Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

8 marzo 1917

E la festa della donna è arrivata anche quest’anno, l’otto marzo, puntuale come sempre.

 

Furono le russe a scegliere questa data per ricordare la gloriosa rivolta delle donne di Pietrogrado contro lo zarismo, evento che porterà all’abdicazione del monarca, al diritto di voto per le donne e a violente proteste che si allargheranno a tutta l’Europa. Era il 23 febbraio (corrispondente al nostro 8 marzo) del 1917.

La Conferenza Internazionale delle donne socialiste (successivamente l’Internazionale Comunista), avvenuta a Copenaghen nel 1910, aveva già preso in esame una giornata dedicata alla donna fino a quando venne approvata definitivamente a Mosca nel 1921, definendola “Giornata dell’Operaia” per ricordare il ruolo fondamentale che le donne ebbero nella rivolta avvenuta 4 anni prima.

 

E la storia del famoso incendio avvenuto a New York?

Secondo gli ultimi studi, nessun documento ne parla, o meglio, poco c’entra con la ricorrenza.

L’evento che sarebbe avvenuto nel 1908 e che portò alla morte 129 operaie che morirono tra le fiamme, appiccate dal proprietario come risposta allo sciopero attuato dalle ragazze, in realtà non sarebbe mai avvenuto.

Un episodio simile avvenne in effetti nel 1911, ma il rogo non fu doloso e le 148 vittime erano sia donne che uomini.

 

La storia dell’incendio venne portato avanti dalla stampa sin dagli inizi, creando una sorta di mito, e nascondendo in qualche modo l’inizio del viaggio verso l’emancipazione femminile con cui invece si voleva ricordare la festa dedicata alla donna.

Un punto di partenza, insomma.

 

E oggi?   

Che è l’otto marzo lo si capisce subito… Dai volantini incollati in ogni vetrina, da quelli dei fiorai che sponsorizzano i bouquets di mimose o ripropongono la moda delle più costose rose, a quelli dei ristoratori, che ribattono con simpatici strip-tease maschili e con menù rigorosamente gialli tanto per non uscire fuori tema.

Ecco a cosa si riduce questa giornata per molte donne, per quelle che pretendono il mazzo di fiori, per quelle che prenotano settimane prima la cena nel locale più In della zona solo per vedere uno pseudo tronista chiamato apposta per l’occasione.

Ormai è solo una festa consumistica? Un giorno dedicato al divertimento spensierato?

E il vero significato dove è andato a finire?

Forse si è disperso a causa del profumo invadente della mimosa, è stato schiacciato dal peso del denaro, dalla sopraffazione della villania.

E allora lasciamo perdere le mimose confezionate, i menù dorati e gli spogliarelli che non fanno altro che avvilire l’importanza che questa festa ha avuto e continua ad avere, ridiamo a questa ricorrenza il giusto peso che merita.

 

L’otto marzo, oggi, deve rappresentare il No alle violenze sulle donne, agli stupri, ai maltrattamenti, alle molestie, alle sevizie, alle mutilazioni ma anche alle disparità che sono sempre presenti, basti pensare al lavoro, ai salari, alla crisi economica che stiamo attraversando e che si percuoterà maggiormente sull’occupazione femminile, con le donne che saranno costrette a rioccupare il loro ruolo nel “focolare domestico”…

 

Deve incarnare il dell’uguaglianza, della libertà, del rispetto, dei principi, dei diritti e, appunto, dell’emancipazione.

Emancipazione che non significhi l’elevare la lavastoviglie, l’aspirapolvere, o la lavatrice a icona di indipendenza e libertà dai lavori domestici più pesanti, ma che rappresenti il vero affrancamento, il riscatto dall’oppressione e dalla soggezione.

 

Riusciremo a dare a questa ricorrenza la giusta valenza che le compete, a fare del rispetto per le donne un valore primario in tutti i paesi del mondo, e a far sì che i  veri obiettivi dell’otto marzo non si disperdano nell’aria come il profumo delle mimose?

 

… … …

 

Auguri

 

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2 pensieri su “8 marzo 1917

  1. Ciao, il tuo post è stato citato su Bloggando, blog della redazione di Splinder

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  2. Dopo il commento di bloggando, sappi che ti citerò anche io a riguardo! 🙂

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