Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

A lezione di…

Premessa: dopo aver rivisto in tv il caro Alberto Angela ho sentito il bisogno di dare un’impronta culturale a questo blog, per cui beccatevi queste nozioni di folklore sardo e seguite tutto per bene perché non intendo ripetere; non chiacchierate, prendete appunti, non fate briciole sul blog e non buttate nulla per terra. Grazie.

 

Qualche giorno fa sono stata alla sagra di Muravera, paese confinante al mio, e l’ho vissuta da spettatrice tra i 40.000 (secondo gli organizzatori) o 4.000 presenti (secondo i miei compaesani –un po’ di campanilismo tra paesi vicini non manca mai-) che assaporavano questa gioiosa, allegra e stancante festa. Questa sagra segna l’apertura della stagione turistica per tutto il territorio, è dunque molto importante per testare il primo assalto dei vacanzieri verso le strutture ricettive.

 

Il punto più alto della sagra viene raggiunto la domenica mattina con una grande sfilata che vede la partecipazione dei cavalieri, dei costumi tipici di una trentina di paesi sardi, delle maschere del carnevale sardo e delle etnotraccas, ossia dei carri trainati da buoi o meccanizzati, che hanno lo scopo di inscenare rappresentazioni di vita quotidiana  tipiche della nostra zona e legate al passato.

 

I cavalli sono bellissimi, bordati a festa evidenziano ancora di più la loro eleganza e quest’anno sono stati (almeno nel tratto in cui mi trovavo io) tranquillissimi.

Per quel che riguarda i costumi, a me piacciono soprattutto quelli dei paesi più interni, come gli abiti di Orgosolo e Oliena, caratterizzati da colori molto più vivaci rispetto ai paesi della costa, solitamente più scuri.

 

Ciò che distingue questa sfilata folkloristica rispetto alle altre della Sardegna, è la presenza delle etnotraccas che riproducono spezzoni della vita sui campi. Come ogni concorso che si rispetti, le più belle e originali vengono premiate.

 

 DSCF0621      IMGP0679

 

A tenere alta l’attenzione ci pensano le maschere tipiche del Carnevale sardo, con rappresentazioni molto suggestive che incutono timore non solo tra i bambini ma anche tra gli adulti; può succedere, ultimamente troppo spesso, che alcune ragazze, prese tra il pubblico, vengono trascinate in mezzo alla scena…

 

Le maschere sarde rappresentano un carnevale tragico, basato sul concetto di morte e rinascita,  teso alla commemorazione di Dioniso, dio della vegetazione, che ogni anno muore e rinasce. Il termine con la quale viene definito il carnevale sardo è Carrasecare, parola che etimologicamente significa carne viva da smembrare. I seguaci di Dioniso uccidevano diversi animali per ricordare la morte del dio, sbranato dai titani. Le maschere, vestite di pelli, cariche di campanacci, col volto annerito dal sughero bruciato o da una maschera nera mimano la passione e la morte di Dioniso.

Si muovono in una danza zoppicante tipica delle feste dionisiache e spesso si portano dietro la fune per catturare e legare la vittima. Le figure vestite a lutto piangono la morte del dio e con esso la fertilità della terra che, per un certo periodo, viene a mancare.

 

Quest’anno alla sagra degli agrumi erano presenti:

 

I Mamutzones di Samugheo (dove spicca s’Urzu che indossa come copricapo una vera testa di caprone nero), Urthu e Buttudos di Fonni (con s’Urthu che aizzato dai Buttudos si avventa sulla gente), S’Urzu e sos Bardianos di Ulatirso (anche qui viene indossata una vera testa, questa volta di cinghiale e si assiste al maltrattamento della vittima sacrificale) e per finire i più famosi Mamuthones di Mamoiada con la loro danza tragica e gli Issòhadores che lanciano la fune (soha) tra la folla e porteranno fortuna alla “vittima” catturata.

 

Il fatto che la sottoscritta non abbia mai avuto questo privilegio può effettivamente essere una causa della sua sfiga.

 

Detto questo, grazie per l’attenzione e alla prossima!

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

4 pensieri su “A lezione di…

  1. Bellissime questi avvenimenti. Anch’io una volta mi trovavo in Sardegna e assistetti ad una sfilata improvvisa di mamuthones ed altre maschere.

    Ciao

    Mi piace

  2. Come ho scritto il commento precedente?…

    Mi piace

  3. I mamuthones…bellissimi! Tornerò per leggere tutto il post, l’allergia sta cominciando ad impossessarsi dei miei occhi!

    Mi piace

  4. Che belle le usanze popolari…Ciao 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: