Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Attorno al falò…

Passate tutte le feste natalizie, l’unica festa di paese che ci separa dal Carnevale (che poi quest’anno ho scoperto arriva prestissimo!) è su “Fogu Fogoni” (che sarebbe il fuoco di Sant’Antonio).

 

Al contrario di tutti gli altri posti che festeggiano il Santo come vuole il calendario (il 17 gennaio), qua lo si celebra il sabato successivo e in questo senso non credo che possiamo vantare una tradizione particolare, solo preferiamo farlo di sabato per far partecipare più gente (eh sì, non sembriamo, ma in fondo siamo un paese di furbacchioni). Al contrario di questa, una vera tradizione è quella che la mattina si faccia il fuoco in casa, con i tizzoni ardenti presi proprio dal falò che dovrebbe rimanere ancora acceso fino alla mattina.

Naturalmente, ormai sono solo gli anziani a seguire ancora questo rito…

 

Il fuoco viene acceso dal sacerdote che arriva in processione e contemporaneamente iniziano i fuochi d’artificio. Devo constatare, ahimé,  per l’ennesima volta che il mio caro paesino non ha perso il vizietto di anticipare ogni avvenimento senza nessun preavviso… Così, anche stavolta, mi sono persa tutto il cerimoniale iniziale fidandomi dei cartelloni che, a caratteri cubitali, comunicavano l’accensione alle 19 (in realtà avvenuta 3 quarti d’ora prima) e non riuscendo neanche a vedere un solo fuoco artificiale.

Va da sé che i commenti attorno al fuoco erano in gran parte rivolti a questo piccolo imprevisto, facendo notare che: “Kandu danti alluttu, ci vuriada fetti su predi…” in tono ovviamente sarcastico.

 

Nonostante tutto, la festa è molto carina. Niente di particolare s’intende, ma proprio il fatto che rimanga un avvenimento per pochi rende l’atmosfera intima.

Tra l’altro si cena pure, vengono offerti i panini con la salsiccia, le patatine fritte e le bevande che vengono consumate attorno al falò mentre, più il là, un famoso “cabarettista” di zona intratteneva la folla con balli di gruppo e karaoke.

 

IMGP0456 mod.Visto che a Natale mi sono auto-regalata la fotocamera digitale, potevo non approfittare dell’evento per fare qualche foto? Assolutamente no, così assieme al mio gruppetto (che però vista l’ora “tarda” si era già dimezzato…) abbiamo deciso di immortalare questi momenti vicino al fuoco…

Risultato: 30 foto e nessuna di queste venuta bene: chi era uscita da schifo, chi con gli occhi chiusi, e questa non andava bene perché dietro si vedeva la faccia di quello, e questa ho i capelli messi male, qua sto parlando…

Le uniche venute bene, secondo l’opinione di tutte, sono quelle che vedono per soggetto principale il fuoco, dunque, beccatevi solo questa.

 

See you soon!

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14 pensieri su “Attorno al falò…

  1. Anch’io ho assistito a dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio e ho postato un piccolo resoconto..
    Da noi si accendono dei grandi fasce di canne tenute insieme da salice rosso..
    Sono curiosa del significato di quell’uscita in sardo ;))

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  2. neppure io riesco a tradurlo…..
    cavoli!!!
    mi son perso un’onomastico!!!!!

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  3. bella foto!!
    e belle anche le tradizioni!!

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  4. “Kandu danti alluttu, ci vuriada fetti su predi…”

    non riesco proprio a tradurre..
    Kandu è quando?

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  5. Sì, significa quando. “Danti” in effetti bisognerebbe scritto “d’anti” perchè è un verbo.
    Apprezzo lo sforzo e ti spiego bene.

    Kandu= quando
    d’anti= l’hanno
    alluttu= acceso,
    ci vuriada= c’era
    fetti= solo
    su predi= il prete…

    I verbi in sardo sono veramente complicati, l’ausiliare avere nel passato prossimo si trasforma in altri termini, e questa gran scoperta l’ho fatta solo adesso traducendo la frase! Non si finisce mai di imparare qualcosa 😉

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  6. Cavoli,non ci sarei mai arrivata..

    Ora ti rispondo nella traduzione abruzzese(anche se ci sono diverse varianti):

    “Quann’ l’hann appicciat’ ci sctev lu prevt”

    😉

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  7. Però è bello sapere che nonostante la lontananza le tradizioni regionali hanno una base comune!
    A me viene in mente “Sand’Andonij Sand’Andonij lu nemich de lu demonij!”

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  8. Che meraviglia la festa di sant’Antonio!!! E sono anni che non la vedo!!!
    Partecipo grazie al resoconto e già immagino l’esibizione del cabarettista/karaokerista!!

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  9. E’ da un pò che non passavo dal tuo Blog ed in effetti mi mancavano le vostre usanze…Ciao 🙂

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  10. Che bello…sono arrivata in tempo per leggermi la traduzione della frase incomprensibile!!!
    Ehehehe Baci bella! Buon Week end e a presto!

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  11. Ciao, interessanti i festeggiamenti che hai descritto.
    Da noi invece, si festeggia molto S. Sebastiano che è stato giorno 20 gennaio, praticamente si paralizza la città perchè è una festa molto sentita… non parliamo poi del Carnevale!!!!!

    Ti lascio un soffio d’affetto…

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