Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Un decoder, all’improvviso

 

 

In esclusiva per i miei lettori, in via del tutto eccezionale, ripercorrerò i retroscena dello storico passaggio alla tv digitale che ha catapultato la Sardegna sul tetto d’Europa.

Alla facciaccia vostra, abitanti di un mondo ristretto, arcaico e primitivo.

 

Per voi, estranei alla modernità e alla tecnologia di un certo livello, adotterò un metodo d’analisi particolare. Verranno presi in esame diversi sms arrivati al cellulare della sottoscritta e da questi si cercheranno di carpire gli stati d’animo dei telespettatori di fronte allo storico passaggio al digitale.

I messaggi selezionati ricalcano, dunque, l’aria che si respira nella nuova isola digitale.

 

I mittenti, per questioni di privacy, rimarranno anonimi.

 

 

Ore 9.17      16 ottobre 2008  [L’analogico è stato staccato mezz’ora prima]

“Ma dimmi. Mediaset è sparito anche da te? Ma è sparito causa tempo o è già partito sul digitale? E’ la volta buona che mi converto alla radio”.

 

In questo messaggio leggiamo le perplessità dell’utente, sommate a un pizzico di incredulità e scetticismo. L’utilizzatore cerca disperatamente di trovare delle ipotesi alternative al cambiamento, che però si rivelano del tutto insensate: c’è un totale rifiuto nell’accettare la realtà dei fatti. La parola “sparito” viene usata con insistenza, la domanda si ripete due volte, quasi a sottolineare la difficoltà del momento.

La parte finale indica un trauma dovuto all’innovazione e una minaccia velata di abbandono del sistema televisivo.

Domanda: A cosa si convertirà l’utente alla rivelazione che tra qualche tempo anche la radio passerà al sistema digitale?

 

 

Ore 9.31     16 ottobre 2008

“Hai provato il decoder? Fammi sapere, prendo solo 6 canali…”

 

Questo sì che è un messaggio di speranza. Non si assiste a nessun rifiuto e l’utente si è dimostrato piuttosto svelto ad accettare la rivoluzione in atto. Piccola nota di incertezza è la parola “solo” e i puntini di sospensione finali: anche in questo caso c’è un certo timore e un piccolo distacco verso l’innovazione.

 

 

Ore 14:01     16 ottobre 2008   [Le trasmissioni in digitale sono in funzione dalla mattina]

“Adesso funziona il bastardo. Decoder di merda”

 

Questo utente dimostra invece  una scarsa propensione alla tecnologia se solo alle 14, dopo una lunga mattinata infruttuosa, è riuscito a collegare l’antenna e ad accendere il tasto On sull’apparecchio in questione. Dalla frase è possibile dedurre l’alto tasso di stress provocato dal passaggio al digitale mentre persiste una forte contrarietà e ostilità verso il “nuovo”. Per accentuare il doloroso distacco dal vecchio sistema vengono a tal proposito utilizzate parole come –bastardo- e –merda-.

 

 

Ore 18.30     16 ottobre 2008

“Possibile che non si capisca nulla? Perché cavolo il decoder si blocca? E’ una gran fregatura. Comunque la Rai c’è e pure 7 videolina… boh”

 

Analizziamo attentamente questo messaggio. L’utente è in forte crisi. Le due domande polemiche sono seguite da una secca risposta che non lascia adito all’incertezza. Il termine “fregatura” sta ad indicare una presa di posizione netta, un rifiuto totale alla tecnologia: il passato, l’antico è sempre il migliore. Una piccola apertura viene dal termine “comunque”: nonostante tutto, l’utente si consolerà con la Rai (un fortunato tra pochi), e ci tiene a sottolinearlo, diventando però più umile quando ricorda, sconsolato, di poter ricevere non uno ma altri 6 canali di un’emittente regionale. Questo dettaglio provoca un ulteriore stress emotivo.

 

 

Ore 20:51     16 ottobre 2008   

“La Rai non si vede ancora… In compenso il libretto delle istruzioni ha una sua utilità: schiaccia benissimo le zanzare”.

 

L’ora di invio è importantissima in questa frase, per analizzare al meglio gli stati d’animo. Alle 20:51 sono già passate diverse ore dall’avvento del digitale, e l’utente pare essersi rassegnato. Al disagio provocato dalla non visione della Rai, viene contrapposta una buona dose di ironia arrivando addirittura ad inventare un nuovo utilizzo del libretto, un tempo ostico e crudele, oggi simpatico e piacevole. Da notare però che il rapporto con la novità non è ancora dei migliori: il libretto viene usato come arma impropria, in cui i corpicini, ali e sangue renderanno ormai difficoltosa la lettura del manuale. La mattanza denota uno stato di rivincita, sfociata in un atto di violenza,  da parte dell’utente.

 

 

A voi trarre le conclusioni.

Ci invidiate, eh?

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8 pensieri su “Un decoder, all’improvviso

  1. Cioè, in Sardegna il digitale terrestre è arrivato solo ora?

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  2. E assurdo che dobbiate aspettare quella gran sola del digitale terrestre per poter vedere la tv…
    Ciao!

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  3. @ Ventiseitre: no, nella mia zona ancora non c’era, nel resto dell’isola sì.
    Ma il punto è che a differenza vostra, noi abbiamo solo il digitale in quanto ci hanno tolto l’analogico.

    @ Sagufo: e dei vantaggi che ci avevano promesso non ne abbiamo visto neppure l’ombra. Per ora abbiamo speso solo soldi: niente canali in più (neanche La7, Rai4 e company), non vedo la famigerata qualità audio e video tanto sbandierata e i decoder impazziscono facilmente.
    Un casino totale.

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  4. Innanzitutto, diamo a Cesare quel che è di Cesare!! Rivendico la maternità dei messaggi delle 9.17, delle 14.01 e delle 20.51.

    Alla notizia della radio, che già sapevo, mi convertirò totalmente alla narrativa, ma nel frattempo spero che l’avvento della radio digitale non avvenga mai. Così come spero che tutti i decoder di questo mondo esplodano nei prossimi trenta secondi.

    Sul messaggio delle 14.01 spiego la variante di tempo… alle ore 8.30, il digitale non dava nessun segnale. Poi il decoder l’ho rivisto alle 14, quando ha trovato qualche segnale e qualche canale televisivo.

    Sul messaggio delle 20.51 apprezzo la descrizione, ma le istruzioni sono salve, basta usare il lato copertina per uccidere le zanzare. Tanto quel manuale sarebbe più chiaro persino se fosse scritto in aramaico.

    Detto ciò. Anche se quell’affare inutile fosse la cosa più bella del mondo, non potrei mai entusiasmarmi per una innovazione dovuta a un decreto legge che porta il nome di Maurizio Gasparri!!! E su, siamo realisti!!!

    Se vuoi il mio punto di vista:

    http://www.maialino.it

    Titolo del post: “Affanculo il digitale terrestre”. Tanto per non smentirmi.

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  5. A questo punto vi conviene comprarvi un’antenna parabolica (anche senza abbonamento a sky), tanto per vedere i 7 canali normali in chiaro.

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  6. perchè non indiciamo il primo sciopero nazionale della televisione?

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  7. @ Sara: ahahahah, ma alla fine, ce l’hai fatta a sistemare il tutto o il tuo decoder non ne vuol sapere di caricare altri canali che non abbiano a che fare con Emilio Fede?

    @ Ventiseitre: io ho pure quella, il problema della parabolica senza Sky è che lo sport e diversi film vengono criptati. E lo sport, a casa mia, è il padrone della tv.
    Il problema più grave però è per le persone anziane che vivono di sola televisione: mia nonna mi telefona a casa un paio di volte al giorno per sapere come vedere un programma!

    @ Apostolozeno: ok, ci sto! Ma non il lunedì che sono divisa tra Zelig e l’Isola dei famosi 😉

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  8. Sabato notte tra l’una e le due? 😛

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