Tre Passi Avanti

Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo… (o quasi!)

Un calcio al pallone

Ormai ci siamo.

Finalmente (o purtroppo, a seconda dei punti di vista), gli stadi riapriranno i cancelli per l’inizio del campionato, pronti ad accogliere oltre ai calciatori anche folti gruppi di persone decise a sostenere la propria squadra.

Sì, migliaia di persone che urlano, imprecano, sudano e si emozionano di fronte a 11 ragazzi che per 90 minuti rincorrono una palla rotonda con l’obiettivo di lanciarla a rete, avversari permettendo.

Questo è in sintesi il calcio, animato poi dalle decisioni arbitrali con relativi cartellini colorati, rigori, punizioni etc. etc. che servono soprattutto a frammentare il gioco e farlo durare oltre il tempo regolamentare, il tutto condito dal vociare dei cosiddetti tifosi, ossia una sorta di sportivi complici della propria fazione.

 

Ma perché una persona si emoziona nel vedere la propria squadra segnare un gol o deve soffrire quando gli avversari fanno entrare il pallone in rete?

Il calcio potrebbe essere visto come un’emulazione all’arte della guerra, dice qualcuno, 11 soldati che fanno di tutto per vincere e tenere alto l’onore della propria patria e, disgraziatamente, è proprio questa idea che si materializza alle volte sugli spalti, dove le battaglie finiscono con i feriti all’ospedale e, ahimé il morto al cimitero.

C’è anche chi, come Pasolini, considerava il calcio come una forma di religione che si traduce in simboli e “pellegrinaggi” verso i luoghi di…ritiro, e inoltre viene paragonato alla poesia e allo spettacolo teatrale:

«Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro». 

 

E questo concetto non lo si può mettere in discussione; d’altronde il calcio ha in sé l’imprevedibilità, il caso, la fortuna che negli altri spettacoli non sono presenti, e il finale, si sa, è nel palcoscenico sempre lo stesso…Al cinema, al teatro, alla tv, grazie alle prove puoi arrivare a toccare la perfezione, puoi calcolare ogni minimo dettaglio; nel calcio non succede, c’è la sorpresa, nessuno sa come andrà a finire, si parte tutti con le stesse probabilità: un campo, 11 giocatori, un pallone e sarà il fischio finale a decretare definitivamente vinti e vincitori.

 

E poi… il calcio non guarda il portafoglio di nessuno, è uno dei sogni più ricorrenti nei pensieri dei bimbi e può trasformarsi seriamente in realtà, basta essere bravi: se abiti nella zona più povera del Paese ma hai classe, avrai le porte aperte negli stadi più importanti del mondo, se sei pieno di soldi, tuo padre è l’uomo più importante del continente, conosce tutti gli allenatori del pianeta ma tu… sei una schiappa… beh, avrai il ruolo assicurato di portiere nella squadretta dell’oratorio.

 

Il calcio ha le sue regole che sono fuori dal convenzionale, che ti permettono di divertirti usando solo i piedi, la testa e il petto, con le mani che in questo caso diventano un inutile accessorio (e che riprendono il loro potere solo nel ruolo dell’estremo difensore); l’assurda regola del fuorigioco, che rende importanti degli omini con in mano delle bandierine e allo stesso tempo fa sbraitare il pubblico.

 

Ma perché il calcio è così amato, come si può spiegare questa passione che non ha limiti?

Il tifo (che guarda caso ha lo stesso nome di una brutta malattia…) porta al completo abbandono, allo scostamento dalla realtà, l’irrazionale che prende il posto della ragione e ci pervade (e tutto questo senza l’utilizzo di sostanze strane!) e la voglia, almeno per una volta di sentirsi attivamente parte della propria città o della propria Patria, l’orgoglio e la voglia di appartenenza alle proprie radici…

 

E allora via, inizino pure le palpitazioni, le emozioni forti e le arrabbiature verso un rigore non concesso o un fallo troppo cattivo, un gol da repertorio o un’autorete sfortunata, nella speranza che tutto rimanga caratterizzato dal rispetto e dalla lealtà, sia dentro che fuori dal campo.

Perché si sa, in fondo, il calcio, è solo un gioco, 11 ragazzi straviziati che rincorrono una palla di cuoio… O forse è qualcosa di più?

 



“Così, proprio per ragioni di cultura e di storia, il calcio di alcuni popoli è fondamentalmente in prosa: prosa realistica o prosa estetizzante (quest’ultimo è il caso dell’Italia): mentre il calcio di altri popoli è fondamentalmente in poesia […]. Se dribbling e goal sono i momenti individualistici-poetici del calcio, ecco quindi che il calcio brasiliano è un calcio di poesia.”

Pier Paolo Pasolini

Io preferisco la prosa estetizzante alla poesia, la trovo più libera e  più affascinante… e poi, la poesia secondo me può portare all’errore più facilmente.

Ora, la Francia in che categoria possiamo definirla? Attendendo l’8 settembre con trepidazione (e un pizzico di inquietudine), da brava sportiva faccio l’imbocca al lupo alla mia squadra del cuore, che non è né la Juve, né il Milan né l’Inter (e per una sarda è veramente strano…).

Forza Cagliari, e speriamo sia un anno pieno di grandi soddisfazioni!

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20 pensieri su “Un calcio al pallone

  1. Il bello del calcio ormai è diventato il far andare nel pallone il tifoso più accanito…tropppo divertente (merita la tripla t)…
    Però vedere la propria squadra del cuore segnare, anche se come dice mio papà “con tutti i soldi che prendono i calciatori il campo da calcio lo dovrebbero anche arare e raccoglierci le patate”, non ha prezzo davvero..
    Io faccio l’imbocca al lupo alla mia Inter perchè non mi deluda e al mio Pescara perchè questo sia finalmente l’anno del riscatto….
    Per restare in tema di guerrieri, l’augurio più grande va a Marco Materazzi!!!

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  2. Forza Samp! 😉

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  3. Bè il calcio dovrebbe essere preso come un semplice sport, invece mobilita ogni domenica milioni di italiani. E poi basta vedere che la Gazzetta è il secondo giornale venduto in Italia, per capire la cultura del nostro Paese. Il cagliari ha ceduto diversi giocatori importanti, sarà dura per voi. Comunque mi sta simpatico…FORZA INTER! 🙂

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  4. Dici bene, riguardo il mio post… Invece non credo che sia giusto mischiare il calcio, quello vero con la C maiuscola, a tutto ciò che di sgarbato gli ruota attorno, come certo tifo. Una fede può essere anche quella, basta a risollevarti in momenti duri, può farlo.
    Anche se ultimamente, come tante altre cose, è diventato tutto mischiato e volgare, perchè gli è stata data troppa importanza e ci sono stati quelli che ci hanno speculato.
    Poi vedo che alla fine del post, però, dici il contrario…! Faccio anch’io i miei auguri al Cagliari

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  5. @ Chrysa: mi unisco agli auguri per Materazzi che, tra l’altro, sembra pure avere delle origini sarde 🙂

    @Luca: dovrò seguire anche l’Inter, visto che una piccola parte del Cagliari ora gioca da voi… Trattateci bene Suazo 🙂

    @Belincitizen: grazie per essere ripassato da queste parti

    @Sagufo: secondo me nei campionati delle serie superiori il calcio è strettamente legato al tifo, tifo che dev’essere però diviso tra “sano” e “malato”, giustamente.
    Ho voluto fare un ragionamento un pò distaccato per spiegare il perchè di tutte le emozioni che riesce a suscitare un semplice sport, ho messo in luce tutto quello che si dice a questo proposito ma non ho detto di essere d’accordo con queste affermazioni (chissà, forse però si è capito), infatti ho lasciato una domanda che aspetta ancora risposta.
    Non ti immagini quanto mi abbia fatto piacere la tua lettura approfondita, non dimentico che sei un giornalista! Grazie :))

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  6. non mi associo al tuo “forza c..”
    (al cuor non si comanda)

    la poesia brasiliana è morta con Manoel (Mané) Francisco dos Santos (detto Garrincha)

    il calcio è bellissimo….
    perchè se Zalajeta ha giocato nella juve……
    vuol dire che la democrazia ha una speranza!
    (mitico panterone)

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  7. Non sono un appassionato sfegatato, non sono un tifoso della domenica, non mi sgolo di fronte alla tv per le partite di campionato di quella che dovrebbe essere la “mia” squadra… ma ammetto che la Nazionale, volente o nolente, scatena i miei più bassi istinti guerrafondai contro gli avversari…ovviamente guerra verbale, mica fisica, per carità. E per tenere fede al mio orgoglio patrio dico solo che IO, l’8 settembre a SAN SIRO, CI SARO’! C’è una Francia da spazzare via!!! *Blur*

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  8. Mi associo in toto a Blur: cuciniamoci i galletti!!

    P.S. Vogliamo liberarci anche di Cellino?

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  9. beh, io non sono il più adatto a dare una risposta obiettiva, sono troppo appassionato di calcio per pensare che sia solo uno sport…so benissimo che è infantile e stupido e tutto quello che volete, ma per me la “mia” squadra viene prima di molte cose che per chiunque sarebbero delle priorità, non mi vergogno a dire che l’estate scorsa ho pianto durante la lettura delle condanne per il caso calciopoli…è una cosa che chi non è tifoso non potrà mai capire.
    cavolo, non ce la facevo più ad aspettare linizio del campionato!!!!

    qualcuno di voi ha mai letto (o visto) febbre a 90°? ecco, quel libro (o film) rispecchia bene la passione per il calcio, c’è un brano che mi piace molto, che parla dell’estasi che ti prende per una vittoria della tua squadra…

    “Nessuno dei momenti che la gente descrive come i migliori della propria vita mi sembrano analoghi. Dare alla luce un bambino dev’essere straordinariamente emozionante, ma di fatto non contiene l’elemento cruciale della sorpresa, e in tutti i casi dura troppo a lungo; la realizzazione di un’ambizione personale – una promozione, un premio, quello che vuoi – non presenta il fattore temporale dell’ultimo minuto, e neppure l’elemento di impotenza che provai quella sera. E cos’altro c’è che potrebbe dare quella subitaneità? Una grande vincita al totocalcio, forse, ma la vincita di grosse somme di denaro va a toccare una parte completamente diversa della psiche, e non ha niente dell’estasi collettiva del calcio. E allora non c’è proprio niente che possa descrivere un momento così. Ho esaurito tutte le possibili opzioni. Non riesco a ricordare di aver agognato per due decenni nient’altro (cos’altro c’è che sia sensato agognare così a lungo?), e non mi viene in mente niente che abbia desiderato da adulto come da bambino. Siate tolleranti, quindi, con quelli che descrivono un momento sportivo come il loro miglior momento in assoluto. Non e’ che manchiamo di immaginazione, e non è nemmeno che abbiamo avuto una vita triste e vuota; è solo che la vita reale è più pallida, più opaca, e offre meno possibilità di frenesie impreviste”.

    va beh, avrò fatto la figura dello sfigato che non ha nulla a parte la squadra di calcio…cmq un’ultima cosa…
    FORZA VIOLA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ciao
    A.

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  10. @Billy: a parte il cuore juventino, squadre sarde a cui sei affezionato?

    @Blur: ti invidio tantissimo, mi hanno detto che è molto difficile trovare i biglietti, mio cugino era alla ricerca disperata di 2 tagliandi…

    @Scratty: Cellino più che presidente è un tifoso sfegatato del Cagliari, per questo a volte perde la razionalità! Non venderà mai, è troppo legato alla squadra!

    @WuMing: avevo già letto della tua passione verso la Fiorentina, e anche io conosco parecchia gente che vive le emozioni legate alla sua squadra proprio come te, non ci trovo niente di strano. Non ho letto il libro, mi sembra molto interessante.
    Ma sai che la prima partita (e unica, visto che purtroppo non ci ho più messo piede) che ho visto al Sant’Elia è stata proprio Cagliari – Fiorentina?

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  11. Questo è un post da veri tifosi ed amanti del giuoco del pallone, e non potendomi definire completamente tale non so quanto possa esser fuori luogo il mio commento, ma pensando al calcio mi viene per lo più da pensare a tutto il “circo” che ormai gli ruota intorno, e sempre meno ai momenti di sport veri e propri…ed è un peccato perchè in fondo si dovrebbe trattare solo di questo: di sport, inteso come momento di confronto con un’avversario nel rispetto delle regole. Perchè allora il calcio di adesso mi pare molto diverso?

    Aveva ragione Materazzi….è meglio la sorella di Zidane…..

    Clin7

    PS: grazie per la visita al mio blog. Ti posso assicurare che l’Orsacchio fa anche meno ridere a vederlo in giro nella normalità…non è ke la sua follia era tutta studiata a tavolino?!?

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  12. Spesso mi pongo le domande che hai scritto : PERCHE’ IL CALCIO PIACE TANTO e PERCHE’ CI SI EMOZIONA PER ESSO? Io non sono proprio appassionata, ma le partite talvolta le seguo con interesse,non ho una squadra del cuore vera e propria. Mi dispiace per la violenza che si manifesta intorno e dentro gli stadi, è davvero assurda e vergognosamente inutile. Il riferimento alla guerra e al tener alto il valore della propria fazione può essere una spiegazione, ma non basta a capire, almeno non per me…

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  13. Ma figurati…!!
    comunque, secondo me, diventa qualcosa di più quando riesce, nel suo piccolo, a darti delle emozioni.

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  14. Sylvia, era una battuta, vero??

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  15. Io lo trovo semplicemente noisoso, non so cosa farci, se lo guardo mi addormento. è meglio della valeriana.

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  16. un po’ la Torres
    ma mi stanno un po’ antipatici i suoi tifosi……
    non parlano mai di calcio e solo di scontri tra tifosi!

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  17. Napoli 0 Cagliari 2 :))
    E chi ci avrebbe mai scommesso?Ecco perchè è bello il calcio, è sempre una sorpresa!

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  18. La buona annata la preghiamo sempre… certo però che partire con una bella vittoria le speranze non fa altro che aggiungerle!!! Io adoro il calcio. Io sono convinta di avere un animo maschile che la domenica pomeriggio mi trasforma in una specie di Homer Simpson. Divano e tv, manca la birra giusto perchè non ne sono una grande consumatrice. Non voglio sapere di passeggiate prima delle 5 e se dobbiamo fare una scampagnata,ben volentieri, ma prestatemi una radiolina.
    E’ vero che sono troppo pagati.
    E’ vero che si scatenano le violenze da stadio.
    E’ vero che ci sono troppi giri di affari.
    Ma quando si parla di calcio, io penso solo ai 22 uomini e alla palla al centro.
    Bellissimo il commento di WuMing.
    E comunque Silvia, bei ricordi Cagliari-Fiorentina!!!!

    Forza Casteddu!!!
    E non nascondo la simpatia per il Milan. E per Milan intendo i calciatori e l’allenatore, non il presidente. Così, giusto per puntualizzare.

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  19. FORZA JUVEEEEEEEEEEE!!!!

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  20. Da donna….
    il bello del calcio?…vedere 22 bei figlioli in pantaloncini che corrono…(il piacere aumenta quando al giornata è piovosa e le maglie aderiscono di più al corpo…)

    da tifosa…
    il bello del calcio?…
    poter stare con il tuo ragazzo anche la domenica a seguire la squadra del cuore, per condividere un interesse in più…

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