritto ad essere informati, ma abbiamo anche il dovere di informarci, e grazie a internet possiamo farlo facilmente.

In conclusione, Presidente, non nasconda le reali cause della tragedia dietro il termine a lei caro di evento meteo eccezionale, ma piuttosto si prodighi a capire il perchè e il come è avvenuto tutto ciò, si impegni a migliorare quel che non ha funzionato. E abbia il coraggio di trovare i responsabili senza il timore di perdere qualche voto in vista delle elezioni. Perchè i colpevoli di tutto quello che è successo il 18 novembre, hanno nomi molto più comuni di Cleopatra.

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: