Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Sagra 2009

Come è da tradizione, anche in questo aprile 2009 il blog si vestirà di tutto punto e con voce impostata e sguardo severo cercherà, per quel che è umanamente possibile, di impartire una formazione culturale (relativa al folklore sardo) ai suoi affezionatissimi lettori.

 

Non sono indispensabili grosse conoscenze di base, ma prima di leggere il seguente post è consigliabile avere nelle vicinanze un Mamuthones e un Boes per poterne apprezzare al meglio le caratteristiche o, in alternativa, dei campanacci o delle pelli di capra.

 

Ma veniamo al dunque.

Anche quest’anno, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata la sagra più importante della zona, quella che ha come punto di forza una grande sfilata che si snoda per la via principale del paese e che segna ufficialmente l’apertura della stagione turistica in quest’angolo di Sardegna.

 

La sfilata, che attrae migliaia di turisti, vede la partecipazione di una quarantina di costumi sardi provenienti da ogni parte dell’isola, una quindicina di etnotraccas (che in questo momento non ho voglia di rispiegarvi), diversi gioghi di buoi (che stavolta ho visto solo di sfuggita) e alcuni gruppi in maschera protagonisti del tipico carnevale sardo.

 

Se i costumi, bellissimi e caratteristici, sono talmente tanti che alla fine quasi non ci fai più caso, ciò che attira la mia attenzione sono soprattutto i gruppi in maschera, che finiscono per rubare la scena anche alle vere protagoniste di questa sagra, che, in realtà, sarebbero le traccas (i carri).

 

 etnotraccas

 

Quest’anno, ospiti della sagra, sono stati i gruppi di maschere Boes e Merdules di Ottana, Mamutzones di Samugheo, Sos Corriolos di Neoneli e per finire i famosi Mamuthones di Mamoiada.

 

I “Boes e Merdules” di Ottana rappresentano i buoi e i loro padroni.

La stella sulla maschera de “su Boe” è un simbolo di buon auspicio, mentre la maschera de “su Merdule” è molto paurosa perché dovrebbe allontanare il diavolo e la sfortuna.

Accanto a queste figure, nel gruppo di maschere è sempre presente “sa Ilonzana”, una spaventosa vecchietta intenta a filare la lana, che però minaccia continuamente di tagliare il filo che ha tra le mani (e che rappresenta la vita della persona che gli sta di fronte…).

 

Durante il carnevale di Ottana, può capitare di essere trascinati via da un gruppo di “Merdules” e di essere liberati solo dopo avergli offerto un bicchere mentre nell’ultima domenica del carnevale sono proprio loro a ricambiare il favore. E non ci si può rifiutare…

 

I “Mamutzones” di Samugheo comprendono anche le maschere de Urtzu e Omadore -Samugheo-“S’Urtzu” e “su Omadore”.

“S’Urtzu” , che rappresenta Dioniso (Dio che muore e rinasce ogni anno come la vegetazione), è rappresentato da una pelle di capro intera, compresa di testa e viene tenuto legato da “su Omadore”, il suo guardiano, che lo tormenterà fino al sacrificio. “S’Urtzu” durante la rappresentazione cade più volte, per simboleggiare la passione verso la morte. I “Mamutzones”, col volto annerito, sono invece i seguaci de “S’Urtzu” e gli danzano intorno con dei sonagli che tengono lontani gli spiriti malvagi.

 

 Issohadores -Mamoiada-

 

I “Mamuthones” di Mamoiada si accompagnano con gli “Issohadores”.

I “Mamuthones” si dispongono su due file: una colonna procede a piccoli passi muovendo prima il piede sinistro e retrocedendo con quello destro; l’altra fila, al contrario, avanza col piede destro e retrocede con il sinistro. Gli “Issohadores”, vestiti di rosso con pantaloni bianchi, hanno la funzione di catturare le prede tra il pubblico con un lungo laccio, la “soha”.

Questo rituale è una tecnica magica che consiste nel risvegliare le forze produttive della terra dal lungo periodo invernale ed è rimasta intatta nonostante i continui tentativi di eliminazione da parte delle autorità religiose e politiche nei vari secoli.

Si pensa che questa tradizione abbia origini pre-cristiane.

 

Purtroppo non sono riuscita a trovare il significato della maschera de “Sos Corriolos”, ho cercato a lungo ma nulla… Se qualcuno di voi fosse in grado di spiegarmi la tradizione del gruppo di Neoneli, è pregato di scrivere qualche riga. Ne sarei felicissima.

 

Grazie per l’attenzione.

A attrus annus!

 .

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5 pensieri su “Sagra 2009

  1. Che meraviglia, finalmente anche io ho rivisto la sagra dal vivo dopo alcuni anni!!! Bellissima e molto emozionante, soprattutto perchè tutto quello che abbiamo visto “è roba nostra”!!!!

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  2. anonimo in ha detto:

    Buongiorno! Sono Alessandro Cossu di Neoneli, il presidente, fondatore e capoguppo di ” Sos Corriolos ” di Neoneli. Vorrei rispondere in merito alla storia della maschera…La maschera e’ nata nel 2006 grazie al ritrovamento di documenti originali , inediti del ‘700 riguardanti una collezione di poesie del frate gesuita neonelese Bonaventura Licheri, e da manoscritti riguardanti antiche tradizioni dell’ortuerese Canonico Raimondo Bonu . Tali documenti riportano alla luce per filo e per segno antichi retaggi di culti pagani, tra i quali anche quelli che le maschere in quasi tutti i paesi compivano attorno al fuoco..
    La grandezza dei documenti ha avvalorato tradizioni di maschere gia’ conosciute, rafforzandone l’identita’ ,dandole un riferimento temporale e descrittivo,mentre per alcuni gruppi nuovi come ad esempio il nostro ha fatto si che si rispolverassero antichi ricordi da parte degli anziani, e hanno permesso sopratutto la ricostruzione dandoci un’infinita’ di particolari sia sul costume che sulla coreografia.
    Per gli interessati lascio il mio indirizzo di posta , cosi’ se volete posso spedirvi la poesia (Ancora inedita) e i documenti relativi alla maschera (descrizione simbologia e significato)
    Non mi resta che salutarvi!
    Alessandro Cossu
    e mail : alex.parceval@tiscali.it

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  3. E’ con grande piacere che ho letto il commento, aspettavo da tempo una risposta alla mia domanda, e non avendola trovata neppure su internet sapevo che solo l’eventuale passaggio in questo blog di un diretto interessato avrebbe potuto dare la giusta soluzione a questo piccolo enigma.
    E così è stato, e non poteva essere altrimenti visto che la sua riscoperta risale a soli 3 anni fa, motivo che spiega la mancanza di informazioni nella rete!
    Se volesse aggiungere qualche cosa in merito, vedrò di aggiornare la pagina del blog con le nuove informazioni riguardanti la maschera.

    Grazie mille per la sua risposta.

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  4. anonimo in ha detto:

    Tra le antiche maschere pagane sarde “Sos Corriolos” di Neoneli è stata riscoperta di recente grazie al ritrovamento, oltre al ricordo tra gli anziani del paese, di alcuni scritti del 1700 dell’illustre gesuita Bonaventura Licheri e grazie anche al duro lavoro di Alessandro Cossu. La maschera è composta da “sa este” che riveste il corpo e dalla pelle di riccio sopra le spalle, “sos bruccitoso” utilizzati per le braccia, “sos cambales” per le gambe, “su casiddu” ossia il copricapo generalmente di sughero al quale vengono applicate corna di daino o cervo, “s’ossera” posta sulle spalle al posto dei campanacci, “su frucone” un bastone in legno utilizzato “po azzizae su fogu”. Sos corriolos seguono il suono di un corno e si dispongono in cerchio intorno al fuoco, dove nel passato venivano bruciati vivi gla esseri umani.

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  5. Grazie infinite per la precisa descrizione.

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