Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Sui luoghi della Grande Guerra

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Per la prima volta sono stata a Gorizia, bella cittadina al confine con la Slovenia, dove ho avuto modo di fare un bel tour nel territorio, visitando i primi giorni soprattutto i luoghi in cui si sono svolte le cruente battaglie della Grande guerra.


E sono proprio questi posti che mi hanno emozionato e impressionato più di tutti, e che sono divenuti per me il simbolo di questo viaggio.

Avete in mente cosa si prova ad entrare dentro una trincea, ad osservare i muretti costituiti da pietra carsica, le bocche delle cannoniere nascoste sui monti, e soprattutto scrutare con reverenziale rispetto i luoghi in cui riposano i nostri caduti in guerra?

 

Io, fino a due settimane fa, non avevo neanche la minima idea di cosa si provasse a ripercorrere quei tragici anni, non pensavo si potesse rimanere colpiti in questo modo di fronte alla semplicità di un monumento, di un muro, di un’infinita lista di nomi o di epigrafi poste a ricordo di quel periodo.

 

Ma la potenza di questi luoghi è che in tutta la loro tragicità eColle S.Elia -Ad un ignoto- infelice verità riescono a far materializzare un pezzo di passato di fronte ai tuoi occhi, a riproportelo come una parte del tuo presente.

Quei fatti che sembrano così lontani non sono solo sterili puntini di inchiostro su un noioso libro di storia, non sono solo date, nomi e luoghi da ricordare…  tutto questo è stato realtà.

 

E se tutti volessero percorrere quei sentieri, se avessero il tempo di osservare quei cunicoli carichi di tristezza, se avessero la voglia di leggere quelle dediche così toccanti e la pazienza di riflettere su quella interminabile lista di nomi, si arricchirebbero di un’utilissima lezione, non solo di storia, ma soprattutto di vita.

Tutte queste sensazioni sono scaturite dalla visita al monte di SanMonumento Colle S.Elia Michele, che fu un vero calvario per i soldati, carico di ferite, di difese, di grosse gallerie, dove gli austriaci utilizzarono il gas mortale contro gli italiani e dove si combatterono le più aspre battaglie dell’Isonzo; sono stata al colle S. Elia, oggi chiamato Parco della Rimembranza, che fino al 1938 ospitava 30.000 caduti della III armata. In questo luogo non erano presenti simboli religiosi ma cimeli di guerra, ciascuno dei quali con una propria iscrizione, mentre oggi troviamo 31 cippi costruiti in pietra carsica.

 

«Agli invitti

Che diedero per la Patria

Tutto il sangue,

Solo è degno di accostarsi

Chi ha nel cuore la Patria»

 

Con queste parole impresse all’entrata e scolpite nell’anima si inizia la visita al Redipuglia.

 

Redipuglia è il più grande sacrario militare italiano e tra i più imponenti d’Europa, in quanto custodisce i resti di 100.187 caduti, di cui solo 39.857 noti.

E’ stato costruito nel 1938 per riordinare l’area cimiteriale del colle S.Elia e si configura come una monumentale scalea-ossario che propone al visitatore il superamento di 22 gradoni in pietra, a simboleggiare l’ascesa delle anime al cielo, fino alle 3 alte croci che rappresentano il calvario.

Il monumento riproduce perfettamente lo schieramento I gradonedi un imponente esercito ben ordinato, con alla base i propri generali caduti duranti il conflitto e al centro, isolata, la tomba del comandante della III armata, il Duca d’Aosta (deceduto nel 1931) che, nel suo testamento, ha richiesto di venire tumulato «…In mezzo agli eroi della Terza Armata. Sarò con essi vigile e sicura scolta alle frontiere d’Italia, al cospetto di quel Carso che vide epiche ed innumeri sacrifici, vicino a quel mare che accolse le salme dei marinai d’Italia».

 

Le lastre di bronzo presenti sull’ampio piazzale, riportano i nomi di luoghi teatro dei sanguinosi combattimenti.

 

In mezzo ai nomi dei soldati caduti, al centro del I gradone, è posta la più grande targa in bronzo presente, dedicata all’unica donna del sacrario.

Si tratta della Crocerossina Margherita Kaiser Parodi, morta a soli 20 anni, che aiutò fino all’ultimo istante i feriti che arrivavano dai campi di battaglia. Fu decorata con la medaglia di bronzo al valor militare, «per essere rimasta al suo posto mentre il nemico bombardava la zona dove era situato l’ospedale cui era addetta.»

Ho visitato il sacrario a pomeriggio inoltrato, con le sfumature del tramonto che coloravano il marmo bianco, le scritte in rilievo dei  –Presente- che si fondevano con i nomi sottostanti perdendo la loro maestosità, con il bronzo delle lastre che luccicava e si illuminava di tinte rossastre, quasi a sottolineare tutta la crudeltà di cui si compone una guerra disumana.

 

«O viventi che uscite

Se per voi non duri

E non cresca la gloria della Patria

Noi saremo morti invano.»

 

All’uscita del sacrario un’epigrafe a suggellare la visita e a ricordare che, questo nostro Paese, con tutti i suoi molteplici problemi, con la sua negligenza, le sue croniche difficoltà e incertezze, rimane pur sempre la nostra Patria da amare, da rispettare, la stessa per cui, i ragazzi di tutti i conflitti –senza distinzioni di tempi e di fortune- offrirono il loro immane sacrificio per la libertà della nostra Italia.

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Colle S.Elia -Soldato ignoto-

 

 

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5 pensieri su “Sui luoghi della Grande Guerra

  1. Bel giro e bella riflessione! Io ho visto alcune trincee sulle dolomiti e mi sono sempre chiesto come facevano a resistere lassù in quelle condizioni! A pensare che io quando esco la mattina presto in scooter maledico sempre il generale inverno!!!

    Passando a cose più frivole, beata te che hai fatto una vacanzina, io volevo assolutamente venire in Sardegna per il ponte del 2 giugno (poi comincio a lavorare) ma non ho trovato nessuno disposto ad accompagnarmi! Disdetta! 😦
    Salutino

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  2. Una bella carrellata di foto con tanto di didascalie…complimenti…
    Ciao, buona settimana 🙂

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  3. Bel post! Pensa che mia nonna ritrovò quasi per caso a Redipuglia la lapide di suo fratello caduto durante la Grande Guerra. Quanto sangue ha bevuto questa terra…

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  4. La pazzia sarebbe stata non cogliere al volo questa occasione e lasciare che una finta razionalità prendesse il sopravvento!!!!!!

    Vedi, sono stati pochi giorni eppure ti hanno cambiato la vita. Ed è un’opportunità a portata di mano e alla portata di tutti!!

    Bellissime sensazioni!

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  5. tante belle foto x un bel post e un bel blog complimenti buon week end ciao

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